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I “deliri” di De Laurentiis non fanno più notizia

In Italia, in particolare modo a Napoli che è la nostra splendida, amata città,  i problemi, il degrado, il declassamento sono tali che non ci possiamo più occupare della mediocrità di certi personaggi che purtroppo ancora gestiscono varie aree e segmenti di potere. Che senso ha ascoltare, criticare ancora l’inconsistente, stupido, quanto inutile  populismo del Sindaco De Magistris, ancor di più non ha alcun senso stare dietro ai continui deliri del presidente della squadra di calcio più amata da milioni di napoletani nel mondo. Come può la città fondata dai Cumani, che appartenne alla Magna Grecia,  che ne individuó da subito la superba bellezza, la centralità strategica in pieno Mediterraneo,  al punto da ritenerla la loro nuova città, quella dell’espansione, la Neapolis che divenne la prima frontiera della globalizzazione collocata geograficamente sullo stesso parallelo  di New York, che poi è diventata a sua volta un’altra ‘nuova città’, simbolo della globalizzazione moderna, di grande cultura contemporanea. E può una città così importante, come Napoli, storicamente così determinante per lo sviluppo e la cultura dei popoli stare dietro a delle nullità che ne mortificano lo splendore paesaggistico e culturale? No, ci rinunciamo, stavolta non ci caschiamo più, ci si potrebbe sbizzarrire sulle ultime farneticazioni di spostare le partite di Champions a Bari, se solo cadessimo nel tranello delle provocazioni che a turno si palleggiano il Sindaco con i suoi astrusi proclami, o suoi insignificanti silenzi, il presidente del Napoli con i suoi continui deliri da demenza senile. Entrambi sono ormai anni che tentano di darsi un’aria da salvatori della patria, giocando sulla napoletanità come improbabili, nuovi re lazzaroni. Basta, non se ne può più! La prima città globale al mondo, la nuova città di Neapolis, i suoi popoli si sono ciclicamente contaminati con i più grandi popoli della storia, oggi non possiamo tollerare di essere pure dominati o governati da nullità cosmiche in preda ai loro deliri. Se Napoli vuole risorgere e continuare la sua fantastica storia, risplendere di luce propria si sbarazzi al più presto dei suoi rifiuti organici, del resto nei tempi moderni il primo segnale di grandezza di una città e della sua gente sta nel saper smaltire i propri rifiuti in quella che civilmente definiscono come raccolta differenziata, quindi non ci resta che selezionare con cura i nostri rifiuti, il superfluo,  quello che ormai non serve più e smaltirlo preferibilmente senza inquinare, contaminare. Facciamo presto!

Puppo Trio

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