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Aurelio che ti sei perso, ma ieri sera dov’eri?… Al S.Nicoul de Bæri?

Atmosfera surreale al San Paolo, che ieri sera più che il mitico tempio del calcio che ha visto esibire per lunghi anni il miglior calciatore del pianeta, sembrava il San Carlo, altro che Scala del calcio, e in un silenzio di tomba, non si capisce se per rispetto ai morti di Genova o per protesta, si è esibito il Pavarotti del calcio italiano, Ancelotti and friend’s. Il tenore della panca, dopo attimi di intense emozioni,  stecca i motivi delle canzoni dei suoi colleghi meno prestigiosi, fino a quando accantona il vecchio, monotono spartito e rivolto verso la Tribuna Stampa che sotto ai banchetti avevano già preparato intere cassette di pomodori San Marzano da riversargli contro, e attacca con il suo cavallo di battaglia  “Nessun Dorma”  cambiando il finale,  e invece di aspettare di vincere all’alba, ha vinto in seconda serata, giusto in tempo per mandare tutti i nostalgici del Comandante Cheguesarri a letto senza cena e ancor prima che piovesse, altrimenti avrebbero, come al solito, incolpato la Juve. Bisogna essere davvero ottusi, a non gioire per un vittoria della propria squadra del cuore, sperando che andasse male per avvalorare i propri deliri. Anche perché se si vuole criticare lo si può fare ugualmente, perché  di argomenti nonostante la vittoria c’è ne sarebbero eccome, del resto ce ne erano in abbondanza anche quando si fecero 91 punti, perché non è mai tutto oro, come non è mai tutto nero. Il calcio è bello per questo, tutti straparlano ma  il campo è l’unico supremo giudice che di volta in volta può davvero sentenziare. A tutti gli altri non resta che seguirne le udienze con rispetto, seppure, commentando, fino al giudizio finale, quindi inutile star lì ogni volta a sentenziare in modo sbagliato addirittura nel breve spazio fra un tempo e l’altro rischiando di mandare in galera gli innocenti e in libertà i colpevoli. Giudichi il campo, i vostri precoci pollici versi rivolgeteli altrove, per ora in campo ha cantato Pavarotti-Ancelotti, per cui, “Nessun dormaaaa”…. Metafore e vittorie a parte, ieri sera ci si sarebbe aspettato un San Paolo groviera, con mucchi di calcinacci di risulta dei lavori in atto, e invece a parte qualche erbaccia e sterpaglia che circindava il perimetro  oltre la pista asfaltata e livellata, ci è sembrato quasi tutto in ordine. Certo non siamo al Camp Nou, ma ci dicono sposini in viaggio di nozze a Barcellona in giro touristico, che pure il palcoscenico del grande Messi non è che sia del tutto quello che appare in tv e ieri sera anche il San Paolo presentava un discreto colpo d’occhio per il verde acceso del manto erboso nonostante concerti, lavori e solleone, e i suoi spalti pieni e maestosi un tantino denim nel colore dei vecchi sediolini, che solo grazie  ai finanziamenti delle Universiadi verranno sostituitinnon di certo perché avesse messo mano alla tasca De Laurentiis nonostante i milioni che elargisce la Champions e gli stessi incassi fatti allo stadio. Ma tutto sommato, per gli standard italiani, il San Paolo si è mostrato più che all’altezza di una classica del calcio italiano. Peccato, anzi meglio che la sua tribuna d’onore fosse orfana di Sindaco e presidente, i quali in passato quasi sempre uno affianco all’altro, e stavolta hanno avuto il buon gusto di risparmiarci quel triste e falso quadretto familiare, contornato dagli amici capresi a scrocco del presidente e le decine fra assessori, collaboratori e consiglieri comunali. Sapevamo del Sindaco in vacanza e quindi del suo forfait, ma non avevamo notizie se fosse mancato il presidente, abbiamo solo sospettato ed intuito che dopo esternazioni fuori dal catino del San Paolo avrà avuto pochissima voglia di presenziare, avrebbe fatto troppo caldo per lui. Del resto è sempre così, “ Can che abbaia non morde” semmai è molto più  probabile che ieri sera De Laurentiis  abbia temuto la contestazione, peraltro già in atto da tempo degli ultras delusi dai suoi conportamenti,  dal suo solito mercato speculativo e sopratutto da questa irriverente arroganza verso tutti: Sindaco, città, stadio, tifosi, giornalisti. Probabilmente ieri sera De Laurentiis non ha voluto passare in secondo piano lasciando  scena piena all’esordio di Carletto, e infatti si è parlato più del suo scontro frontale con il Sindaco che non di quello fra il maestro e l’allievo in campo a suonarsele di santa ragione. Ma tanto ormai lo sanno tutti che il presidente vuole il palcoscenico  tutto per se ha già sofferto in passato con Mazzarri, Benitez e Sarri che gliela soffiavano e stamane invece che pagine sportive sull’avvenimento e la grande vittoria degli azzurri si parla più di De Laurentiis che si è comprato spazi pubblicitari enormi sui maggiori quotidiani, quasi in silenzio stampa preferendo ai gol di Zielinsky,  di denigrare il sindaco e il suo operato, forse che il prossimo passo del presidente sia l’agone politico? Intanto,  De Laurentiis ieri sera probabilmente stava assaporando  la rinomata cucina pugliese, invece che pizza fritta o Margherita, e chissà che non pensasse al San Nicola di Bari invece che a quel cesso del San Paolo, però non saprà mai ciò che si è perso, quell’Ancelotti and friend’s che lui stesso aveva messo felicemente in scena. Come tagliarsi gli attributi per far dispetto alla moglie. Ora però vediamo se qualcosa rimane dei suoi attributi e tra le pagine sportive e pagine pubblicitarie.

Pippo Trio 

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