Berlusconi sicuro: “Nel giro di pochi mesi questo governo finirà”
Luglio 26, 2018
Calendario Serie A: se a Napoli ricominciamo dal vittimismo si perde già in partenza
Luglio 27, 2018

Calciomercato 2018: è di gran moda il classico ‘cavallo di ritorno’

A volte ritornano, è proprio vero, sembra essere questo il leit motiv di questo banale calciomercato 2018. Un tempo le campagne acquisti si pianificavano in primavera, oggi si aspetta l’effetto domino, quindi che si muova sempre prima qualcuno per poi regolarsi di conseguenza. Vale per il mercato allenatori, a cui dare la precedenza affinché le panchine si sistemino e si possa pianificare con il nuovo mister gli acquisti giusti, ma anche laddove si confermassero gli allenatori precedenti non ci si muove sul mercato prima che altri scoprano le proprie carte. Quest’anno a muoversi in modo significativo prima degli altri è stata la Juventus che ha messo a segno in modo deciso e per tempo l’acquisto più importante, portando via da Madrid un Cristiano Ronaldo stufo di vincere facile in Europa. Sicuramente in questo caso l’acquisto deve essere stato ponderato e valutato a dovere molto prima della campagna compravendite, perché un investimento tale per un club super organizzato come quello juventino necessita di tutta una serie di verifiche prima di poterlo effettuare, quindi indagini di mercato, valutazioni del mercato azionario, disponibilità economica, pianificazioni delle eventuali cessioni a coprire almeno in parte i costi,  Consigli di amministrazione informativi, insomma tutti aspetti che richiedono il tempo necessario prima di fare un’operazione di mercato di questo tipo. In ogni caso l’arrivo di CR7 ha innescato la prima miccia a tutto il mercato perché adesso dovranno rispondere le avversarie della Juventus sia in Italia, che in Europa, e soprattutto fra i top club stranieri dovrà a breve scoppiare un’altra bomba di mercato, perché adesso il Real Madrid  sarà costretto a rifondare l’asset tecnico che faceva capo a fuoriclasse portoghese per cui è facilmente prevedibile che uno fra Neymar, Mbappè, Lewandosky, chissà se non addirittura lo stesso Cavani approderà ai blancos, invece che all’Hotel Vesuvio come raccontavano non molto tempo giornalisti un tantino alticci. Frottole a parte, in  caso si muovesse uno di questi top si scatenerà un altro effetto domino perché tre fra i quattro calciatori indiziati appartengono al Psg  e naturalmente laddove uno di questi e figuriamoci due dovesse spostarsi a Madrid o altrove il domino coinvolgerà per forza di cose l’opulenta società parigina, che in tempi non sospetti ha già ceduto Pastore, ha preso Buffon e si aspettano altri fuochi d’artificio sotto la torre Eiffel in questi ultimi 20 giorni di mercato. Altro club europeo che dovrà rifondare dopo il tardivo arrivo di Sarri è il Chelsea, che pare voler soddisfare l’esigenze dell’ennesimo nuovo tecnico ex Napoli,  che avendo una conoscenza limitativa del mercato comune europeo di professionisti della pedata, accentrerà tutto il mercato dei blues sulle vecchie conoscenze, quei pupilli già allenati in precedenti esperienze, e come infatti il primo acquisto del Chelsea contemporaneo all’arrivo del Comandante è stato non a caso Jorginho, ma il tecnico toscano per suoi già citati limiti, avrebbe volentieri sottratto al Napoli tutto il possibile da Hisay ad Albiol, da Zielinsky a Callejon ma un patto di gentlemen agreement fra i due club ne ha impedito il saccheggio, che a noi escluso Albiol avremmo caldeggiato vivamente, non fosse altro per il rilevante ritorno economico, da poter reinvestire in calciatori più funzionali e importanti. Ed è con Sarri che comincia questo bizzarro trend di mercato, quello che in gergo si chiama il ‘Cavallo di ritorno’, di cui Sarri è un grande fautore visto che dall’Empoli al Napoli e adesso al Chelsea il suo intento è sempre stato quello di far ritornare nel suo steccato tutti i suoi ex allievi, e con questo sistema che ha fatto sbolognare al Napoli mezzo Empoli che poi lui stesso non ha più utilizzato quando ha conosciuto gli altri stalloni della premiata scuderia Benitez. E adesso non potendo più rivolgersi al Napoli,ecco voler andare a riprendersi Reina fresco rossonero, poi il rimpianto Higuain per ricostruire con Jorginho almeno tre quarti della spina dorsale del suo primo Napoli, in tal caso saremmo curiosi di verificarne in seguito l’efficacia di tale strategia. Ma quella del ‘cavallo di ritorno’ è una moda che ormai sembra aver contagiato tutti perché  persino la Juventus e Bonucci paiono seriamente attratti da questa eventualità, e anche al Napoli perlomeno all’inizio  erano state attribuite ad Ancelotti immediate nostalgie dal suo peregrinare in Europa per top club e quindi di corteggiamenti a Benzema, Di Maria, Vidal, Areola, Cavani…. eh gia, proprio el Matador, il cavallo di ritorno per eccellenza che ormai tutti a Napoli vorrebbero ricavalcare, magari anche la sua ex moglie, ormai napoletana acquisita. A tal proposito si stanno incastrando tutta una serie di ipotesi che farebbero pensare ad un effettivo clamoroso ritorno di Cavani, a cominciare dalla sua evidente incompatibilità caratteriale con Neymar qualora il brasiliano restasse a Parigi, ma neanche sarebbe da trascurare la nostalgia di Edinson per i figli e per una città che gli ha cambiato la vita in tutti i sensi,  e infine, la voglia dei tifosi napoletani di rispondere a tono all’acquisto roboante di Ronaldo della più antica rivale, e chi meglio di Cavani per pareggiare i conti sia per CR7 che pure con Higuain anch’egli reclamato da qualcuno come ancor più clamoroso cavallo di ritorno , ma sia il Matador che il Pipita  è gente che in passato hanno già infranto milioni di cuori azzurri e altrettanti sogni tricolori.  