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Stadio San Paolo e Bari, De Laurentiis si prepara la via di fuga da Napoli

A noi sembra ormai tutto molto chiaro,  De Laurentiis sta preparando il campo per una via di fuga da Napoli, la pianificazione per far si che entro due anni, se non prima, il presidente l’ha ormai progettata acquisendo il Bari,  perché aver portato il Napoli dalla C alla Champions lo ha fatto ottenendo il massimo,  e non ci sono più margini di crescita economica in rapporto alle risorse che necessitano per crescere ulteriormente, perché adesso il Napoli per fare il salto definitivo fra le grandi deve investire più di quanto De Laurentiis intendesse fare. Al Napoli per diventare un grande club servono innanzitutto vittorie sportive e per far questo servono grandissimi calciatori, ma servono anche strutture, settore giovanile, organizzazione e  management di alto profilo, e siamo ragionevolmente certi che De Laurentiis non intenderà in alcun modo rinunciare ai tesoretti accunulati al Napoli per reinvestirli interamente  e tentare la scalata ai vertici del calcio e alla costruzione di un grande club . Napoli ha offerto a De Laurentiis la possibilità di salvare la sua azienda di famiglia, rinforzarla economicamente, e conoscendo il personaggio, non si sognerà mai di rinunciare a questa ricchezza rischiando il patrimonio per far crescere un club che un giorno dovrà pur lasciare ad altri , visto che non ha più un’etá in cui ci si può ancora immaginare di essere così lungimiranti e lui lascerà quando avrà capito che non potrà più guadagnare, perché  per restare ai vertici e stare al passo con gli altri,  bisognerà investire ed è qui che arriva il punto di non ritorno che avrà fatto capire a De Laurentiis che bisognerà cominciare a prepararsi la via di fuga. Non  potrà in eterno disattendere le aspettative dei tifosi quanto a vittorie e far arrivare top player, anziché venderli non appena gli capitasse di formarne qualcuno fra i suoi giovani e neanche potrà in eterno mettere su sempre la stessa pantomima con il Sindaco di turno a rimbalzarsi la responsabilità sullo stadio.  Al contrario,  dovrà dotarsi di uno stadio di proprietà adeguato e dovrà essere lui ad accollarsi le spese, il Comune lo ha già agevolato a lungo. I bluff sono finiti, anche se il presidente del Napoli continua pretestuosamente, spesso anche in modo offensivo,  ad attaccare De Magistris e i suoi collaboratori sulle condizioni dello stadio e della presunta  lentezza dei lavori, che vogliamo ricordare, oggi  sono resi possibili oltre che necessari solo ed esclusivamente grazie ai finanziamenti previsti dalle Universiadi e non di certo perché De Laurentiis avesse mai investito soldi del Napoli per migliorare la struttura. Pretendere lo stadio gratis e addirittura esigere la ristrutturazione senza cacciare un euro e permettersi addirittura di criticare le istituzioni sulle modalità e i tempi ci sembra non solo una mancanza di rispetto verso i veri proprietari dello stadio, ma anche di volgare ingratitudine verso chi quello stadio lo ha messo a disposizione del club per 14 anni se non del tutto gratuitamente, ma sicuramente a costi agevolatissini che hanno permesso a De Laurentiis di risparmiare moltissimo alla voce stadio in rapporto alle entrate e alle uscite perché mediamente il Napoli per lo stadio non spende nemmeno il 3% di quanto vi ci incassa, oltre al fatto che intorno allo stadio può tranquillamente fondare tutto il suo business sportivo. È chiaro ormai che De Laurentiis non intende investire nulla per il San Paolo e fa la voce grossa per costringere il Sindaco con questa sorta di ricatto morale,  o a pieti re finanziamenti alla Regione per la ristrutturazione e quando pure cominciano i lavori, lamentarmene come una zitella acida con i lavori in casa.  