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E’ Radio Bufala la nuova radio ufficiale del Napoli e De Laurentiis la guest star

Da Radio Kiss Kiss (con la lingua a tortiglione) “linea, passaggio e testimone” a Radio Bufala, perchè è da oggi 20 luglio 2018, esattamente ad un mese dall’inizio del Campionato di Serie A, che la radio ufficiale cambia pelle, in questo restyling editoriale che fa pendant con il prodotto principe dei pascoli casertani, sua maestà la Mozzarella di bufala. Ironia a parte, ma neanche tanto, perchè ascoltare in auto la consueta trasmissione di Valterino Bufalino De Maggio ci ha aiutato simpaticamente a sopportare la calura del primo pomeriggio, ingabbiati nelle lamiere roventi delle nostre auto, nel traffico cittadino. Vi chiederete come mai stiamo qui a commentare una trasmissione radiofonica che va in onda da più di un decennio, tutti i santi giorni, per raccontare amenità insignificanti sul Calcio Napoli? Ed è presto fatto, perchè stavolta invece del solito bla bla bla dei vari conduttori che si alternano ad altrettanti addetti ai lavori a commentare per quattro ore suonate le vicende del club azzurro notiamo con piacere e divertimento che è stato fatto in qualche modo  un salto di qualità, perchè il buon Valterino messo da parte il solito e noioso format, ha inaugurato estemporaneamente o molto più probabilmente sotto diktat presidenziale, la rubrica del ‘Vero-Falso’, una specie di giochino demenziale della verità, dove nessuno però la dice,  e soprattutto con la partecipazione della guest star più autoritaria che ci sia ggi nel calcio napoletano, Don Aurelio De Laurentiis, sempre più libero da impegni cinematografici e sempre più impegnato a villeggiare, cazzeggiare e gozzovigliare in Val di Sole al seguito della sua creatura in ritiro. A tal proposito De Laurentiis, rivelando di cenette con  mister Ancelotti, coach Bucci ed amici vari tenute al fresco serale dell’alta montagna, parla di succulente degustazioni a base di mozzarella campana, involontariamente scatenando una vera e propria guerra fra produttori rivali, perchè pur essendo ospite da quasi sempre a Castelvolturno, zona di grande produzione della rinomata Mozzarella di bufala di grande qualità, sapore e lavorazione aversana, si mette a pubblicizzare, citando addirittura il produttore della rivale mozzarella,  pur sempre di qualità, ma sicuramente più sciapa e insapore, quella  della zona di Battipaglia. Come se non bastassero tutte le bufale di mercato che rimbalzano qua e là e quelle a Castelvolturno, ora ci mancava pure la famigerata Zizzona di Battipaglia, degustata in trentino alla facciaccia dei loto prodotti autoctoni, che correlata alla bufala del ritorno di Cavani riempie le nostre giornate estive in attesa del colpo di mercato alla Ronaldo.  Ma siccome un Presidente come De Laurentiis non fa mai nulla per niente, vuoi vedere che approfitta della radio a piene mani per meglio soddisfare chi gli fornisce mozzarelle a gratis? Quindi solo frutto di opportunistiche sponsorizzazioni?  Può darsi, ma allora perchè parlare anche di grandi vini come Ornellaia, Masseto, peraltro stappati in notevoli quantità come fossero caraffe di vino con la percoca? Pubblicità occulta? Difficile che questi vini così importanti avessero bisogno di pubblità occulta o anche sì , certo è che Radio Bufala  si è prestata più che volentieri, o forse è stato tutto semplicemente frutto dei postumi di sbornie delle sere prima? In ogni caso abusare del vino per quanto di qualità non non ci parrebbe il caso, anzi in certi casi sarebbe più igienico levare il vino da tavola, e di sparare meno cazzate a milioni di tifosi adoranti,  visto che si sta preparando una stagione calcistica dalle aspettative enormi. Possiamo pure capire che per non rendere pesante il ritiro si debbano trovare diversivi e allora il presidente, avrà pensato bene di trascorrere un po di tempo fra un noioso allenamento, la pennichella pomeridiana e il tressettino con Carletto, passarer pure allo stand della radio ufficiale con quel buontempone di Valter De Maggio, cosi ben disposto a farsi sputttanare dal presidente lui e tutti gli altri esimi colleghi sui presunti scoob di mercato.  Del resto quale migliore occasione per parlare alla base dei tifosi?  Possiamo pure capire l’ironia e infatti non vogliamo affatto moralizzarer, ma ci chiediamo perchè mai questo tafazismo della maggioranza dei giornalisti sportivi locali? Bisogna dire però che ascoltando l’inedita trasmissione, ci siamo sbellicati dalle risate, perchè De Laurentiis quando non subisce attacchi da  delirium omnipotentis riesce ad essere pure più simpatico di un dito nel deretano, e a sua volta anche il ridanciano De Maggio non è male quando finge autoironia, incassando bufale su bufale spiaccicategli in faccia dal presidente, ma purtroppo per lui e certi suoi colleghi questa è la funzione che si sono scelti tutti coloro che fanno giornalismo zerbino. Ci chiediamo pure come mai i loro editori  che giustificatamente pagano fior di soldi per i diritti radiofonici debbano comprendere nel contratto pure quello di fare propaganda? In genere chi pretende propaganda è colui che paga affinchè qualcuno se ne occupi. A Radio Kiss Kiss accade al contrario, sono loro a pagare e a pregare De Laurentiis di farsi propaganda.  Peraltro quello della radio ufficiale è lo stesso trattamento riservato  un giorno alla settimana al Sindaco, forse anche al Governatore della Regione, per ingraziarsi gli altri potenti in città, che al contrario dovrebbero essere loro pagare la radio per i sempre più frequenti passaggi mediatici ad arringare il popolo, senza offrire allo stesso modo il diritto di replica agli avversari politici, e ciò non è sicuramente il massimo della correttezza in epoca di par condicio.  Però in epoca di social network  il mondo cambia, e anche quello delle comunicazioni di massa,  ed è così che nel terzo millennio funziona il diritto di cronaca, in questo contorto mondo delle comunicazioni, dove se non parli bene dell’interessato, non hai diritto ad accedere all’informazione, non ti accreditano, non ricambiano. Una tempo in radio era norma che i discografici pagassero fior di quattrini per i passaggi musicali dei dischi dei propri cantanti,  per altri esisteva lo spazio autogestito,  ma pur sempre dietro congruo pagamento. Nel calcio funziona all’inverso, oggi è la radio a pagare per gestire e rempire gli spazi degli altri. Fossimo noi quelli della radio ufficiale pagheremmo solo per i diritti di radiocronaca delle partite e delle interviste in esclusiva ai protagonisti, come da contratto,  ma senza obblighi morali a doverne parlare solo a favore, perchè come il diritto di cronaca, esiste anche il diritto di critica e di opinione. Invece spesso capita che De Laurentiis nelle sue sempre più frequenti sortite mediatiche ammonisca i giornalisti presenti, talvolta minacciandoli ,  oppure imporre che si scrivessero solo cose gradite, quando va bene pena il silenzio stampa e  quando è peggio, l’esclusione definitiva dalle conferenze e dalla tribuna stampa allo stadio di chi l’avesse fatta fuori dal suo ufficio stampa, praticamente ancor peggio di un editto bulgaro. Questa ormai al calcio Napoli  è storia vecchia, non la scopfriamo di certo oggi, ma purtroppo passa spesso inosservata, però sempre più attuale per chi volesse occuparsi di calcio a Napoli. In ogni caso la trasmissione andata oggi in onda alla radio ufficiale oltre che inedita ma a quanto abbiamo capito proseguirà fino a che non si scoccia il presidente,  ed è stata allo stesso tempo divertente,  quanto deprimente, perchè ascoltare De Laurentiis in Radio sputtanare seppure ironicamente i giornalisti sui loro presunti scoop, talvolta appellandoli addirittura, seppur scherosamente,  con termini come il ‘cretino’ o ‘imbecille’ di turno,  e nonostante ciò questi gli rimangono ugualmente fedeli, fà veramente capire di quanto il livello della categoria sia in caduta libera. Più banalemente diremmo che non ci sono più i giornalisti di una volta, quelli che si beccavano gli improperi di Maradona per un voto basso in pagella, guadagnando però la stima dei lettori, per l’onesta intellettuale.  Grande Giuseppe Pacileo, illuminali tu.

Pippo Trio 

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