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Ai sindacati della triplice non piace il Def: “Aspettiamo che il governo ci convochi”

Spread che continua a salire, banche in difficoltà crescenti, conti pubblici soggetti a controlli periodici e verifiche ogni tre mesi: è questo lo scenario che ha fatto da cornice alla riunione di ieri pomeriggio a Roma delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil. L’incontro, previsto per discutere dei contenuti del Documento di Economia e Finanza e della relativa manovra economica per il 2019, si è svolto, fanno sapere gli organizzatori, in un clima positivo e costruttivo e si è concluso con l’assunzione di alcuni orientamenti unitari.

di Pasquale Cesarano

In primo luogo, è stato costituito un gruppo di lavoro delle tre segreterie con il compito di predisporre, nel giro di pochi giorni, un documento che definisca la posizione di Cgil Cisl Uil sul DEF e le richieste che i tre sindacati confederali intendono in proposito avanzare al Parlamento e al Governo. Il documento delle segreterie nazionali sarà prima discusso in una  riunione degli Esecutivi nazionali unitari, al momento prevista per il prossimo 22 ottobre a Roma, e successivamente portata al dibattito di attivi unitari che si terranno in tutti i territori. Successivamente, i tre maggiori sindacati italiani promuoveranno, d’intesa con le Categorie, assemblee nei luoghi di lavoro, tra i pensionati e le pensionate ed in ultimo sui territori al fine di fornire un’informazione tempestiva ai propri iscritti e simpatizzanti. Un atto, dunque, quello delle tre segreterie nazionali confederali, volto a predisporre un documento unitario ed a definire conseguenzialmente delle iniziative da porre in essere. Intanto però, a margine dell’incontro di ieri, qualche giudizio di merito è trapelato. Secondo Cgil, Cisl e Uil, infatti, il Def è “debole”. Per Susanna Camusso, leader del sindacato di Corso d’Italia, “lo sviluppo ed il lavoro sono i grandi assenti”. Un giudizio pesantemente negativo, corroborato da quello espresso dai suoi colleghi di Cisl e Uil: “La Uil – secondo Carmelo Barbagallo, Segretario Generale – è sempre stata contraria all’austerità, ma occorre destinare le risorse alla ripresa economica ed occupazionale. Nel Def, invece, mancano investimenti in infrastrutture, i soldi per i contratti pubblici, le risorse per il fisco e per il Mezzogiorno”. Manca un’idea di sviluppo economico del Paese, dunque. E’ questo, in estrema sintesi anche il giudizio di Annamaria Furlan, Segretaria Generale della Cisl: “Noi abbiamo tante proposte da fare, le porteremo al confronto con il governo che ad oggi non ha ancora sentito la necessità di interloquire con le parti sociali. Nel frattempo ci prepariamo con le nostre proposte per creare una possibilità di migliorare molto il Def, per guardare al futuro e a un progetto per il paese che può avvenire con la crescita e lo sviluppo”. Mettere in campo una piattaforma unitaria che parta da lavoro, fisco e pensioni da sottoporre al varo degli esecutivi unitari e poi alla discussione degli attivi nei territori e delle assemblee nei luoghi di lavoro, infine aprire un confronto con il Governo ed il Parlamento: è questo l’indirizzo politico delle tre associazioni sindacali. Ad ogni modo, al termine dell’incontro è stato diffuso un comunicato unitario dei tre sindacati confederali.

 

 

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