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Calenda: Pd logoro, alle europee serve un nuovo soggetto politico

L’ex ministro dello Sviluppo economico, in una intervista all’agenzia Dire, ha liquidato senza mezzi termini il Pd e auspicato per le prossime elezioni europee la nascita di un nuovo soggetto politico liberal-democratico. Ha bocciato Landini aspirante segretario della Cgil su indicazione della Camusso, poi sul governo ha sparato a palle incatenate: “La loro manovra è finta”. E su Tav e Tap: “Fanno quello che abbiamo detto noi come con l’Ilva di Taranto: dopo aver detto ‘la chiudiamo, ci facciamo un parco’ hanno fatto esattamente quello che dovevano fare, cioè chiudere con l’investitore che abbiamo trovato noi e  portato al tavolo”.

di Peppe Papa

Certo non è uno che le manda a dire Carlo Calenda. Intervistato dall’agenzia Dire (su www.dire.it) l’ex ministro dello Sviluppo economico ha liquidato senza mezzi termini il Pd, partito di cui da pochi mesi è un iscritto, definendolo “logoro” e incapace di rappresentare il grande fronte liberal-democratico, da contrapporre alle elezioni europee di maggio prossimo, alla marea sovranista e populista che già governa in Italia e che promette di rivoltare come un calzino le istituzioni Ue.

“Alle prossime elezioni europee – ha sostenuto – noi dobbiamo montare un grande fronte che mette insieme personalità credibili dell’area liberale, socialdemocratica, cattolica popolare, che si devono opporre a chi vuole portare l’Italia fuori dall’Occidente, fuori dall’Europa, impoverire e attaccare la democrazia”.

E “per fare questo – ha aggiunto -non possiamo ripresentarci con il Pd, perché è logoro”.  Come lo sono “i partiti socialdemocratici nei paesi europei, perché hanno perso la scommessa raccontando una storia che non si è avverata. Bisogna prendere consapevolezza di questo”.

Poi, sollecitato sull’argomento non ha fatto mancare il suo endorsement per Marco Minniti, qualora questi sciolga la riserva e si presenti candidato alla segreteria. “Io supporterò al congresso chi accetterà questa prospettiva – ha spiegato – e Minniti è una persona di ottimo livello, ha fatto un ottimo lavoro”.

Calenda si sa è un personaggio un po’ snob, ma di quello snobismo ‘secchione’ figlio di vizi e testardaggine, da rampollo scapestrato di ottima famiglia che ha trovato la sua strada e non ha paura di spiattellarti in faccia le sue ‘verità’. Così ne ha avute per tutti gli altri protagonisti della vita politica del Ppaese a cominciare dal sindacato, la Cgil nella fattispecie che si avvia al congresso, cui augura di non cercare “un affiancamento al Movimento 5 Stelle”, che gli potrebbe essere fatale. Stessa raccomandazione, tra l’altro,  rivolta al leader della Confindustria, Vincenzo Boccia che ha strizzato l’occhio alla Lega, “perché questi due movimenti vogliono disintermediare e quindi non accetteranno nessun tipo di ruolo vero, sia del sindacato e sia della Confindustria. Quindi è un errore tattico ed è un errore strategico per il futuro del paese”.

Su Maurizio Landini, uno dei due sfidanti alla successione della Camusso (l’altro è Vincenzo Colla) è stata lapidaria la bocciatura pur riconoscendo i meriti dell’ex leader Fiom. “Con Landini ho gestito delle crisi industriali molto bene – ha affermato – perché mi sono trovato davanti un sindacalista capace. Ma in altri casi è stato estremamente deludente, penso alla vicenda dell’Ilva dove ha di fatto boicottato per ragioni politiche un accordo che era migliore per i lavoratori, perché aveva 800 posti in più e garanzie”.

Infine è andato giù pesante sul governo giallo-verde e i suoi epigoni, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Ha attaccato, era inevitabile, sulla manovra economica “numeri finti, fatto gravissimo”.

“E’ finta nei numeri – ha spiegato – nel senso che per tenere relativamente basso il deficit gonfia le cifre della crescita e questo è gravissimo, perché tu puoi fare il deficit che vuoi, nei limiti del possibile, però devi spiegare all’investitore come spendi i soldi e lo devi fare in maniera trasparente”.

Insomma, raccontare “che il prossimo anno farai 1,5% di crescita, quando tutti sanno che non andrai sopra l’1% e gli racconti che farà lo 0,5% in più perché vuoi tenere basso il deficit, tutti sanno che in realtà andrai sopra al 3%. Per di più è una manovra che ha molti pochi investimenti, che ritocca le pensioni, una cosa su cui gli investitori sono sensibilissimi. E’ molto pericolosa, non per la Commissione europea che la boccerà, ma per i mercati, perché dobbiamo rinnovare 250 miliardi di euro di debito”.

E a proposito di provvedimenti a favore del popolo, ha chiosato: “Non si capisce bene cosa c’è: quello che viene chiamato impropriamente reddito di cittadinanza non si capisce come verrà gestito, come verrà erogato, da chi. I centri per l’impiego in Italia sono un disastro da tanti anni. Si suppone che in tre mesi vengano messi a posto? Ma quando mai. E poi c’è una cosa sbagliatissima che è il condono fiscale in un paese che ha 100 miliardi di euro di evasione fiscale è un ennesimo messaggio che diamo che chi paga le tasse un fesso”.

Infine, per non farsi mancare niente, ha chiuso parlando di due infrastrutture strategiche per il Paese, Tav e Tap, accusando il governo di usare il “metodo Ilva” coniato nel corso del suo dicastero, “per fare quello che devono fare”. “Con l’Ilva  – ha sottolineato – dopo aver detto ‘la chiudiamo, ci facciamo un parco’ hanno fatto esattamente quello che dovevano fare, cioè chiudere con l’investitore che abbiamo trovato noi, che abbiamo portato al tavolo. Il Governo – ha concluso – è una cosa complicata, non si può fare a suon di proclami e slogan perché nella realtà le persone che perdono il lavoro non si fanno portare in giro dagli slogan di Di Maio”.

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