Peró purtroppo il calcio pur essendo uno sport fra i più emozionanti, passionali, sa essere anche freddo, cinico e spietato nelle sue logiche e dinamiche di mercato  e non sempre quello che appare come l’ideale possa poi realizzarsi perché a frapporsi ai sogni romantici dei tifosi c’è pur sempre la pragmaticità di un presidente con cui fare i conti, nonchè tener presente l’obbligo di un allenatore appena insediatosi tenuto quantomeno inizialmente a rispettare colui che lo ha ingaggiato a cifre notevoli  e altresi di rispettare  i calciatori a disposizione affinchè fornirgli le chances che hanno meritato  per quanto fatto fino ad oggi con il vecchio allenatore. Infine e non da trascurare l’evolversi del mercato in uscita, sia quello del proprio club, che di quello degli altri a cui soffiare eventuali calciatori e giusto per dire una banalità, i grandi calciatpori che ce li ha se li tiene o glieli devi strapagare, verbo difettivo non contemplato nella grammatica griffata Filmauro.  Non è così semplice incastrare tutto in così poco tempo, soprattutto quando si tratta di operazioni così importanti legate fra loro, perché anche ammesso che si voglia prendere Cavani,  qualcuno o forse anche più di qualcuno fra Milik, Inglese, Mertens, Callejon dovrà partire e siamo proprio così sicuri che ci fossero tanti club interessati alle loro prestazioni e ai prezzi che De Laurentiis pretenderebbe? Del resto sarebbero quasi  tutti calciatori da clausola scaduta, se qualcuno li avesse voluti l’avrebbero già esercitata.  E allo stesso tempo siamo sicuri che De Laurentiis sarebbe disposto a pagare costi elevati per il ritorno, cinque anni più tardi, di un calciatore che gli annullerebbe del tutto una plusvalenza già abbondantemente goduta? Nel calciomercato tutto è possibile, ma è anche banale pensarlo, perché nessuno in questo mondo di affaristi è disposto a rifonderci se prima non verificasse i vantaggi soprattutto economici, come avrà fatto sicuramente la Juventus per il 33enne/23enne Ronaldo, figuriamoci se non lo facesse uno come De Laurentiis che del calcio ciò che più lo eccita non è tanto portare scudetti a casa ma è la possibilità di rimpinguare tesoretti familiari approfittando dell’allevamento di calciatori in prospettiva plusvalenza. Questo è ilmotico, quello più strettamente di natura economica, per il quale non crediamo minimamente  al Cavani di ritorno , ma in realtà non ci crediamo nemmeno per tutta un’altra serie di motivi più disparati, quindi anche dal punto di vista tecnico e persino a quello sentimentale nonostante per Cavani il sentimento rigurgiti ripetutamente in quei lunatici cuori dei tifosi. Anche perché soprattutto quando si verifica il ritorno di un calciatore che ha già dato il massimo, è inevitabile che ci si aspetti che desse per lo meno, quanto abbia già dato in passato,proprio come minimo sindacale,  ma siccome il tempo passa per tutti e nessuno può garantire nulla nonostante oggi Cavani fosse ancora un top player di tutto rispetto, ma comunque avrà sempre 5 anni in più di usura nella mente e nelle gambe. Sarà sicuramente meno affamato e ben più appagato economicamente, certo, potrebbe essere ancora ancora stimolato dall’ impossibile sfida di poter contribuire in prima persona a far vincere lo scudetto al Napoli, ma una tale impresa sarebbe possibile accettando di dimezzarsi un comodo stipendio da 12 milioni? La vediamo difficile, molto dura,  forse impossibile, e in effetti  i contro superano abbondantemente i pro, per tutte le parti in causa, e nel caso malgrado fossimo sempre dei severissimi critici del presidente non ce la sentiamo di attribuirgli alcuna colpa nello nello specifico qualora l’ipotesi deltitorno non si concretizzasse. D’altronde, se veramente si avesse la possibilità di investire tanti soldi, si lascino da parte i déjà vu, e magari si opti per qualcosa di nuovo parimenti di grande qualità. Basta con questi momentanei ritorni di fiamma per amori già andati, perché il calcio è la metafora delle vita, esige guardare al futuro non al passato e i ricordi devono restare tali, belli o brutti che siano. Fortunatamente abbiamo un allenatore che non rimpiange i vecchi cavalli allenati e si è calato con grande entusiasmo nella realtà napoletana fatta perlopiù di giovani puledri rampanti, una realtà quellaazzurra che ad oggi non potrà mai essere quella dei grandi club in cui ha vinto, ma chissà che non fosse proprio questa la sua nuova e più stimolante sfida e chissà pure che magari non arrivi pure qualche  top player di fresco conio, di cui di uno fra i nuovi arrivati già se ne intravede il futuro. Fabian Ruiz.

Pippo Trio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *