Deriva neo fascista in Italia: Berlusconi ultimo baluardo della democrazia?
agosto 3, 2018
Stadio San Paolo e Bari, De Laurentiis si prepara la via di fuga da Napoli
agosto 5, 2018

Fred Buscaglione : L’uomo dal whisky facile di Mariarosa Prisco

Cala lentamente la notte sulla città eterna, il cielo di febbraio fa da sfondo alla luna piena, rendendo nitide le sagome dei monumenti e dei palazzi illuminati con pochi lampioni.

La musica risuona per le strade del centro, la vita notturna nella capitale si assapora nei bar e nei night, a Piazza di Spagna come in Via Mergutta a due passi da Piazza del Popolo.

Un rombo di motore rompe la notte, ed eccola li, la protagonista perfetta per una cartolina di fine anni’50 in un’italia che sognava l’america.

Una Ford Thunderbird rosa sfreccia verso l’imbocco di Via del Murotorto direzione Parioli, alla radio passano”Il cielo in una stanza”, il vento scivola tra i capelli e la strada va da se.

Scorre tutto come fiume placido in Via della Pinciana ma ecco, prima che finisca questa sigaretta e la cenere tocchi terra, lo scontro, il rombo divenne boato e il cielo si tinse di grigio fumo.

La visuale sfuma sui resti di quelli che erano una Ford e un Camion carico di Porfido, il guidatore del Camion scende dal suo mezzo e soccorre il guidatore della Ford, un’ autobus accosta, il conducente è a fine turno, questa doveva essere la sua ultima corsa e mai avrebbe pensato di farla contro il tempo all’ospedale.

Steso tra quei sedili di legno e nichel c’è Fred, con lo sguardo fisso sul soffitto e mille pensieri che affollano quegli occhi blu, gli comparve sul viso un sorriso beffardo e poi il silenzio, aveva vinto il tempo.

Cosi la notte del 03 febbraio 1960 muore Ferdinando Buscaglione, in arte Fred, esponente di spicco della musica leggera italiana del periodo post bellico e pre boom economico, classe 1921, dotato di una naturale predisposizione alla musica, a soli undici anni, fu ammesso al conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, palesando da subito abilità poli strumentistiche e canore.

Rinunciò agli studi dopo soli tre anni, preferendo al repertorio classico statico e impostato, sonorità jazz/soul e fin da adolescente si esibisce nei bar notturni della città, ed è proprio ad una di queste serate, che conobbe Leo Chiosso abile paroliere, coautore di oltre 60 canzoni interpretate da Buscaglione, fautore della creazione del personaggio duro, con un debole per le belle donne e il whisky, incarnato da Fred.

Durante il secondo conflitto mondiale fu chiamato alle armi e mandato di istanza in Sardegna dove, tramite il mezzo radio, si occupava di intrattenimento per le truppe, nel periodo trascorso a Cagliari, con i fratelli Franco e Berto Pisano, formò il Quintetto Aster, esperienza artistica che continuò anche dopo la liberazione, che gli permise di contaminare ulteriormente il suo repertorio con sonorità made in USA.

Dopo il rientro a Torino nel ’46, riprese i contatti con Chiosso e i due decisero di affittare 2 appartamenti nello stesso stabile, cosi da poter essere vicini e coltivare al meglio questo magnifico sodalizio artistico.

Nel ’49 in un cabaret di Lugano dove si era esibito, conobbe Fatima Robin’s, nome d’arte di Fatima Ben Embarek acrobata e contorsionista magrebina, che all’epoca collaborava col padre e la sorella in spettacoli circensi.

Buscaglione perse la testa per Fatima, le fece una corte serratissima e come in tutti i più classici amori impossibili, ostacolati da pregiudizi culturali e religiosi, il tutto culminò con una fuga romantica in una notte di neve, su una carrozza trainata da cavalli bianchi e con un matrimonio segreto.

Quello stesso anno fondò gli Asternovas con cui cominciò una tournèe randagia in tutta europa, che lo porterà ad esibirsi anche in luoghi infimi e malfamati e solo dopo il rientro in pianta stabile a Torino, ed essersi riunito a Chiosso, ecco che videro la luce canzoni come “Eri Piccola Così”, “Che Bambola”, “Love in Portofino” e “Whisky Facile” che però, data la natura trasgressiva e inconsueta dei testi per l’epoca, nessuno voleva registrare.

Le sue prime incisioni infatti risalgono al ’52, per la maggior parte interpretazioni di pezzi standard del repertorio jazz, oggi pressoché introvabili e fu solo nel ’55, dopo l’intervento di Gino Latilla che fece pressioni sulla casa discografica Cetra, che finalmente vide la luce il primo 78 giri “Che Bambola!!/Giacomino” firmato Buscaglione/Chiosso.

Come per ogni rivoluzione che si rispetti, il cambiamento era tangibile, quasi palpabile e da quel momento l’Italia non sarebbe stata più la stessa, il fenomeno Fred era esploso, l’aveva incantata con i suoi testi irriverenti, conquistata con pubblicità e film, la sua figura incuriosiva le masse, tutti erano alla costante ricerca di prelibatezze da salotto sulle pagine dei rotocalchi, spiando nei meandri di intimità più nascosti, per trovare il pelo nell’uovo.

L’attività artistica divenne frenetica in quel periodo, ed ebbe purtroppo delle conseguenze sgradevoli sulla vita personale di Fred e della moglie Fatima che a lungo andare, non resse più le malelingue e decise di separarsi da lui, cedendo all’incontrollata gelosia generata dai più, che lo dipingevano come un donnaiolo e attribuendogli flirt con attrici del calibro di Scilla Gabel e Anita Ekberg .

Dopo la separazione si trasferì all’Hotel Rivoli di Roma e forse stanco del personaggio di “duro”, sul finire degli anni cinquanta iniziò ad incidere canzoni melodiche, talvolta scritte da altri autori come “Guarda che luna” e “Non Partir” scritte da D’anzi/Bracchi.

In un’intervista al quotidiano Stampa Sera, qualche settimana prima di quella notte di febbraio, espresse l’intenzione di ritirarsi dalle scene, affermando che «Prima che la gente mi volti le spalle, Fred il duro sparirà, ed io tornerò ad essere solo Ferdinando Buscaglione», purtroppo non ne ebbe la possibilità.

Poco dopo la chiusura delle riprese del suo ultimo film, che gli permise di recitare al fianco di Paolo Panelli, Totò e Scilla Gabel il cui titolo originale era “A Qualcuno Piace Fred”, uscito postumo nelle sale italiane col titolo mutato in “Noi Duri”, di rientro da una della sue esibizioni in un night di Via Margutta, salì a bordo della sua “pericolosamente bella” Ford Thunderbird rosa diretto al Rivoli, ma non ci arrivò mai, a soli 38 anni Ferdinado Buscaglione morì in un’incidente stradale e come tanti altri grandi artisti, lasciò il nostro paese orfano di un’astro nascente della cultura del ‘900.

Negli anni la Rai ha organizzato vari eventi dedicatigli, riproponendo immagini di repertorio che lo ritraevano in cammei musicali con vari personaggi dello spettacolo italiano e non solo, nel 1980 per il ventennale della scomparsa venne trasmesso il programma dal titolo “In memoria di Fred Buscaglione” dove vari artisti riproposero i suoi successi accompagnati da un’orchestra, memorabile fu l’interpretazione molto personale di Rino Gaetano de “Il dritto di Chicago”.

Nel ’91 Umberto Smaila lo impersonò nel musical omonimo “Fred”, diretto dal maestro Gino Landi su testi di Simonetta/Terzoli e nel ’95 a Roma nacque la Fred Forever Jumpin’ Orchestra, oggi Buscaja, che riproponeva cover dell’artista, nel 2010 a Torino è stato istituito il Premio Buscaglione, un concorso musicale dedicato agli artisti emergenti, che si svolge ogni due anni, assicurando così un futuro al cantautorato italiano di qualità.

[ .. Muore un dolce sogno, nato troppo in fretta, io me ne vado amore, e spengo questa sigaretta .. ] F. Buscaglione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *