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OSSERVATORIO “Radio days” è viva e va celebrata

di Gaetano Fermato

Prendo in prestito il titolo del bellissimo film di Woody Allen del 1987 per introdurmi nelle immaginifiche avventure che ti accadono quando ascolti la radio.
Sono certamente conscio che parlare di etere nella bolla esibizionista in cui ci piace essere, il farsi vedere sempre ed ovunque con Istagram e sui vari social non lascia certo spazio all’immaginazione che è componente viva ed indispensabile del cognitivo.

La capacità di diffusione di questo mezzo, non inferiore a quella della televisione, non la scopro io, ma dovremmo servircene sempre di più in quanto tiene svegli i cervelli attraverso l’attivazione di zone  deputate e questo costituisce una fuga consolatoria e compromissoria al “ vedo dunque sono”.

La radio,compagna di tante avventure in quell’inizio di esercizi comunicativi ma che ebbero subito le attenzioni della propaganda dei regimi, del messaggio politico, delle moltitudini in ascolto di gruppo durante i proclami fascisti, di quanto fu annunciata la fine della Seconda Guerra Mondiale e le prime e deliziose canzonette trasmesse (appunto in radio).

“Qui Radio Londra”erano le parole che pronunciava lo speaker all’inizio delle trasmissioni che anticipavano le notizie belliche negli anni bui della guerra. Impossibile per i nostri nonni dimenticare quei momenti in cui la gente si ritrovava stretta ed attenta ad ascoltare le notizie dal mondo, spesso di notte e di nascosto, con l’angoscia e la consapevolezza di essere uniti in un unico destino di violenza e sofferenze.

La radio ha dunque svolto un ruolo profondamente storico nella vita dei cittadini italiani ma anche di tutto il mondo, durante i suoi anni più bui, diventando uno strumento di libertà, ribellandosi proprio alla funzione a cui invece era stata destinata dai regimi totalitari che la avevano utilizzata per diffondere la loro propaganda.

La radio, quindi, è un potente mezzo di comunicazione sociale e veicolazione di tendenze consumistiche: erano perle i primi format di quiz che si trasmettevano in una New York in grande crescita e fucina di nuove mode , siamo negli anni 50, vorticosamente  intenta a mangiare la sua mela.
E milioni di radioascoltatori non perdevano una puntata delle novelas allora molto in voga e, se intervistati, giuravano di comprare solo prodotti suggeriti dalla pubblicità in radio.

AM/ FM  due sigle che fecero da spartiacque quando le prime radio libere negli anni 70, a seguito di una sentenza che lasciava spazio ai privati, cominciarono a trasmettere in modulazione di frequenza.
Si schiusero nuovi mondi di interesse , nuovi spazi comunicativi e di tendenze politiche.
Anche la Rai trasmetteva in FM oltre che in AM, il suo spettro di frequenza andava però da 87,50 ai 100.00 MHz, tutto il resto dell’etere era prateria aperta a tutti.
Il limite dell’ampiezza geografica raggiungibile in FM venne superato brillantemente dalle prime radio libere con la nascita di programmi radio destinati ad un target individuabile nello spazio e, conoscendone  i gusti e tendenze, molte radio cominciarono ad impostare i loro palinsesti dedicati a fasce di utenza ben precise, offrendo loro un prodotto comunicativo mirato e nuovo mentre contemporaneamente nascevano nuove competenze e grandi innovazioni tecnologiche.

Anche il messaggio politico ha trovato nelle prime radio libere lo sfogo della denuncia sociale ed il coraggio di opporsi al malaffare ed alla mafia. Penso a Peppino Impastato ed alla sua Radio Aut.

Ma niente tristezze, la radio è viva e va celebrata nella sua continua capacità di essere attuale  in quanto specchio della vita di tutti quelli che non rinunciano al piacere di ascoltarla al mattino appena svegli in attesa che il caffè sgorghi copioso e profumato nella moka. Quando sei in auto, magari nel traffico della città e vuoi isolarti dai clamori ed ascoltare; ascoltare il formarsi di immagini nella mente e negli occhi, sentire forte il potere evocativo di questo mezzo.

Ormai è ora della partita di calcio e vado ad ascoltarla naturalmente alla radio, vi assicuro che viverla senza vederla è coinvolgente ed entusiasmante come essere lì. Buon ascolto.

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