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NUTRIZIONE Curiosità e falsi miti alimentari sulle uova!

Non è vero che le uova sono di difficile digestione, come non è vero che fanno male al fegato, anzi. Quel che è importante, è non cuocerle troppo a lungo, o eccedere nei condimenti grassi: sono questi infatti che in generale influenzano la digeribilità delle pietanze.

di Laura Dipasquale*

Le uova più economiche sono quelle provenienti da allevamenti in batteria, in cui le galline vivono in gabbia, hanno cibo e acqua in vaschette e sono stimolate a produrre uova tutto l’anno, in condizioni di luce e temperature che però falsano il loro ciclo biologico.

Spendendo un po’ di più si possono acquistare uova da galline allevate a terra, che sono allevate all’interno di capannoni, ma con illuminazione artificiale.

Migliori sono le uova da galline allevate all’aperto, in terreni recintati e attrezzati con abbeveratoi e mangiatoie.

In caso di allevamento biologico delle galline ovaiole la normativa prevede che si utilizzino mangimi privi di OGM e che siano allevate all’aperto.

Le uova fresche devono essere confezionate entro tre giorni dalla deposizione e vendute entro sette giorni. La data consigliata per il consumo è in genere di un mese dalla deposizione. Le uova vendute nella grande distribuzione devono riportare sul guscio l’identificativo costituito da numeri e lettere che indica tipologia di allevamento, comune, provincia e stato di provenienza, numero dell’allevamento e data di deposizione.

Per quanto riguarda il loro consumo, non è vero che le uova sono di difficile digestione, perché infatti se consideriamo il tempo di svuotamento dello stomaco è di circa tre ore per due uova sode, allo stesso modo di quello che occorre per una normale porzione di carne .

Piuttosto è importante, quando si cucinano le uova, non cuocerle troppo a lungo o eccedere nei condimenti grassi: sono questi infatti che in generale influenzano la digeribilità delle pietanze!

Inoltre è un’affermazione troppo generalizzata quella di dire che le uova facciano male al fegato, perché anzi contengono molte sostanze utili al corretto funzionamento del fegato stesso e con azione protettiva nei riguardi delle cellule epatiche, come i fosfolipidi (che sono costituenti essenziali di tutte le membrane cellulari), la colina (coinvolta in molte reazioni del metabolismo) e la metionina (uno degli aminoacidi essenziali, che l’uomo non è in grado di sintetizzare e deve assumere con l’alimentazione e una cui carenza può portare a problematiche epatiche).

Per cui consumare un uovo secondo le indicazioni delle Linee Guida, quindi con una frequenza di un uovo da due a quattro volte la settimana, è possibile senza problemi particolari.

Le uniche cautele devono essere seguite dalle persone con problemi di calcoli alla colecisti o infiammazioni delle vie biliari, che sono soggetti che, in generale, devono consumare con parsimonia e attenzione gli alimenti contenenti buone dosi di grassi.

 

*Laura Dipasquale – Biologa Nutrizionista
Studi: Via Raffaele Morghen n. 41 – Via Andrea d’Isernia n. 24/S – Napoli
cell: 351 9181496
e-mail: nutrizionista.lauradipasquale@gmail.com

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