In tutto questo non è affatto gradevole e alquanto scorretto quando  mette De Magistris in una situazione di grande imbarazzo e  impopolarità verso i tifosi, con questa sorta di linciaggio mediatico del sindaco e i suoi collaboratori. D’altro canto però, dopo anni di stucchevoli polemiche  questa è una vicenda che in un modo o in un altro dovrà risolversi e per andare bene a De Laurentiis lo stadio dovranno solo regalarglielo e anche ristrutturarglielo affinché lui trovasse motivo di interesse a rimanere. Di certo non potrà più bluffare di costruirsi stadio e centro sportivo altrove, come ormai minaccia vanamente  da anni, perché a questo punto anche lui sarà costretto a prendere o lasciare. In questa ottica e anche per quanto riguarda le incombenze del club, siamo certi che  pure l’acquisizione del Bari sia un indizio, un sintomo, una soluzione ai suoi problemi napoletani che verranno, e siamo altrettanto certi che se non si risolveranno a suo tutto vantaggio, quindi a condizione che  il Comune si allinei alle sue richieste,  e che i tifosi gli fossero  grati per la vita accettando  il suo modo di gestire il Napoli per permettergli di poter ancora continuare a guadagnare con i suoi sistemi di gestione, ma siccome dopo 14 anni i rapporti si logorano  ecco che con il Bari gli si presenta l’occasione della via di fuga o quanto meno di ammonimento verso tutti, che lui potrà disfarsi del Napoli tranquillamente e andarsene alternativamente nella seconda città del sud a ripetere il miracolo sportivo ma soprattutto economico,  riperpetuando il cammino e la crescita realizzata con il Napoli in una città importante del calcio italiano, un’altra capitale del sud, che perlomeno nei primi anni post fallimento gli saranno grati di averli salvati, così come è successo a Napoli per poi potersi permettere più tranquillamente che non più a Napoli,  le sue politiche economiche che fondano come sempre a investire pochissimo in categorie minori per poi scalarle fino alla Serie A e ottenere i grandi vantaggi economici forniti dai diritti televisivi in quella categoria. Certo è che De Laurentiis dovrà capire che non sempre tutte le ciambelle riescono con il buco, ma questi sono affari suoi, solo che neanche gli si potrà permettere che le risorse elargitegli in questi anni dai napoletani possano servire per finanziare un altro club di calcio. Sarebbe troppo anxhe per non popolo generoso come i tifosi di calcio napoletani.  Inoltre, al contrario di quanto vorrebbe De Laurentiis sappiamo tutti  che le regole non cambieranno mai affinché permettere ad un singolo soggetto di poter ottenere la gestione di due club nello stesso campionato, laddove riuscisse pure a portare il Bari in A, ma per adesso il problema non si pone perché  il Bari partirà dalla Serie D al massimo dalla C e ci sara tutto il tempo di organizzarsi e capire come regolarsi. Magari nella testa di De Laurentiis sta balenando l’idea di lasciare Napoli non prima di aver  massimizzato gli introiti e pensare ad una cessione del club al massimo del valore raggiunto  quello dei suoi calciatori e del titolo sportivo nonché del marchio, ritenendo di essere arrivato al massimo dei risultati economico possibili, o diversamente adeguarsi ad una piazza diventata ormai esigentissima che lo costringerebbe ad investire più di quanto non intendesse fare. Bari, sarà la sua nuova giostra, altro giro altra corsa, i napoletani cominciassero a farsene una ragione e semmai pressarlo ancor di più  affinché vada via prima che svuoti il club di tutte le  risorse,  e magari permettendo il finanziamento occulto ad un altro club o azienda  di sua proprietà  , e in attesa sperando  che possa arrivare qualcun altro a rilevare il Napoli che abbia le stesse anbizuini sportive dei tifosi. In alternativa? Esiste solo la remota possibilità di un azionariato  popolare, ma in tal caso ci sembra un’utopia in una città disorganizzata e unorale cime Napoli,  nonostante avessimo tanta fiducia in una soluzione del genere, perché fanno azionariato popolare i più ricchi e prestigiosi club in Europa

Pippo Trio

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