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Adesso Insigne e Mertens diventino top player nelle partite che contano

Napoli's Belgian forward Dries Mertens celebrates after scoring with teammate Napoli's Italian forward Lorenzo Insigne during the Italian Serie A football match SSC Napoli vs Benevento Calcio at the San paolo Stadium .

Grande serata per i due piccoletti del Napoli che hanno definitivamente  dimostrato di poter giocare insieme, superando tutte le resistenze e le remore di chi li riteneva uno alternativo all’altro nello stesso ruolo di esterno a sinistra,  ponendoli in una concorrenza spietata e anche giustificata da alcune similitudini sia fisiche che tecniche oltre che di movimento fra i due, però sarebbe stato un grande spreco sacrificare per sempre uno all’altro. Fortunatamente è sempre il calcio a emettere i suoi verdetti al di là dei ragionamenti e delle convinzioni degli allenatori che hanno l’ingrato,  ma in realtà userò caso il fortunato compito di gestire talenti di questo genere che per loro caratteristiche giocando per la stessa squadra sono tardate ad emergere definitivamente. Sarri, solo dopo l’infortunio di Milik e la squalifica di Gabbiadini scoprì Mertens goleador. Anche in quel caso dopo un’arrabbiatura del belga stanco di fare panchina a Insigne , fin quando  entrò  nella prima partita di campionato che il secondo Napoli di Sarri perdeva a Pescara, quando il folletto delle Fiandre mise a segno una doppietta fulminante come i suoi occhi da tigre indirizzati verso la panchina. Ma neanche quei gol convinsero del tutto Sarri a puntare su Mertens che in seguito se ne tornó in panchina immusonito perché il tecnico toscano  continuava a preferirgli e a puntare su Gabbiadini come improbabile surrogato di Higuain pur non avendo alcuna caratteristica del grande Pipita, finchè lo stesso Gabbiadini sfinito dalla pressione e dalla responsabilità di dover far reparto da solo  all’ennessimo tentativo da centravanti puro,  incappó in una squalifica di frustrazione,  innervosito da marcature asfissianti, e all’ennesino colpo ricevuto reagì insolitamente come mai gli era capitato in tutta la carriera e Sarri dovendo fare di necessità virtù, dovette arrangiarsi con Mertens che poi  a suon di gol si approprió di un ruolo che in tutta la sua carriera di ormai trentenne calciatore nessuno mai gli avrebbe concesso. Tantomeno lo avrebbe fatto Sarri,  che dopo l’infortunio di Milik,  in tutta fretta con Giuntoli e la società avevano già pianificato di prendere Pavoletti sin già a dicembre senza nemneno aspettare gennaio.  Peró Mertens continuava a segnare talmente a grappoli  che Gabbiadini non vide più il campo e l’acquisto precoce di Pavoletti risultó del tutto inutile visto che quell’anno non giocó quasi mai. Questo per dire e chiarire definitivamente che non fu Sarri a inventarsi Mertens centravanti, ma fu lo stesso Mertens a imporsi come tale altrimenti fosse stato per le idee di  Sarri in quel ruolo avrebbe giocato sempre Gabbiadini e in seguito  Pavoletti. Quando alcuni eccessivi ammiratori di Sarri gli attribuiscono meriti taumaturgici sui 36 gol di Higuain e in seguito i tantissimi di Mertens, si chiedano pure perché il fantasmagorico metodo Sarri non abbia trasformato pure Gabbiadini o Pavoletti in grandi goleador e magari capiranno da soli che è sempre la qualità dei singoli a fare la differenza, e in quel caso bisogna solo che un tecnico intuisca delle armi a sua disposizione affinché liberare il talento al momento giusto, e nel caso di Mertens tutto questo è avvenuto per caso, perché nessuno mai, nemneno lo stesso Mertens poteva immaginarsi in quel ruolo. Lo stesso Ancelotti ha qualche remora al riguardo, ma a differenza di Sarri ha capito che non bisogna fare scelte definitive sui ruoli accantonando calciatori in panchina e data la sua enorme esperienza calcistica sia di calciatore che da allenatore ha capito che in questo Napoli bisogna sfruttare qualsiasi risorsa facendo giocare tutti i suoi talenti, e  per mantenerli sempre in condizione deve alternarli in squadra sperimentandoli anche in altri ruoli. Infatti,  aver avvicinato Insigne alla porta gli ha fornito un’arma in più per far sì che il Napoli ovviasse alla mancanza di un  top player nel ruolo di centravanti, alternando Insigne Mertens e Milik in coppia o tutti e tre insieme a seconda delle caratteristiche di una partita,  invece di puntare su un solo centravanti di ruolo che manca, si ritrova tre attaccanti da doppia cifra che potrebbero compensare  gli improbabili 30 gol di un solo centravanti. In tutto questo andrebbe pure detto che fra i tre soprattutto Insigne e Mertens diano  continuità alla loro classe acclarata  e diventino determinanti non solo nelle goleade contro squadre minori, ma anche di esserlo nelle partite che contano perché è in quel caso che si diventa veramente top player. Anche  perché soprattutto per Mertens, l’età non gli consentirà altre prove per dimostrarlo ma lo stesso Insigne dovrà dimostrare di non essere solo la classica eterna promessa ora serve per entrambi la consacrazione definitiva. Quanto a Milik, concediamogli più tempo per dimostrare di essere un cecchino di livello, perché nonostante i due infortuni che hanno ritardato l’affermazione, ha ancora l’età giusta e il fisico per dimostrarlo. L’importante appuntamento di Champions contro il Psg è già una ghiotta occasione per tutti e tre di mettere la firma in calce ad una prestigiosa vittoria.  Auspichiamo  che insieme o anche in alternativa, sia Insigne, che Mertens o Milik la sfruttino così come tutto il Napoli e siamo certi che in caso di vittoria diventeranno top per tutti!

Pippo Trio

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