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Internazionale Cinquestelle, dalla Romania parole chiare: “Meglio Di Battista che Di Maio, il Movimento deve rispettare i fascisti”

Al grido di “non salvi l’Italia se non salvi la Romania” gli adepti del M5S dell’ex Paese comunista si sono radunati davanti Montecitorio per chiedere al parlamento italiano di farsi garante a Strasburgo della questione rumena. Il loro idolo Alessandro Di Battista e chiedono rispetto per i “fascisti che sono milioni in Italia”.

di Peppe Papa

Il M5S si fa internazionale e si espande verso i paesi ex comunisti, in particolare in Romania, dove il Movimento locale, più attivo in Italia che in sede, fa proseliti e aspira ad essere ‘associato’ alla casa madre.

E lo fa in maniera originale manifestando davanti a Montecitorio per ricordare gli scontri del 10 agosto a Bucarest tra la polizia e i manifestanti davanti al parlamento rumeno in protesta contro il governo.

Al grido di “non salvi l’Italia se non salvi la Romania” si sono radunati per chiedere al parlamento italiano di farsi garante a Strasburgo della questione rumena.

“Un mondo senza Italia e senza Romania non esiste (sic) – ha spiegato l’attivista e leader pentastellato rom, Chiriac Tiberiu Paul Dal, in Italia dal 1996 – per cui portiamo la bandiera dell’onestà in tutto il mondo”.

Contano in realtà poche migliaia di adepti tra i due paesi, ma sembrano avere le idee chiare, anche rispetto ai loro compagni del belpaese. Tanto da svelare, nell’enfasi della richiesta di adesione,  il nervo scoperto grillino fatto di giustizialismo, populismo tout court, richiami alla decrescita felice e a sistemi autoritari di infelice memoria.

Tanto per cominciare meglio Di Battista che Di Maio

“Più che Luigi Di Maio – ha affermato il portavoce rumeno, intervistato dall’agenzia DIRE – ci vorrebbe Alessandro Di Battista perchè lui è un po’ di tutto, è un guerriero, un rivoluzionario, un patriota. Ci servirebbe un po’ di più. Magari Di Battista tornasse a fare politica io c’ho un po’ litigato, l’ho mandato a quel paese anche se è un amico mio, ma mi sento un po’ tradito: lui doveva stare qui, doveva continuare a fare politica. A volte dicevo, per scherzare, che Di Battista ha lasciato il suo lavoro perché vuole entrare nel mio Movimento 5 Stelle e andare a governare in Romania, ma era uno scherzo, anche se lo avrei desiderato”.

Vallo a spiegare all’impettito vice premier, già di per sé agitato dall’ombra dell’amico da ‘tempo disperso’ in sud America che, anche oltre frontiera, la pensano allo stesso modo come gran parte della base movimentista. Certo, sono gli inconvenienti del governare, facile starsene in disparte e far sentire ogni tanto la “voce critica” di chi ha capito tutto.

E, ancora più interessante, è la visione dei rumeni fideistica rispetto alla dialettica democratica, sulla quale i ‘nostri’ balbettano rispetto all’alleanza con i sovranisti della Lega. “Io sono un antifascista- ha affermato  Paul Dal – so che Matteo Salvini ha delle idee che non combaciano con le mie, ma se il Movimento ha scelto questa strada sicuramente il Movimento è molto più competente di me perché questa Italia non è fatta solo di comunisti, di democratici, di mafiosi ma anche di fascisti. E allora bisogna rispettarli perché sono milioni, sono anche loro italiani e se gli italiani decidono che la soluzione per la salvezza di questo Paese è il fascismo allora va bene, purché rispetti gli altri partiti. Il Movimento deve rispettare i fascisti e i fascisti devono rispettare il Movimento”. Bene, adesso, qualcuno provi a fermare il mostro.

1 Comment

  1. Antò ha detto:

    ….. sono tutti quelli bocciati alle selezioni universitarie in Italia, coi soldi di papà si sono trasferiti in Romania, accesso all’università senza selezione, dove si studia poco e ci si laurea comunque. Poi quel titolo (che vale meno della licenza media), se lo fanno riconoscere in Italia.
    Intanto, non avendo un cavolo da fare, creano e amplificano anche il movimento.
    Che vuoi di più

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