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Ancelotti, una settimana da grande ex, fra i sapori di Parma e i dissapori bianconeri

Settimana importante quella appena iniziata per Carlo Ancelotti, in soli tre giorni incrocia il suo passato più agrodolce.  Parma, amata terra natía che oltre ad averlo nutrito e formato a Parmigiano Dop e culatello, ha segnato i suoi esordi da calciatore e di allenatore a certi livelli, per cui come potrebbe dimenticare quegli anni che lo hanno fatto uomo e lanciato nel mondo del calcio che conta? Impossibile, ma Parma nonostante terra d’origine a cui essere legato indissolubilmente a vita, dal punto di vista delle vittorie sportive è fra le poche piazze in cui non ha vinto, benché avergli regalato il battesimo anche nel calcio, quello vero. Il destino di questo insolito e insidioso calendario iniziale del suo Napoli ha voluto che incontrasse nel giro di un mese tutto il suo passato calcistico italiano, quindi il suo Milan con cui ha vinto tutto da calciatore e allenatore, battuto in grande rimonta al suo esordio napoletano e poi domani  il Parma e sabato pomeriggio la Juventus. La lettura di questo ritorno al passato e di queste sfide così importanti per la carriera di Ancelotti sono il primo viatico di questa nuova stagione del ritorno in Ialia e se il suo Milan gli ha regalato la prima gioia napoletana come per ricambiare  le grandi vittorie a cui Ancelotti ha pesantemente contribuito in rossonero, chissà che al contrario anche Parma e Juventus non restituissero a Carletto tutto quello che in quelle squadre non ha potuto vincere per un motivo o per l’altro. Il calcio prende e dà, ma spesso  non tiene conto nemmeno di sentimenti o risentimenti nell’impietosità dei suoi verdetti, però vi è sempre quel fil rouge che collega  destini che si incrociano in modo così suggestivo. Detto di Milan e Parma, augurandoci che si vinca anche con i gialloblù, la vera bestia da combattere per Ancelotti è la Juventus, dove è stato allenatore fortemente odiato dalla tifoseria bianconera che non gli avrà mai perdonato il grande passato romanista e milanista che tanto avrà fatto soffrire il popolo juventino, vedendo in lui il simbolo dei ricordi più amari delle rare sconfitte in campionato del club più titolato d’Italia. È stato talmente odiato Ancelotti a Torino da meritarsi il nomigliolo dispregiativo di ‘Porco’ rifacendosi anche alla passione del tecnico di Reggiolo per il cibo e in particolare per i pregiati salumi che questo nobile animale produce, sopratutto nella sua Parma. Il sodalizio di Ancelotti a Torino cominciò sotto una cattiva stella e finito peggio con una sconfitta a Perugia sotto a un diluvio, e di una partita che non avrebbe dovuto giocarsi mai in quelle condizioni, ma che stranamente fu giocata e persa in modo beffardo nonostante la Juventus per il suo peso politico avesse sempre ricevuto grande accortenza da parte dei poteri forti del  calcio e invece perse all’ultimo respiro un campionato che sembrava  già vinto dal momento che vi giocava l’ultima a casa di un Perugia che se non erriamo era già retrocesso. Il popolo del calcio è strano, perché siamo quasi certi che tantu  fra i tifosi juventini furono fra virgolette contenti di quello strano insuccesso della Juventus dell’odiato Ancelotti, era un modo masochistico per odiare anche di più l’allenatore reggiano e toglierselo definitivamente dalle scatole. Ancelotti tornò al Milan e fu in rossonero che poi si prese le sue prime vere soddisfazioni nella sua lanciatisdima  carriera di allenatore e chi meglio della Juventus per vendicarsi di quell’odioso trattamento ricevuto e fargliela pagare nella madre di tutte le partite, quella finale di Chanpions League vinta nel più doloroso dei modi per chi la perde, ai rigori? Ma il passato spesso ritorna per raccontare altri capitoli diversi, come in un flash back, ma ugualmente auggestivi perché stavolta cambiano i colori per Ancelotti, ma non cambia il sentimento di rivalsa e l’avversione che provano nella Torino bianconera per questo tecnico e personaggio così  impossible da odiare, ma essere oggi l’allenatore dell’unica squadra che può contendere lo scudetto alla Juventus, al netto dei trascorsi rossoneri e persino in bianconero di una delle annate peggiori del club degli Agnelli, alimenta la sfida di sabato di ulteriore carica emozionale prima ancora di grande fascino sportivo. Chi riuscirà a vincere la sfida dei ricordi, Ancelotti in credito sia con la sua amata Parma che con la vecchia signora con cui non è mai nato feelinng, oppure qualcuna fra le avversarie penserà di far pagare a Carletto il fardello del passato? Presto lo dirà il campo e il rettangolo verde. Sabato però nel big match all’Allianz Stadium proporrà un altro ennesimo  incrocio del destino, quello di due grandi allenatori che già si dettero il cambio al Milan, il Maestro Ancelotti e il migliore allievo Allegri, ancor prima di saggiare il Liverpool dopo di che  un altro uomo del destino di Ancelotti, Maurizio Sarri, sfiderà proprio i reds nella super sfida al vertice della Premier anticipando la decisiva notte di Champions divNapolu che in parte dipenderà dal lavoro ai fianchi che Sarri saprà fare agli imbattuti uomini di Klopp . Che grande romanzo popolare che è il calcio, perché far capitare in soli 4 giorni Juventus Napoli, Chelsea Liverpool e a seguire Napoli Liverpool incrociando destini, ricordi e antiche rivalità, che neanche Dostoyevsky nel “Giocatore” avrebbe saputo raccontare con uguale suggestione e coinvolgimento in così poche pagine… Non resta che godercele, tutti insieme, appassionatamente!

Pippo Trio

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