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Salvini a Napoli: bagno di folla e promesse (tutte da verificare)

di Pasquale Cesarano

Da molti viene definito come il “Ministro della Paura”, fanno discutere i suoi ammiccamenti a Casa Pound e Forza Nuova  nonché l’alleanza politica in Europa con Viktor Orban e Marine Le Pen. Tuttavia, Matteo Salvini, capo della Lega, vicepremier e Ministro dell’Interno, gode di un’altissima popolarità che si è manifestata anche nei giorni scorsi in occasione dell’incontro in Prefettura a Napoli per parlare del preoccupante fenomeno delle “stese” camorristiche.  Salvini, al termine dell’incontro col parroco del rione Vasto, incontrando i giornalisti, ha promesso: “Al di là delle belle parole mi impegno entro la fine e dell’anno a portare cento uomini delle forze dell’ordine a Napoli per controllare via per via, palazzo per palazzo”. Poi, la solita stoccata verso i migranti: “Nel quartiere del Vasto – ha aggiunto – siamo già scesi da mille a seicento immigrati, l’obiettivo è di arrivare a zero irregolari”. Pungolato sul tema della camorra, ha poi riferito: “Non prometto miracoli, ma atti concreti e pugno di ferro. Alcune norme mi auguro rientrino già nel decreto sicurezza nel giro di 15/20 giorni ed entro l’anno auspico i primi cambiamenti concreti per Napoli. Non prometto miracoli ma il pugno di ferro. Al Vasto tornerò, non a novembre, ma sono sicuro che quando sarà ci saranno meno migranti presenti”. Infine, un messaggio ai genitori dei ragazzi che spacciano droga: “ai genitori di ragazzi che confezionano o spacciano droga va tolta la potestà genitoriale”.

Un Matteo Salvini duro e deciso, quindi, come capita di vederlo sempre più spesso negli ultimi tempi. Ma anche aspramente contestato. Una manifestazione anti Salvini, infatti, si è mossa da largo Berlinguer, nei pressi della metropolitana Toledo, per incamminarsi poi in direzione della Prefettura. Alla testa del corteo i manifestanti avevano striscioni che recitavano: “decreto Salvini, regalo alle mafie” e “questa Lega è una vergogna: mai con Salvini” ed infine slogan contro la Lega, facendo riferimento alla nota vicenda dei conti del partito e dei 49 milioni di euro da restituire allo Stato. Critico nei confronti del Ministro dell’Interno anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che ha precisato: “Se il Ministro dell’Interno ci aiuta a sbloccare un po’ di fondi potremmo avere più spazzatrici nella nostra città per pulire ancora meglio. Visto che vuole ripulire Napoli, se lui è un fornitore di spazzatrici, c’è uno strumento molto agevole: è anche il Ministro della finanza locale e dell’autonomia quindi inizi a sbloccare quelle gabbie che ci impediscono di acquistare mezzi per avere la città più pulita, per avere più polizia municipale e per poter garantire i servizi. Se intende pulizia etnica, un tema forse a lui più caro, questa è una città che la pensa diversamente. Fino ad ora non abbiamo visto nulla di concreto sulla sicurezza da parte di questo Governo. Se viene per portare più poliziotti e carabinieri gli stringerò la mano. Qui non siamo all’anno zero né in una città fuori controllo”.

Più atti concreti, quindi, è questo l’auspicio del sindaco: “Mi aspetto fatti, concretezza, risposte e che non ci sia l’annuncite che il vento autunnale porta via”. Infine, sempre da parte di De Magistris, un messaggio che lascia presagire una dura battaglia politica: “Cedo nella cooperazione istituzionale pur nella distanza politica più abissale e quindi noi attendiamo che, dopo lo studio, ci siano le risposte rispetto ai temi sottolineati. Napoli è fortemente impegnata ma ha bisogno di un cambio di marcia indispensabile da parte del governo per poter avere servizi più efficaci e di qualità. In questi anni – ha concluso – la città è rinata solo grazie ai suoi cittadini, alla cultura, alla politica dalle mani pulite che ha tolto ossigeno ai rapporti con il malaffare”.

Ancora un incontro istituzionale, quindi, che puzza di campagna elettorale permanente.

 

 

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