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Matteo Renzi mattatore, al Senato per l’opposizione fa reparto da solo

L’opposizione, quella ufficiale, langue inseguendo il ‘nemico’ sulle coordinate imposte dal suo mainstream vincente in partenza e senza possibilità di replica, con buona pace di quanti, come minimo, si aspettavano almeno un “governo ombra” anche se di vecchio conio in grado di far sentire almeno la propria voce di dissenso e il barlume di un’alternativa. Invece l’unico, sarà un caso, che in parlamento ha avuto il coraggio di sollevare qualche problema, frapporre ostacoli alla deriva dell’inconcludente esecutivo giallo-blu è stato come al solito Matteo Renzi

di Peppe Papa

“Già che c’era San Gennaro poteva sciogliere pure il Pd”. L’affermazione ironica gira che è una bellezza sui social ricevendo like e condivisioni da una società civile, prima ancora che di militanti del partito, che non ci sta  a fare la parte di chi sta a guardare in attesa della prossima iniziativa del governo populista che vive alla giornata e che guarda con terrore alla prossima definizione del Def e alla successiva legge di Bilancio. L’opposizione, quella ufficiale, langue inseguendo il ‘nemico’ sulle coordinate imposte dal suo mainstream vincente in partenza e senza possibilità di replica, con buona pace di quanti, come minimo, si aspettavano almeno un “governo ombra”  anche se di vecchio conio in grado di far sentire almeno la propria voce di dissenso e il barlume di un’alternativa. Invece l’unico, sarà un caso, che in parlamento ha avuto il coraggio di sollevare qualche problema, frapporre ostacoli alla deriva dell’inconcludente esecutivo giallo-blu è stato come al solito Matteo Renzi. Dimostrando che leader non si diventa per caso, ma con la capacità di stare sopra le righe, proporre idee anche se confutabili, sogni e visioni in grado di coinvolgere una gran massa di persone disposte a dargli credito. Così,  mentre l’organizzazione si dibatte su come stare a galla, definire i rapporti di potere interni con l’unico obiettivo di mantenere vive le prerogative di una classe dirigente ormai senza consenso, ecco che l’ex presidente del Consiglio, nonché ex segretario, cala l’asso nell’aula di Palazzo Madama, dove non ha esitato a mandare a dire, senza risparmiare ferocia, all’improbabile coalizione che governa il Paese, il senso della loro inadeguatezza e la necessità che presto si cambi registro.

Finalmente una sfida e non chiacchiere inutili su congressi e cose del genere, mantenendo in riserva la prossima Leopolda 9 che promette di essere uno spartiacque fra lui, il partito e il resto del Belpaese. L intervento al Senato sul decreto Milleproroghe, al quale il Pd si è opposto senza convinzione anche alla Camera è stato tranchant obbligando anche i più cauti ‘boiardi’ di partito ad allinearsi pur se col nodo in gola alle decisioni dellamzggioi. Ha accusato il governo di “avere ingannato i cittadini con le promesse elettorali” e invitato a prendere una posizione senza rinviare tutto.

E’ difficile – ha spiegato – combattere l’evasione quando il fondatore del Movimento ha particolari difficoltà con i pagamenti in nero. Il vostro Milleproroghe ad agosto è un unicum che segnala una precisa scelta politica, quella di rinviare e non dare risposte ai cittadini. Avete cominciato – ha proseguito – con il rinvio della fatturazione elettronica ai distributori; la Tap la fate sì o no? La Tav la fate sì o no? La Gronda la fate sì o no? La revoca della concessione ad Autostrade la fate sì o no? La cancellazione della legge Fornero sì o no? La Fate la flat tax al 15% la fate sì o no? Il reddito di cittadinanza a 780 euro lo fate sì o no? Il Milleproroghe è il desiderio di rinviare. Il governo ha punti di riferimento televisivi – ha affondato – a Palazzo Chigi c’è un ex del Grande Fratello, il ministro dell’Interno ha aperto un avviso di garanzia come fosse stato a ‘C’è posta per te’. Le vostre promesse elettorali sono degne di uno ‘Scherzi a parte’, perché hanno ingannato i cittadini. E non sarà la maleducazione di qualche interruzione a negare la realtà”.

Poi l’attacco più duro è arrivato sui vaccini. “Avete fatto una cosa truce – ha detto – avete fatto scrivere un decreto agli sciamani, avete messo in discussione la scienza e la ricerca. Fate i no vax con i figli degli altri perché voi dite che vaccinate i vostri figli, ma non vi preoccupate dei più deboli che non potranno andare a scuola. Quella del Pd è stata una battaglia di civiltà sulla quale è la società civile a dover intervenire. Ringrazio Ivan Zaytsev (il capitano della squadra di volley impegnata ai mondiali) che ha avuto il coraggio nonostante gli haters di dire che lui la sua ‘principessa’ (la figlia di pochi mesi) l’avrebbe vaccinata senza paura delle reazioni, è stata la più bella schiacciata che ha fatto”.

Infine ne ha avuto anche per i giornali che non hanno dedicato molto spazio alla questione: “Dove sono i grandi giornali? Solo il New York Times ha fatto un pezzo di grande intensità prendendo in giro l’Italia, purtroppo. Ognuno di voi senta la responsabilità di votare pro o contro i propri figli, il tempo sarà galantuomo, vi auguriamo che non vi accorgiate tra qualche anno di aver fatto del male ai nostri e vostri figli, perché questo non ve lo perdonerebbero innanzi tutto loro”.

Argomenti, insomma, sui quali c’è poco da trastullarsi, sempre che i maggiorenti democratici si rassegnino  a riconoscere una leadership oltre che formale, anche di fatto, e firmare una resa senza condizioni. Affidarsi a un capo, mettere da parte le proprie aspettative personali, prodigandosi pancia a terra a lavorare, oppure dare vita ad un’altra forza politica, affidarsi ad un altro leader – magari Zingaretti – e imboccare definitivamente la strada al bivio verso il “sole dell’avvenire” sempre splendente .

Il sangue di San Gennaro, come sempre, ‘consapevolmente’ si è sciolto perché Genny è uno che se ne intende. Il Pd dovrebbe fare lo stesso, ma gli umani si sa come sono fatti: sbagliare fa ‘godere’. Ahinoi, come dargli torto.  Povera Italia.

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