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Leopolda Nove: al via il Partito della Nazione…

Non è proprio la nascita del Partito della Nazione, ma sicuramente una semina affinché ciò avvenga in tempi stretti, quello che andrà in scena in questi giorni alla Leopolda Nove. Il progetto annunciato di lanciare “comitati civici di resistenza” su tutto il territorio nazionale in luogo delle vecchie sezioni ormai deserte chiarisce definitivamente che il Pd è solo un brand destinato a segnare il passo consentendo la formazione di un nuovo soggetto politico diverso. L’idea dell’ex premier è quella di “costruire un network civico, con coordinatori regionali, rappresentanti non parlamentari, che avranno il compito di andare oltre al Pd”.

di  Peppe Papa

Non è proprio la nascita del Partito della Nazione, ma sicuramente una semina affinché ciò avvenga in tempi stretti, quello che andrà in scena in questi giorni alla Leopolda Nove. La kermesse organizzata come ogni anno da Matteo Renzi e i suoi, che promette di “non parlare di correnti del Pd, né di congresso, ma di contenuti”, è partita oggi e terminerà domenica prossima, mettendo in chiaro subito la volontà di perseguire una strada non necessariamente condivisa dal partito, sia negli obiettivi che nelle modalità.

Comitati civici di resistenza

Il progetto annunciato di lanciare “comitati civici di resistenza” su tutto il territorio nazionale in luogo delle vecchie sezioni ormai deserte chiarisce definitivamente che il Pd è solo un brand (“logoro”, cit Carlo Calenda) destinato a segnare il passo consentendo la formazione di un nuovo soggetto politico diverso. Come ha spiegato Ivan Scalfarotto, coordinatore della Leopolda di quest’anno, lo scopo è coinvolgere tutti quelli che non accettano di mettere in discussione le regole del gioco: “Europeisti, coloro che credono nei vaccini e vogliono una stampa libera”.

Il progetto

L’idea dell’ex premier, insomma, è quella di

“costruire un network civico, con coordinatori regionali, rappresentanti non parlamentari, che avranno il compito di andare oltre il Pd”.

Ovviamente, anche in chiave elezioni europee destinate a rimanere epocali con l’assalto ‘distruttivo’ delle orde sovraniste della destra radicale alle istituzioni comunitarie che promettono di rivoltarle come un calzino, nella compagnia sarebbero gradite le “sacche di resistenza liberale”, presenti in Forza Italia e nel vasto mondo del moderatismo nazionale.

La lista europeista

Una lista aperta, in pratica, per tutti quelli che sono preoccupati dalla prospettiva di un Paese condannato al default. La presa di distanza dal suo partito è apparsa inequivocabile in una intervista a Fanpage: “Con rispetto per il Pd, non è il congresso la cosa più importante”. Poi, per non dare spago ai suoi odiatori interni ed esterni i quali non aspettano altro per attaccarlo e additarlo come un traditore, ha lasciato una porta aperta al dialogo: “Quando ci saranno i candidati sceglieremo e voteremo”.

Certo,“bello un partito che ha una democrazia interna – ha  proseguito – cma resta il punto: il Paese sta andando a sbattere, rischia la recessione, ed è questa la mia principale preoccupazione. Davvero uno pensa che il problema sia scegliere tra Minniti e Richetti? Ora preoccupiamoci dell’Italia”.

Pertanto il parterre annovererà pochi ‘big’, il già citato Minniti (il cavallo su cui eventualmente la componente renziana investirà sulla corsa alla segreteria) e tra gli ospiti esterni il medico anti no-vax, Roberto Burioni e Roberto Cingolani, padre della robotica italiana. Cinquanta saranno, invece, i tavoli di discussione dai quali uscirà il manifesto del ‘nuovo Movimento’ dei quali gli under 30, cui è destinato uno spazio a parte che si chiama “Ritorno al futuro”, rappresenterà la componente ritenuta “vitale” nella strategia del senatore democratico che vede i giovani al centro del progetto.

A questo punto resta da vedere come tutto questo verrà declinato nel corso del week end nella ex stazione ferroviaria fiorentina.

I gigliati nel corso della storia ci hanno meravigliati. Renzi certo non è Lorenzo il Magnifico, ci mancherebbe, nessuno provi ad accostarli. Ma un nuovo “Rinascimento” è possibile. O no?

 

2 Comments

  1. Ligi Giorgip ha detto:

    Una sorte avversa ha impedito che il nostro paese fosse governato da un leader competente e capace. Una platea di politicanti mediocri si sentita messa a nudo, scoperta nella sua inadeguatezza. Di qui, il desiderio di ridimensionarne la figura e il ruolo. Di qui il rancore con il quale lo hanno combattuto per anni. Oggi l’intero paese ne paga le conseguenze.

  2. Antò ha detto:

    ok va bene, Renzi vada per la sua strada e lasci in pace il PD. ne guadagneranno tutti

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