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Berlusconi sicuro: “Nel giro di pochi mesi questo governo finirà”

“Vi dico subito che guardando la situazione attuale e quello che sta succedendo, nel giro di alcuni mesi questo governo finirà”. La Leopolda di Renzi il ‘traino’ per ripartire

di Peppe Papa

Comunque la si pensi sul personaggio, bisogna riconoscere a Silvio Berlusconi capacità visionarie non comuni, creatività, coraggio, carisma da vendere, intelligenza politica e, dote più importante, una incredibile faccia di bronzo di quelle capaci di venderti anche l’aria che respiri.

Il senso degli affari, nella sua accezione più ampia, ne caratterizza l’atteggiamento nei confronti della vita da dominus, cui è straconvinto di aver diritto, che non ammette interposizioni. La quali, quando capitano, non vanno demonizzate, ma affrontate con tignosa sagacia, un’altra dote che non difetta al nostro.

Così, la contingenza politica in cui si trova a navigare con il suo vascello, una volta nave ammiraglia, di Forza Italia, gli suggerisce di giocare di rimessa, attento a tutte le sfumature di incertezza che il nuovo governo nel suo confuso evolversi propina ogni giorno agli italiani, colpendo con sferzate graffianti il suo ex alleato, la Lega di Salvini, incapace, a suo dire, di impedire l’irresponsabile condotta dei M5S al governo “peggio dei più infami comunisti”.

Il suo ultimo strale è stato lapidario nel corso dell’incontro, dopo lungo tempo, con i gruppi in parlamento, al quale hanno partecipato oltre a senatori e deputati anche gli amministratori locali, coordinatori regionale e gli eurodeputati, confermando che la prospettiva di lavoro è puntata alle Europee di maggio 2019 dove probabilmente sarà candidato.  

“Vi dico subito che guardando la situazione attuale e quello che sta succedendo, nel giro di alcuni mesi questo governo finirà” ha affermato in maniera perentoria, tanto da rendere chiaro a tutti il verbo per i prossimi mesi di navigazione.  “Io spero ancora che la Lega ci aiuti – ha aggiunto a mo’ di avvertimento al riottoso giovane padano – , anzi rivolgiamo un accorato appello a Salvini per bloccare queste norme, in nome delle aziende, dei produttori, dei lavoratori, degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori, che non hanno davvero bisogno di altre difficoltà da aggiungere alle tante con cui combattono ogni giorno”.

Decreto dignità male assoluto

Il riferimento, ovviamente, era al cosiddetto “Decreto dignità” promosso dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ampiamente avversato dalla base sociale del centrodestra dal Veneto alle regioni del centro nord. Imprenditori, artigiani, partite Iva che non capiscono l’inversione ad U dell’amico portato al governo con il proprio voto e che improvvisamente volta le spalle, scordandosi delle promesse.

Un guazzabuglio in cui Berlusconi ha intravisto la possibilità di sguazzare a piacimento, accettando la sfida del leader leghista che sta provando a prosciugare il bacino elettorale forzista, ma che sembra arrivato al capolinea. Quello che c’era da prendere è stato saccheggiato. Adesso arriva il difficile, cioè dare gambe alle chiacchiere che hanno permesso la “vampirizzazione” del centrodestra targato Fi, presentare qualche risultato, che sia uno, compatibile con le speranze del polo verde-azzurro.

“In questi mesi le cose non sono andate come avremmo voluto – ha attaccato –  Salvini non se l’è sentita di chiedere al Capo dello Stato  un mandato per un governo di centrodestra e ha ritenuto più opportuno far nascere con l’M5s il governo Conte. Una scelta che noi non abbiamo mai condiviso, ma sulla quale non abbiamo posto veti ancora una volta per senso di responsabilità verso l’Italia. Tuttavia siamo stati chiari: questo non è il governo scelto dagli italiani, non è il governo vincitore delle elezioni”.

Una sentenza, in pratica, che prefigura un futuro ricco di colpi di scena. La Leopolda a fine ottobre di Renzi, il suo mai nascosto figlioccio politico “purtroppo capitato dall’altra parte”, potrebbe essere uno stimolo a rilanciare un’iniziativa poco convenzionale dal punto di vista del ‘politically correct’. Chi vivrà vedrà.

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