IL ROMANZO “Non è vero niente” di Gennaro Prisco (quinta puntata, seconda parte)
ottobre 6, 2018
‘The Affair’ Ronaldo scuote il mondo Juventus e tira fuori il peggio del giornalismo sportivo fazioso
ottobre 13, 2018

A ottobre la classifica di Serie A è quasi sempre diversa dalla classifica finale

Ottobre è tempo di semina non di raccolto, lo dice la natura e spesso questo accade anche nel calcio, quindi è veramente un giochino azzardato quello di immaginarsi fin da ora chi vincerà il campionato, chi la Champions, insomma quali saranno i verdetti di fine stagione. Certo, anche la semina  deve essere eseguita a dovere, bisogna seminare i migliori semi e in ogni zolla della propria terra per poter a primavera raccogliere quanto più è possibile e per farlo non serve solo seminare, ma curare tutto il lavoro nei minimi particolari fino a che non spuntano i primi fiori, quindi i frutti ed eventualmente proteggere il tutto dalle intemperie occasuinali , dai parassiti, insomna da tutto quello che potrebbe danneggiare il raccolto. Usiamo questa metafora agronoma, ma potremmo usarne anche altre, perché il calcio è proprio come la vita in ogni settore, non c’è mai nulla di già scritto se prima, durante e dopo non si affrontano al meglio tutta una serie di aspetti necessari al raggiungimento di un obiettivo. Bisogna innanzitutto rispettare i tempi, poi lavorare bene ed essere sempre in grado di poter affrontare al meglio qualsiasi tipo di difficoltà si presenti durante il cammino, infine arrivare all’obiettivo con grande forza, energia e capacità per concluderlo al meglio delle proprie possibilità. Anche nel calcio è fondamentale curare ogni aspetto durante tutto l’arco della stagione, nessuno mai ha vinto a ottobre, nemmeno a gennaio con il titolo virtuale di campione d’Inverno, e nemmeno a Pasqua, perché nel calcio il raccolto avviene esattamente come in natura, a fine primavera, ed è solo allora che i frutti sono dolci e maturi per essere goduti in tutti i sensi. Vale esattamente per il calcio, perché a ottobre, a gennaio e persino a marzo al massino si potrà godere di qualche frutto fuori stagione, perché ormai anche nell’agricoltura con vari artifizi, si riescono a produrre tutto in qualsiasi mese dell’anno , ma non saranno mai della qualità autentica di quelli della stagione del raccolto naturale. Certo a ottobre e novembre si possono mangiare ottime noci, castagne, c’è stata in precedenza  la raccolta dell’uva che può produrre anche un buon vino novello, ma il vino quello veramente buono dovrà aspettare un certo tipo di fermentazione e raffinamento per poter essere spillato dalle botti o imbottigliato per poterne godere di tutta la fragranza e il sapore. Allo stesso modo con i prodotti dell’orto, ci sono ottimi frutti anche in autunno, ma nulla a che vedere con quelli di fine primavera o inizio estate, che hanno potuto usufruire dell’intero lavoro di un anno, del sole, della pioggia, possibilmente non del gelo,  per poter finalmente sbocciare rigoglioso  e con i primi caldi maturare. Il calcio non si discosta affatto da tutto questo, magari una ciliegia a dicembre la si potrà pure mangiare a costi altissimi, ma non avrà mai quella freschezza quel dolce sapore di gustarsela nella sua maturazione naturale a primavera inoltrata. Chi nel calcio anticipa i verdetti, fa esattamente la stessa cosa di chi mangia un frutto di controtempo, magari come é giusto che sia se lo godrà pure al momento ma non sarà mai uguale a quello che altri si godranno a fine stagione. Infatti quasi mai nel calcio quello che succede ad ottobre sarà uguale a quello che sarà a fine anno calcistico, magari si potrà intuirne qualcosa a gennaio, ma nemmeno poi più di tanto. In questi anni è già capitato che ad ottobre la prima in classifica lo è stata solo temporaneamente. Tre anni fa l’Inter di Mancini era prima a ottobre, la Juventus dietro a 14 punti, il Napoli secondo poi diventato primo a gennaio  ma come sempre è la Juventus che semina sempre bene ed ha raccolto anche meglio in primavera, nonostante le intemperie in altre stagioni. Il Napoli lo scorso anno a ottobre era primo di gran lunga, lo era a gennaio e fino al termine dell’inverno poi qualche gelata nei campi, qualche errore nella potatura dei rami secchi o di non aver curato al meglio tutto il potenziale, e quindi pure il cospicuo raccolto in termini di punti finisce come frutta al macero per aver rovinato il raccolto finale. Quindi nel calcio come in natura, bisogna andare calmi, avere buon cura, tanta perseveranza e pazienza e i frutti quali che siano, arriveranno, chi li raccoglie anzitempo spesso non godrà appieno di tutto il raccolto. Morale della favola, non fatevi incantare dalla classifica di Serie A ottobre, spesso è falsa ma potrà anche rinconfermarsi, certo non è escluso, ma difficilmente si riconferma,  magari la classifica di questi tempi sara anche favorevole come certe calde ottobrate fuori stagione, ma sempre estemporanee e mai durature, perché poi in autunno inoltrato le foglie cadranno comunque e bisognerà che ricrescano verdi e folte affinché poter godere di tutta la bellezza della natura! Aspettate prima di sentenziare la Juventus vincente, perché ne dovrà passare ancora di acqua, neve e gelo prima di vedere chi avrà raccolto meglio i propri frutti e a quanto pare a Torino qualche mela sembra essere già bacata e chissà che magari a primavera non possa rovinare tutto il raccolto.

Pippo Trio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *