Calendario Serie A: se a Napoli ricominciamo dal vittimismo si perde già in partenza
luglio 27, 2018
IL RACCONTO “Di libri e feticismo” di Lia Haramlik De Feo
maggio 16, 2018

Tutti a cena da Renzi: una strigliata ai suoi e appuntamento alla Leopolda

Centoventi persone tra deputati e senatori presenti alla chiamata del capo con il quale, tra una tartina e l’altra, si è fatto il punto della situazione, dopo le tensioni interne alla maggioranza del gruppo parlamentare saldamente in loro mano e le prese di posizioni autonome di alcuni sulle intenzioni future. “C’è bisogno di uno scatto in avanti” ha spiegato ai suoi l’ex segretario, non c’è più ragione di tenere insieme storie che non possono coesistere. E a sinistra non demordono: “Renzi se ne deve andare”.

di Peppe Papa

Tutti a cena da Renzi, l’ex segretario ha chiamato a raccolta i suoi invitandoli l’altra sera in una villa sull’Aventino per un saluto prima della pausa estiva, occasione conviviale per fare presente agli astanti che si è in piena bagarre e non va abbassata la guardia ricordando l’appuntamento di fine ottobre alla Leopolda.

Centoventi persone tra deputati e senatori presenti alla chiamata del capo con il quale, tra una tartina e l’altra, si è fatto il punto della situazione, dopo le tensioni interne alla maggioranza del gruppo parlamentare saldamente in loro mano e le prese di posizioni autonome di alcuni sulle intenzioni future.

“Sensibilità” diverse che sono esplose all’atto delle nomine in segreteria da parte di Maurizio Martina, dividendosi nelle chat tra la fazione del “chi se ne frega tanto stanno in carica fino a dicembre”, e quella dei più radicali “che a questo punto è caduto anche l’ultimo velo, usciamo dal partito”.

“Calma ragazzi”, ha dovuto ribadire il ‘giovine di Rignano’, c’è tempo per presentare il conto, nel frattempo vanno sfruttate tutte le contraddizioni del governo giallo-verde, sempre più evidenti sui dossier veramente impegnativi oltre la propaganda, per passare all’incasso previa strategia alternativa credibile e in sintonia con le aspettative degli italiani.

Non sono i pop corn, come una facile lettura comunicativa dell’attuale enclave renziana, ha cercato di far passare la momentanea assenza dall’agone  politico del ‘corpo’ del leader ‘sconfitto’ in attesa della rivincita.  Tutt’altro lascia presagire il meeting andato in scena sotto la notte stellata della Capitale.

Raccontano che quella di Renzi sia stata una strigliata, gentile sì, ma determinata  a riportare tutti nei ranghi. I temi su cui concentrarsi sono stati sintetizzati sull’ultima e-news del leader su Fb.  Dal “decreto disoccupazione” voluto da Luigi Di maio che “porterà al licenziamento di 80mila lavoratori”, alla richiesta alla Lega di rispondere in Aula al Senato dei 49 milioni di euro “rubati agli italiani”, all’obbligo “flessibile” sui vaccini introdotto dal governo, all’inutilità di un parlamento nei prossimi lustri (una decina di anni) come vagheggiato da Davide Casaleggio jr e su cui i costituzionalisti tutti di un pezzo che avversarono con inusitata durezza a dicembre del 2016 il referendum di riforma, adesso “tacciono, perché forse tutti al mare, senza connessione, senza telefono, senza quotidiani, e che non aprono bocca per commentare”.  A sinistra intanto non demordono. Renzi “se ne deve andare” ha scritto Peppino Caldarola nel suo quotidiano post su Lettera 43.it, per salvare il Pd c’è bisogno di chiudere questa stagione di promiscuità con la destra liberista cui il partito ha ammiccato negli ultimi anni fino a “distruggere culture e identità arrivando ad affacciarsi al baratro, pretendendo di imporre ancora la loro linea. L’unica via per rinascere passa da una vera rivoluzione”.

E’ chiaro che non ci sono più le condizione di provare a tenere insieme qualcosa che non può coesistere e che anche la storia ha ampiamente bocciato. “C’è bisogno di uno scatto in avanti” ha quindi fatto presente Renzi agli amici presenti al banchetto. “Ci vediamo alla Leopolda” ha concluso tra gli applausi dopo il brindisi finale. Facce rasserenate e promessa di essere in prima linea. Infine baci, abbracci e tutti a casa.

2 Comments

  1. Servino vittorio ha detto:

    Credo. Che il pd senza renzi non e niente tutti cercano un capo valido noi abbiamo il migliore e che facciamo lo cacciamo facciamo una bella cosa chi non e con renzi un calcio in culo e fuori dalla porta basta falsi basta invidiosi solo chi crede in renzi e al suo progetto europeista gli fora di bal

  2. Lea Acquarone ha detto:

    Abbiamo Renzi, una risorsa, un vero leader, l’unico, e ci permettiamo di demolirlo! Il PD è ormai allo sfascio, Martina è un segretario a dir poco penoso, gli altri invidiosi, rancorosi e soprattutto incapaci! Con questi presupposti, Matteo fai un partito tuo, con te siamo in tanti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *