La stagione dei deliri di mercato e di De Laurentiis è finita, da domani parlerà il campo
Agosto 17, 2018
De Laurentiis vince ancora sul mercato, ad Ancelotti si chiede di vincere sul campo, ma oggi conta solo Genova!
Agosto 18, 2018

De Laurentiis vince ancora sul mercato, ad Ancelotti si chiede di vincere sul campo, ma oggi conta solo Genova!

Sarà comunque ancora calcio d’agosto, nonostante il campionato italiano di Serie A apre i battenti così  come è finito, con le protagoniste assolute della passata stagione,  con le stesse cadenze di calendario,  prima la Juventus a Verona alle 18 contro il Chievo e dopo alle 20,30 il Napoli a Roma contro la Lazio. Peró il vero campionato inizierà non prima del terzo turno, quello dopo la classica sosta per le nazionali, perché adesso con il mercato appena chiuso con relative code polemiche, la condizione approssimativa delle squadre, il caldo, il periodo vacanziero e qant’altro sarà difficile che il campo possa dare già quelle risposte che tutti i tifosi  impazientemente già richiederebbero, se non altro per non intossicarsi e chiudere meglio possibile  quest’estate purtroppo funestata dalla tragedia di Genova e il solito terremoto  appenninico in Molise. Proprio di fronte a questi drammi bisognerebbe ridimensionare l’isterismo, la violenza verbale e le polemiche esacerbate che questo sport  così  popolare suscita fin già dalle prime battute, ammesso che si fossero mai fermate. Sarebbe auspicabile ch in questa giornata di lutto nazionale si accantonasse qualsiasi cosa accada sui primi due campi di gioco, anche perché incredibilmente già c’è qualcuno che insinua sospetti sugli orari delle partite di Juventus e Napoli riprendendo un refrain cottimista dell’ex tecnico del Napoli,  Sarri,   fortunatamente oggi distante più di mille miglia dalle mixed zone italiane e a giocarsi anch’egli il primo derby londinese dopo aver passato la vita a giocarseli in riva all’Arno, ma questi sono i miracoli e i miracolati del calcio.  Tornando a faccende di casa nostra, godiamoci serenamente questo primo  sabato di calcio, qualunque cosa accada, si porti rispetto a chi nemmeno il calcio potrà più godersi, soprattutto i morti di Genova e i loro familiari affranti dal dilaniante dolore di aver perso i propri cari, in tanti casi giovani ragazzi che hanno perso la vita bruscamente, soprattutto per l’umana, stupida superficialità che poi inevitabilmente si paga, dopodiché a poco serve indignarsi, commuoversi se queste lezioni non dovessero insegnare niente. Premesso doverosamente questo, attendiamo ansiosi sin dalle prime esibizioni degli ex Real, Cristiano Ronaldo e Carlo Ancelotti il salto di qualità del calcio italiano che nonostante gli annosi problemi di gestione delle sue istituzioni e da una crisi sempre più degradante del settore, visti i tantissimi club anche importanti che spariscono nel fallimento, sembra che almeno in Serie A si stia lavorando per riprendersi  in Europa il posto che si merita. La Serie A un tempo era addirittura considerato il campionato più importante del mondo visti i top player che arricchivano lo spettacolo di quasi tutte le squadre partecipanti. Ora sta a Ronaldo e ad Ancelotti riavvicinarci ai top club europei, purtroppo ancora inarrivabili, ma solo il campo potrà dire quanto quest’operazione di avvicinamento fosse possibile. Di certo il mercato italiano quest’anno per spesa e qualità ha ridotto le distanze da quello più ricco della Premier e quello ancora aperto della Liga, ma considerando il fatturato in termini di diritti televisivi e sponsor di gran lunga più sostanziosi di quei campionati, bisogna apprezzare lo sforzo fatto dai club italiani, in primis la Juventus che ha portato sui nostri palcoscenici il miglior calciatore del mondo dopo Messi, poi bravi anche Roma Inter e Milan che hanno investito anche più di quanto avessero incassato, non così il Napoli che come solito costume presidenziale incassa piu di quanto investa nel mercat, blindando  altri tesoretti milionari che De Laurentiis aggiunge a quelli dei diritti televisivi, della Champions e di altri risparmi, visto che a parte gli ingaggi tenuti sempre sotto controllo e relativi costi di gestione, il Napoli spende pochissimo per dipendenti vista la snellezza del personale, pochissimo per strutture, essendogli elargite a comode convenzioni, senza pagare alcunché di tasse e manutenzione non avendo nessuna proprietà immobiliare finanche nella sede legale,  domiciliata  presso lo studio di un avvocato del pool e la sede esecutiva presso i già  esistenti studi della Filmauro a Roma. Nonostante il Napoli fosse fra le società di calcio italiane a disporre di più liquidità, blindata nei tesoretti  di De Laurentiis, è l’unico club fra i più grandi ad aver speso meno nel rapporto entrate-uscite con un saldo positivo di circa 20 milioni, mentre la Juventus ha speso quasi 160 milioni in più rispetto a quanto ricavato dal mercato e anche la Roma ha sforato di non poco il proprio budget, investendo in tantissimi giovani di talento. Ora possiamo capire che si voglia tenere sempre un bilancio in ordine, correre meno rischi e possibile di incappare in un’annata difficile che si potrebbe riflettere negativamente sul fatturato, quindi avere un po di riserve di cassa è cosa buona e giusta, ma accantonare circa 50 milioni l’anno da almeno 5 anni fra plusvalenze e diritti Champions, fatti salvi anche i milionari compensi del consiglio di amministrazione familiare, senza investire parte di queste centinaia di milioni accantonati, ci sembra eccessivo. Nessuno pretendere di strapagare top player, ma che almeno  si investano parte delle risorse accantonate in strutture societarie, nel settore giovanile, in staff organizzativi invece di  dirottare parte di queste risorse in imprese parallele, come acquisire un altro club di calcio importante come il Bari o in altre imprese di intrattenimento,  nella ristorazione, togliendole  al club che questa ricchezza ha prodotto, troviamo  che  non sia affatto giustificabile. Certo, De Laurentiis con le sue risorse e a casa sua come ama ripetere fa quello che vuole, ma esistono anche i diritti degli altri soprattutto di chi finanzia tutto questo attraverso la propria passione. Troviamo anche discutibile che si dia il diritto a un imprenditore e consentirgli legalmente tutto questo, ma eticamente troviamo assai scorretto questo mancato rispetto dei tifosi, la loro passione  quasi sempre delusa e mal riposta perlomeno nelle aspettative di mercato, per non dire degli investimenti strutturali per il club a cui danno tanto. Avevamo deciso di non fare polemica e non la faremo, ma così come per certe tragedie annunciate che la mancanza di investimenti strutturali e di manutenzione a scopo di maggior lucro, possano causare danni così gravi e ingenti, anche nel calcio lo sfruttamento e la speculazione a spese dei tifosi potrebbe ritorcersi contro. Per carità, le due cose sono paragonabili solo per principio e nel concetto, ma il calcio rimane sempre qualcosa di effimero seppure fondamentale e determinante per l’economia nazionale e in questo caso quella a cui contribuiscono i tifosi napoletani per la società di De Laurentiis. Fosse solo per questo che i tifosi del Napoli meriterebbero grandi calciatori e successi ripetuti invece di qualcuno che fa sempre i conti della lavandaia e gli ricorda che si poteva e ancora si potrebbe morire. Che peste! In tutto questo, come di solito accade ad uomo fortunato nelle intuizioni come De Laurentiis è arrivato Ancelotti, uno dei tecnici più vincenti al mondo e chissà che non possa vincere anche a Napoli malgrado le ristrettezze del presidente, del resto la squadra è la stessa che solo tre mesi fa  ha perso lo scudetto solo in albergo a causa di un allenatore più bravo a preparare che a vincere e gestire. Se nel calcio fosse applicabile la proprietà transitiva e arriva un allenatore di gran lunga più vincente dell’altro, lo scudetto sarebbe solo una formalità, ma bisogna pur tener conto delle avversarie e di quanto abbiano aggiunto al loro reale valore. Vedremo, ma intanto siamo solo alla prima e nè una sconfitta e ancorché più che una vittoria può determinare nulla, per cui viviamoci con sobrietà questo inizio di campionato con il dolore nel cuore per quanto accaduto a Genova, perché quella tragedia come l’angoscia dei molisani meritano tutto il nostro rispetto!

Pippo Trio

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