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Carletto, l’allenatore perfetto per lo scudetto….

Ancelotti, a nostro avviso oggi è l’ unico allenatore italiano in grado di poter far vincere lo scudetto al Napoli e magari un giorno il mondiale alla Nazionale e soprattutto, non se la tira!

Possiamo dirlo senza alcun timore di essere smentiti, oggi come oggi Carlo Ancelotti è il più grande tecnico italiano, magari anche del mondo, lo dice innanzitutto la storia del calcio, poi la grande capacità di reinventarsi e di rimettersi in gioco evolvendo il suo modo di intendere il calcio sempre più al passo con i tempi. Un allenatore che con grande visione del gioco e del materiale a sua disposizione, che sia il top del top dei giocatori come nei grandi club che ha allenato, ma oggi anche al Napoli,  buonissima squadra ma non di certo zeppa di top player,. Ancelotti ha dimostrato da subito sin da  a inizio carriera che ci sapeva fare, quando porta la Reggiana in Serie A o arrivando secondo in campionato a Parma, ha sempre dimostrato di poter competere per l’obiettivo massimo che potesse ottenere  compatibilmente alle squadre che ha allenato. Il suo segreto è la calma, la serenità, tipica di chi sa il fatto suo, di chi conosce a menadito la materia, i calciatori, il mondo del calcio e le sue complessità. La capacità di adattarsi in qualsiasi contesto come se vi fosse stato da sempre, denota grande intelligenza della persona, la disponibilità al dialogo con qualsiasi calciatore, giornalista o addetto ai lavori senza mai polemizzare più di tanto è una qualità rara vista la presunzione e la permalosità tipica di questo ambiente, che gli permette di assorbire il meglio da ogni situazione e sfruttarne i vantaggi, perché chi  sa ascoltare, impara tantissimo e uno come lui che ha imparato senza grossi sforzi a parlare indifferentemente le  quattro  lingue più importanti al mondo, inglese, francese, tedesco, spagnolo e siamo altrettanto certi che presto imparerà pure il napoletano, senza aver fatto grandi studi, denota veramente una capacità superiore che in apparenza non gli verrebe riconosciuta data la garbata umiltà e semplicità del personaggio, davvero adorabile. Uno così sarebbe capace di tutto, infatti oltre a parlare lingue diverse ed allenare con maestria, Ancelotti coltiva grandi ma semplici passioni, quella per il cibo di cui è veramente un grande cultore, per i viaggi essendo lui un vero uomo di mondo, ma anche quella più divertente per il canto in cui spesso si cimenta a grande richiesta nei giorni di gloria, ma probabilmente lo farebbe tranquillamente  in altre situazioni, magari sotto la doccia che spesso fa insieme ai suoi calciatori, altri aspetto interessante di grande disponibilità che lo rendono molto amato in qualsiasi tipo di spogliatoio. Insomma un grandissimo personaggio e un eccellente professionista, uno capace all’occorrenza di cambiare ruolo a qualsiasi calciatore disposto a mettersi nelle sue mani. Pirlo, Cristiano Ronaldo, per citare alcuni tra i più grandi a cui Ancelotti ha cambiato ruolo, il primo arretrandolo in posizione centrale davanti alla difesa e non più da tre quartista fortissimo come lo era sempre stato, e lo stesso Ronaldo spostato da una posizione più esterna a quella più centrale in attacco, tutti cambiamenti che hanno reso questi fuoriclasse ancora più grandi di quanto già non fossero. Stessa cosa che sta accadendo da un po’ con Hamsik anche se l’esperimento in questo caso richiede più tempo e fatica, ma invece con grandi risultati  con Insigne che da quando ha cambiato ruolo segna con grande continuità. Lo stesso sta accadendo per Callejon in certe partite più arretrato a centrocampo oppure inventarsi Maksimovic terzo centrale di una linea a tre con Mario Rui ala tornante come accadde  con il Liverpool dando lezioni di tattica ad uno come Klopp che di certo non è l’ultimo arrivato. Questa  capacità di adattare e plasmare una squadra sempre diversa negli uomini e nei ruoli fa di Ancelotti una risorsa enorme per chi lo ingaggia nel ruolo di tecnico perché lui è capace di sfruttare ogni minimo dettaglio trasformandolo in oro, saebbe l’allenatore perfetto per una nazionale di calcio e chissà che prima o poi non gli diano la Nazionale italiana e che non la porti a vincere il  mondiale, di certo non prima che abbia vinto  lo scudetto al Napoli e quanche altro trofeo, giusto per concludere una grandissima carriera a livello di club, dopodiché lo vedrenmo benissimo a guidare l’Italia proprio per le sue enormi doti di selezionatore e di grande interprete di un ruolo che gli calzerebbe a pennello. I presuntuosi tedeschi solo ora si stanno accorgendo di quanto avesse ragione a cambiare alcune gerarchie al Bayern, ma non c’è club,  ma soprattutto non c’è  calciatore da lui allenato o con cui ha giocato che non lo ricorda con grande nostalgia, affetto  e ammirazione. Stiamo esagerando? Forse, ma fino ad oggi questo ha dimostrato il professionista, l’uomo e il personaggio, e lasciatecelo dire, a Napoli siamo orgogliosi che uno come lui possa allenare la nostra squadra del cuore, vivere nella nostra città e magari incontrarlo di tanto in tanto da qualche parte nei dintorni. Carletto è ormai uno di noi e ne siamo veramente fieri!

Pippo Trio

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