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A Napoli c’è un’intera piccionaia di uccelli del malaugurio con gli occhi puntati su Ancelotti, pronti a massacrarlo

Non c’e nulla di più meschino nel mondo del calcio parlato, quando anzichè prendere una posizione netta ci si barcamena nelle opinioni a seconda di come tira il vento, e in genere fa così chi pretende di avere sempre ragione in ogni caso. L’opinione già per antonomasia, non è mai la verità assoluta, è appunto un proprio pensiero, un’idea che si forma in base a dei ragionamenti, preferibilmente fondata su dati oggettivi, condita con delle intuizioni dovute all’analisi complessiva dell’argomento di cui si discute, però alla fine di tutto questo processo analitico bisogna che l’opinionista chiunque sia, si prenda le responsabilità di quanto ha sempre pensato, che sia coerente nella sua posizione e la mantenga indifferentemente, senza cambiarla  fino a che possa rivelarsi azzeccata o errrata. Certo, le opinioni possono pure essere riviste, proprio per il motivo di cui dicevamo che non sono mai la verità assoluta, ed è sintomo di intelligenza cambiarle quando la realtà supera l’immaginazione, però è troppo facile prendere posizioni diverse ad ogni settimana per trovarsi sempre nella parte giusta per non dover  ammettere mai di essersi sbagliati. Ad esempio, riguardo a questo Napoli ancelottiano vi è tutta una tribuna di opinionisti appostati come cecchini che aspetta Ancelotti al varco per impallinarlo nonostante gli avessero riconosciuto una grande carriera. Sarebbero capaci di preferire che il Napoli perdesse pur di affermare le loro opinioni, ecco del perché si fa pressione preventiva.  Peró quando li senti parlare ufficialmente del tecnico di Reggiolo dicendo appunto cose scontate del tipo: “Ancelotti è sicuramente un grande allenatore, ha vinto dovunque, ha gestito grandi squadre e grandissimi giocatori per cui è sicuramente capace di svolgere al meglio il suo ruolo”, e bla bla bla viene da pensare, ma che bella  scoperta! Come se si avesse bisogno di un opinionista per sapere della storia del calcio e dei risultati di un suo protagonista, ma  queste non sono opinioni sono fatti. Peró poi dove è che questi opinionistoni cominciano a barcamenarsi fra storia e idee personali che fanno acqua da tutte le parti? Quando non avendo il coraggio di dire apertamente quello che si pensa sul nuovo allenatore, fanno supposizioni diverse a seconda dei risultati che otterrà di volta in volta.  E allora eccoli a mettere eccessiva pressione, a ipotizzare fallimenti precoci se subito le cose non dovessero andare in modo superlativo, quindi completare l’opera di demolizione qualora il nuovo il tecnico in questione  inciampasse, salvo poi rimangiarsi tutto in caso di successo, riavvolgendo il nastro dell’ovvio con i salamelecchi di rito alla  grandezza del tecnico e la sua grande capacità e bla bla bla. Insomna come i gatti, questi pseudo opinionisti cadono sempre in piedi, ma ormai sono carte conosciute. Credibilità zero, personalità sotto zero,  leccaculismo 10 e lode.  Noi riteniamo che per avere un’opinione credibile bisogna appunto tener conto innanzitutto dei fatti, quindi se Ancelotti ha dimostrato già abbondantemente di essere un grande allenatore, non è che più  lo si può mettere continuamente in discussione,  altrimenti sarebbe come affidarsi ad un luminare della medicina per essere curati delle proprie malattie e dubitare delle sue capacità mettendolo sempre in discussione, e magari pretendere di fornire in proprio la cura  giusta  o rimpiangere quando si era curati da un qualche fanatico dell’omeopatia o di qualche medicina alternativa , che per carità potrebbe pure essere scelta giusta e legittima secondo i propri gusti e le proprie convinzioni, ma in tal caso bisognerà pure prendersi le responsabilità e dire apertamente che si preferisce al luminare della medicina, la cura alternativa. Non è che si può cambiare continuamente opinione sull’uno e sull’altro a seconda della propria convenienza, certi rischi vanno presi sempre quando si sceglie di sostenere una tesi piuttosto che un’altra,  altrimenti è la confusione totale.  Metafore a parte e andando al sodo della questione, sarebbe bello e corretto che certi opinionisti prendessero posizione prima e mantenerla dicendo definitivamente e apertamente  la propria, quindi se fase stato meglio tenersi Sarri in panchina per questo Napoli, oppure affidarsi ad un grande allenatore riconosciuto dalla storia come Ancelotti, ma insinuare  fra le righe di un discorso,  senza prendere posizioni nette, che Sarri fosse meglio del grande nome Ancelotti, tirandogli i piedi e sperare in  qualche passo falso del nuovo tecnico  per dire che si aveva ragione a pensarlo, è la forma di opinionisno più viscido, scorretto e poco credibile che si possa avere. Ad esempio,  giusto per non parlare degli altri, chi vi scrive ha sempre avuto un’opinione precisa e netta su Sarri e non l’ha mai cambiata sia quando era ad Empoli che quando iniziò male a Napoli e persino e soprattutto in periodo di vacche grassissime del suo Napoli che tanto ha esaltato, pur non vincendo un’acca. Da cosa dipendeva la nostra opinione? Da una serie di ragionamenti e dati, nonché dal grado di stima e dell’idea della persona che ci eravamo fatti. Gli eventi avrebbero potuto  smentirci e spesso i risultati parziali eccellenti ci hanno temporaneamente smentito, il rischio di sbagliarsi definitivamente era grosso, ma invece ci avevamo visto giusto, perchè al netto dei buoni risultati comunque ottenuti, quello che sostenevano sull’incapacità di Sarri di riuscire a determinare nelle partite decisive e a vincere qualcosa si è rivelata tale,  poi ne avevano pure sui suoi difetti di gestione, di comunicazione e sul suo integralismo, accentuato da un look e l’imnagine del personaggio maledetto che si è voluto cucire addosso in parte forzatamente,  in modo anche studiato, quello del metalmeccanico rivoluzionario del calcio,  sindacalista, piagnone e scurrile nella dialettica e nelle sue prese di posizione, tutti elementi che progressivamente hanno rafforzato la nostra iniziale pessima opinione sul suo conto e ad oggi confermataci dai fatti che in tre anni non hanno prodotto il benché minimo risultato in termini di titoli tranne che un titolo di Comandante elargitogli dal pubblico che il  personaggio ha certamente gradito e cavalcato . Ciononostante, non crediamo che Sarri fosse un allenatore scarso, tutt’altro, come peraltro sta dimostrando facendo benissimo in questo inizio a Londra, ma lo riteniamo limitato per tutte le cose che abbiano già sopra elencato. Sicuramente bravo nella preparazione settimanale in allenamento, ma troppo integralista e poco duttile nel cambiamento perché probabilmente  saprebbe fare solo quello e non sa fare altro, poi lo riteniamo scarso nella personalità, perché spesso lamentoso, talvolta ruffiano, e sempre in cerca di alibi, e poco capace nella gestione complessiva, ma soprattutto nella comunicazione scontrosa e spesso maleducata. Ancelotti al contrario ci convince per i motivi contrari, non solo perché grande allenatore conclamato, dal suo ricco e prestigioso curriculum, ma sarebbe troppo facile se fosse solo per questo aspetto, ma lo riteniamo superiore per personalità, capacità di gestione, e apprezziamo la poca propensione agli alibi, ai pianti, e anche alla sobrietà di un  look adeguato ai contesti e ancor di più gradiamo  la dialettica semplice e rispettosa, umile e mai presuntuosa, che potrebbe pure permettersi dall’alto della sua carriera prestigiosa. Penseremo questo sempre, a meno che di clamorose sorprese, ma non sarà mai un unico o anche più  risultati parziali,  seppur negativi a consentirci di impallinare Ancelotti come un tordo così come faranno in tanti queli che non aspettano altro che inquadrarlo nel mirino. Le nostre opinioni fra Sarri e Ancelotti sono queste e ripetiamo non intendiamo cambiarle qualsiasi saranno i risultati momentanei dell’uno o dell’altro nè tantomeno ci auguriamo il peggio o il meglio per l’uno e l’altro per avvalorare le nostre opinioni, che resteranno tali seppure non dovessero essere suffragate dai momentaneo risultati, perché  non sarà mai un solo risultato a farci cambiare settimanalmente opinione su un personaggio o sull’altro, ma sarà sempre la totalità dei risultati ottenuti  nella loro carriera ad orientare la nostra opinione e infine al carisma e la mentalità che ne delineano le diverse  personalità.

Pippo Trio

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