Napoli, una sconfitta totalizzante e dai mille volti, uno dei quali quello di Quagliarella
settembre 3, 2018
Metrò gratis per i tifosi del Napoli: ecco la proposta indecente della Commissione trasporti del Comune
settembre 6, 2018

Governo giallo-blu: cronaca di un barbecue riuscito male

L’onda sovranista- populista ‘Pentaleghista’ è andata ad infrangersi, come ampiamente prevedibile, contro lo scoglio insormontabile della legge di Bilancio, tanto attesa dopo le ferie estive e che già ha emesso i suoi verdetti. Niente di quello promesso potrà essere realizzato a stretto giro, meglio dimenticarsi di Flat-tax, “cancellazione della Fornero”, reddito di cittadinanza e sforamento del tetto del 3% imposto dalla Ue.

di Peppe Papa

Un barbecue riuscito male: tanto fumo, poco arrosto e invitati quasi digiuni. Il governo giallo-blu alla prima vera occasione utile per dare il connotato del “cambiamento”, tanto strombazzato i campagna elettorale e nei primi sei mesi dalla presa del “Palazzo”, cala la maschera ed è costretto a fare i conti con la realtà. E che conti.

L’onda sovranista- populista ‘Pentaleghista’ è andata ad infrangersi, come ampiamente prevedibile, contro lo scoglio insormontabile della legge di Bilancio, tanto attesa dopo le ferie estive e che già ha emesso i suoi verdetti. Niente di quello promesso potrà essere realizzato a stretto giro, meglio dimenticarsi di Flat-tax, “cancellazione della Fornero”, reddito di cittadinanza e sforamento del tetto del 3% imposto dalla Ue.

“Prima gli italiani” ha continuato ad urlare h24 su tutti i media nel corso dell’estate, il ministro degli Interni e uno dei due vice premier, Matteo Salvini, salvo poi ricredersi – non potendo prendersela più con l’invasione dei ‘negri’ – e convergere sulle posizioni del ministro dell’Economia, Giovanni Tria l’unico dell’esecutivo che ha cognizione delle cose di cui parla e una visione realistica dei problemi il quale va da tempo professando prudenza.

Non ha perso tempo il leader padano a mettere le mani avanti e abbassare i toni nei confronti di Bruxelles dichiarando che “il provvedimento di politica finanziaria del Paese sarà rispettoso delle regole comunitarie” e poi aggiungere, giusto per tenere alto l’umore delle truppe che “farà pagare meno tasse agli italiani”. Una posizione su cui, il capoccio dei Cinquestelle, l’altro vice premier, Luigi Di Maio e il ventriloquo di Palazzo Chigi, Giuseppe Conte  non hanno esitato a sottoscrivere al termine del vertice di maggioranza sui conti pubblici svoltosi ieri a Roma.

Il premier ha spiegato che nell’incontro “abbiamo lavorato per approfondire tutti i dettagli della manovra economica per varare un un piano finanziario che tenga i conti in ordine e che consenta al Paese di perseguire un pieno rilancio sul piano economico-sociale nel segno della crescita e della stabilità”.

Di Maio, nel frattempo, a scanso di equivoci, ci ha tenuto a puntualizzare che “non c’è nessuna contrapposizione con il Ministro Tria, c’è lavoro di squadra, faremo una manovra che darà il sorriso agli italiani” e che “il nostro obiettivo non è sfidare l’Ue sui conti, i parametri li stiamo discutendo adesso”. Intanto, nonostante le minacce dei giorni scorsi di bloccare il versamento dei contributi al bilancio dell’Unione europea, in assenza di gesti concreti sul fronte immigrazione (non pervenuti), lunedì scorso, puntuale come una cambiale che scotta, l’Italia ha depositato la sua quota al budget Ue. Anzi, anticipando l’incombenza di qualche giorno rispetto alla scadenza. Come si dice in questi casi? Cuor di coniglio. Circa un miliardo di euro, dunque, versati correttamente entro i termini legali. Amen.

La chiosa, infine, l’ha messa Salvini mettendoci la faccia, perché lui gioca un’altra partita politica, oscurando come sempre il suo impavido alleato di governo ammettendo che le cose da fare saranno realizzate “solo nell’arco della legislatura”. Per lo smantellamento della legge Fornero, la flat-tax, la pace fiscale e chiusura delle liti con Equitalia, meno burocrazia per aziende e partite Iva, eliminazione delle accise più vecchie sulla benzina, interventi a favore dei Comuni, grande piano nazionale di manutenzione ordinaria e straordinaria” se ne parlerà nel corso dei prossimi cinque anni. Se dura. Ma questo non sembra essere al momento il suo principale problema.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *