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Calendario Serie A: se a Napoli ricominciamo dal vittimismo si perde già in partenza

Ieri pomeriggio direttamente dagli studi di Sky è stato varato il nuovo campionato di calcio di Serie A, con la presenza di tutti i presidenti delle squadre partecipanti, meno qualcuno, fra i quali, senza fare nomi, Aurelio De Laurentiis, che ha pensato bene di non replicare sceneggiate già viste in passato, anche perché difficilmente il presidente si muove a gratis, figuriamoci poi se si deve pure intossicare doppiamente…. Probabilmente i suoi colleghi presenti, avranno ben gradito il forfait del mitico vulcanico cinepanettonaro che sicuramente ne avrebbe avuta una contro tutti,  così come ama fare ogni qual volta si presenti l’occasione,  delirando da motorini in fuga ma più ancor più spesso fra radio ufficiali e vari altri  supporti mediatici compiacenti. Ma nonostante l’assenza  del presidente azzurro, non sono mancate sue dichiarazioni a commento del calendario stilato e dopo un primo approccio di finta superiorità mentale mostrando indifferenza all’impegnativo esordio del Napoli, De Laurentiis ci va giù duro verso chiunque, quindi i soliti pregiudizi sulle modalità di organizzazione, sui colleghi presidenti, in primis Lotito,  che per ironia della sorte già primo avversario di campionato  e con il quale non molto tempo fa si andava a braccetto alleandosi in cartello  nelka campagna elettorale per il candidato Tavecchio. Poi altre parole carine contro lo stesso ex presidente dimissionato, sulla nazionale e persino ancora su Ventura, che prima dell’insuccesso contro la Svezia fu ritenuto da De Laurentiis più che all’altezza del compito e dopo ritenuto inadeguato motivando il cambio di opinione perché  un allenatore esonerato da lui in Serie C non avrebbe mai dovuto essere preso in considerazione per la nazionale e via via sciorinando strali e critiche a chiunque. Insomma nulla di nuovo, tutto e il contrario di tutto, tipico di quei personaggi che vogliono sempre trovarsi dalla parte della ragione. Purtroppo questo comportamento così studiatamente aleatorio del presidente del Napoli è una strategia opportunistica congegnata a dovere per mettere sempre le mani avanti e procurarsi gli alibi preventivi di vittima sacrificale qualora le cose non dovessero andare come desidererebbero i tifosi, se invece andassero meglio del previsto, ergersi a eroe dell’uno contro tutti. Troppo facile, ma questo atteggiamento non porta vantaggi a chi tiene al bene del Napoli, semmai  potrà procurare vantaggi esclusivamente al presidente, per mascherare le sue egoistiche aspettative di chi ha esclusivamente interessi di guadagno economico attraverso il calcio, più che di ambizioni di gloria sportiva, giustificando gli eventuali insuccessi della squadra attribuendone subdole responsabilità al tecnico di turno o ancor di più a  colpe del sistema, di cui lui stesso  è complice, sia del tecnico che del sistema, diversamente non farebbe campagna elettorale per il candidato presidente della Fgci oppure farsi cooptare da Agnelli per fargli da collaboratore all’Eca, e nemmeno farebbe il nome di Carraro ogni qualvolta ci sarebbe da ricostituire i vertici del calcio, altrimenti altro che riformismo rivoluzionario, comandanti e assalti al Palazzo,… son tutte favole.  In tutto questo,  numerosi giornalisti napoletani del  folto ufficio stampa di De Laurentiis si sono già scatenati a commentare il nuovo calendario di Serie A facendo partire da subito la solita campagna di vittimismo che ahinoi ci accompagnerà per un anno intero. Sinceramente non pensavamo iniziassero così presto, ma essendo ben istruiti a tal proposito, questi darebbero colpe alla Juventus e al sistema anche se dovesse piovere in piena estate. Ci piacerebbe però che per una volta i tifosi del Napoli non stessero dietro a questo vittimismo atavico esageratamente piagnone e paraculetto, perché significherebbe aver già perso in partenza seppure con la patetica consolazione di essere le solite vittime sacrificali. Adesso basta però, non si può pensare di essere i piu forti di tutti, i migliori in assoluto se poi già si conincia a frignare perché alla prima di campionato si incontra fuori casa la Lazio. Tra l’altro è il Napoli che ha chiesto di giocare la prima fuori casa, e poi la Lazio con tutto il rispetto,  come bisognerebbe averne per tutte le squadre del campionato, lo scorso anno ha preso due batoste dal Napoli che difficilmente dimenticheranno, finendo a una ventina di  punti in meno in classifica rispetto al Napoli, per cui se ci dovesse essere qualcuno che dovrebbe lamentarsi, questa dovrebbe essere la Lazio non di certo il Napoli, anche perché alla seconda giornata i biancocelesti incontreranno pure la Juventus a Torino per cui avrebbe sicuramente da lamentarsi e tra l’altro la stessa Juventus incontrerà la Lazio la settimana successiva al Napoli, quindi perché dover già ricorrere a puerili vittimismi? Stesso discorso per il Milan, in piena crisi di identità per vicissitudini societarie dover far visita alla prima trasferta al Napoli e anche loro doversi preoccupare di una squadra che gli è finita solo due mesi fa 30 punti avanti in classifica. Sicuramente il Milan è un club di grande blasone,  del resto si chiama Serie A non Lega pro ai tempi in cui si maramaldeggiava a Gela o a Fermo. Tra le altre pieghe di questo inizio di campionato, dopo il Milan  si incontreranno Sampdoria e Fiorentina di cui non citeremo ancora noiosamente le differenze di classifica nello scorso campionato ma che di certo non sono Real Madrid e Manchester City dal doverle temere in questo modo, ammesso che si dovessero temere anche così  forti avversarie di Champions,  e tra le altre cose con la Fiorentina ci abbiamo perso lo scorso anno sul finale di campionato, mandando a puttane il rimontone sulla Juventus e vanificando quello splendido, esplosivo gol di Koulibaly all’ultimo respiro allo Stadium bianconero, quindi se proprio si dovesse  temere di soccombere con i Viola, meglio farlo all’inizio che non alla fine, non vi pare cari i nostri puntualissimi piagnoni? E allora orsú, staccate un tantino dal calcio, andatevi a fare due bagni rigeneranti e poi godiamoci questa nuova e più interessante Serie A, anche perché che sfizio c’è vincere più partite con squadre mediocri, se poi temere di perdere con quelle appena più forti? Infine chi ambisce a vincere i campionati deve provare a superarle tutte e soprattutto farlo sul campo, in casa e in trasferta e preferibilmente non perderle in albergo e già persino d’un dal ritiro! La parola d’ordi E dovrebbe essere ottimismo e non il solito vittimismo, diversamente altro che ‘nun c’accire nisciuno’ come dice un pittoresco, folkloristico giornalista fazioso, perché in questo caso siamo dati già per morti ancor prima di iniziare, e allora scusateci se andiamo a grattarci a sangue dove non batte il sole, contro i soliti iettatori!

Pippo Trio

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