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Troppi trequartisti nel Napoli, bravo Ancelotti a utilizzare Insigne da numero 10

Il Napoli avrebbe dovuto tenere Inglese e cedere uno fra i tanti esterni e trequartisti che si ritrova in squadra, perché non ha alcun senso avere tutti insiene Callejon, Mertens, Insigne, Verdi, Ounas, Younes e persino Hamsik perché è da sempre lo slovacco ad essere l’eterno equivoco tattico di ogni formazione azzurra dai tempi di Reja che però insieme a Mazzarri seppero usare al meglio, infatti Marek è con il 352 che ha saputo dare il meglio di se inserendosi dalla tre quarti. Purtroppo è ormai da tempo che nel calcio moderno i numeri 10 vengono sacrificati se non addirittura aboliti a meno che non ti chiami Messi, Hazard, Modric ma anche in questi casi puoi tenerne uno al massimo due ma non quattro. Al Napoli con il cambio di guida tecnica serviva più che mai un centravanti puro che nemmeno Milik sa essere completamente, avendo solo il sinistro, per cui anche conoscendo le strategie di De Laurentiis che non prevedono l’ingaggio oneroso del top player, era eccessivo pretendere Cavani, Benzema o Levandosky, certo sarebbero stati l’ideale, ma chiaramente non li avrebbe mai presi, parimenti non avrebbero mai dovuto fare a meno di tenere Inglese, che era l’unico centravanti vero di questa rosa azzurra zeppa di esterni e privi di un centravanti autentico che nessuna squadra al mondo dovrà mai rinunciare. Che senso ha tenere in rosa  sei o sette attaccanti fra esterni, falsi nueve, tre quartisti ed ali tipiche se poi non si hanno almeno due attaccanti di ruolo affinché sfruttare il lavoro degli esterni e dei rifinitori del gioco? Ed è in questi casi che avendo troppi calciatori sull’intera tre quarti che poi un allenatore dovrà inventarsi Mertens o Insigne centravanti. È già tanto che lo stesso Milik svolga il ruolo di centravanti puro, essendo per natura un secondo attaccante di appoggio, la classica ala sinistra di un tempo, avendo solo il piede sinistro, figuriamoci come possano essere centravanti credibili calciatori brevilinei come Mertens e Insigne, soprattutto quando si affrontano battaglie di grande fisicità in Europa. Non che non fossero capaci di segnare perché lo sono eccome, avendo capacità tecniche e balistiche eccellenti e a nostro parere possono pure fare tantissimi gol, ma non nel ruolo di centravanti, ma al massimo in quello da classico numero 10 capace sicuramente di fare gol ma anche di rifinire l’ultimo passaggio, l’assist vincente, i dribbling da superiorità numerica come un tempo facevano i Del Piero, Baggio , Totti e ancor prima i Sivori Rivera, Platini. Nel Napoli ci sono troppi numeri 10 e nessun numero 9 e siccome nel calcio moderno è più facile che si faccia a meno del numero 10, resta però sempre  indispensabile un numero 9 di ruolo, ecco perché il Napoli risulta essere asfittico nel reparto centrale di attacco, lacuna mascherata talvolta dai guizzi di Mertens, adesso Insigne e da qualche colpo di Milik. In realtà anche se i tre hanno dimostrato in passato di poter sopperire alla mancanza di un centravanti vero, in certe partite bloccate un attacco di questo tipo, senza il classico centravanti, non riesce a far breccia in alcune difese affollate e coriacee che possono essere sfondate solo da una figura di centravanti classico e purtroppo il Napoli non ha questa opzione o alternativa di gioco, ne ha tante solo adattando qualcuno dei suoi numerosi trequartisti in altri ruoli quindi anche in quello di falso nueve con un centravanti tutto sinistro come Milik, il che varrebbe a dire mandare fra tribuna e panchina a turno tre o quattro calciatori importanti come Milik, Insigne, Mertens, Verdi, e vi aggiungeremmo pure Hamsik e Zielinsky altri trequartisti adattati a centrocampo soprattutto Marek, per non dire di Ounas e in futuro Younes che faticheranno sempre più a trovare spazio. Fra tutti quelli più indispensabile e capace di fare un ruolo attivo moderno da calciatore totale è Callejon, per fisico, intelligenza e disponibilità al sacrificio, fra quelli citati, forse un po’ Insigne ha imparato compiti difensivi e nessun altro. Gli stessi Hamsik e Zielinski fanno fatica a reggere in mediana mentre sono bravissimi nella fase offensiva e di rifinitura, mentre Verdi e Ounas per motivi del tutto diversi non potranno mai fare il lavoro che fa Callejon all’esterno, il primo perché una classica mezzala interna, e il francese perché più portato a dribblare e fare superiorità numerica che a scalare in fase di recupero, magari con il tempo glielo si potrà insegnare ma al momento è così preso dall’entusiasmo di strabiliare in attacco, che difficilmente possa essere più concreto nei recuperi, anche se qualcosina in proposito avesse dimostrato di saper fare nella sciagurata partita contro la Sampdoria, con dei disimpegni tanto eleganti quanto efficaci nel recupero palla e ripartenza. Tutto sommato Ounas fra i tutti è l’unico a poter concedere a Callejon di rifiatare, Younes non lo abbiamo ancora visto e difficilmente lo vedremo a breve, ma sulla tre quarti resta sempre una grande abbondanza di numeri 10 che ogni tanto devono adattarsi in altri ruoli e allora ecco l’esperimento di Hamsik alla Pirlo, per consentirgli talvolta di giocare con il suo gemello Zielinsky, ma in realtà i due non dovrebbero quasi mai giocare insieme ma uno essere l’alternativa dell’altro per i motivi sia fisici che di ruolo, e poi perché sarebbero entrambi più utili sulla tre quarti che in mediana, e svolgere solo raramente il ruolo di centrocampista puro. Anzi nel ruolo di dieci vi aggiungeremmo pure Verdi, ruotando a turno Insigne e Mertens sull’esterno sinistro, in appoggio a Milik  o in alternativa ruotandoli nel ruolo di falso nueve quando il polacco  dovrà rifiatare o perché soluzione tattica più efficace. In ogni caso da qui a gennaio bisognerà fare di necessità virtù e alternare questo tipo di soluzioni che inevitabilmente terranno fuori calciatori importanti come già sta capitando a Verdi di finire addirittura in tribuna, ecco perché poi dovremmo meglio comprendere quando un calciatore si mostra restio a traferirsi da una squadra in cui giocava titolare ad un’altra che lo mette addirittura in tribuna come una qualsiasi quarta scelta, ed ecco perché non si dovrebbe mai fare collezione di trequartisti importanti che poi si dovranno sacrificare nella migliore delle ipotesi in altri ruoli e nella peggiore finire persino in tribuna. Diciamola pure tutta, il Napoli con l’acquisto di Verdi avrebbe dovuto cedere almeno uno fra Hamsik, Mertens considerando incedibili Zielinsky e Insigne, e tenere il  prezioso e indispensable Callejon, però assolutamente non cedere Inglese, ma siccome così non è andata, è pur giusto che per far giocare tutti Ancelotti sperimenti Hamsik, Insigne e qualcun altro in ruoli che non eravamo abituati a vederli. A nostro modesto avviso restiqmo sempre convinti dal fatto che non tutti i calciatori siano duttili e adattabili in tutti i ruoli e infatti preferiremmo che Hamsik torni ad essere il brillante trequartista visto nei primi cinque anni a Napoli, così come dovrebbero fare Zielinsky e Verdi, poi che Insigne e Mertens facessero o gli esterni di attacco o svolgere anch’essi compiti da numero  10 e venissero esentati da compiti difensivi. Tuttavia e al più presto, quindi nella finestra di gennaio, cedere almeno uno se non due fra i tre quartisti, quindi un esterno e un interno e prendere assolutamente un centravanti di ruolo in alternativa a Milik o come partner centrale del polacco, prima che sia troppo tardi.

Pippo Trio

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