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Napoli – Psg: “Fiumi di parole”, cantavano i Jalisse, ma finalmente si gioca”

Ci siamo volontariamente astenuti dal commentare questa lunga e spasmodica vigilia di Napoli – Psg, perché a tal proposito si è detto veramente tutto e il contrario di tutto al punto di rinunciare a nostra volta di caricare oltremodo una partita dall’esito apparentemente facile e paradossalmente così incerto, anche perché quand’è così, troviamo dannoso montare più del dovuto un evento sportivo, che qualsiasi risultato producesse, non sarebbe mai così definitivo per i punti teoricamente ancora a disposizione,  seppur indicativo.  Infatti,  non è una finale, ma noi a Napoli chissà per quale motivo abbiamo questo animo melodrammatico, fatalista,  dove ogni prossimo evento, quale che sia lo viviamo come  fosse l’ultimo, nel bene e nel male e come nella vita vale  soprattutto nel  calcio che sia campionato o coppa, a Napoli si ha sempre un approccio da ultima spiaggia, Sarà la precarietà storica di un popolo alla continua ricerca del riscatto che ci fa essere così è invece bisognerebbe cominciare davvero a cambiare, magari prendendo ad esempio proprio questo Napoli di Ancelotti così abile, cangiante, consapevole, sereno, che sa stare al mondo in qualsiasi situazione si trovi,  così come il suo allenatore che è stato capace di far bene ad ogni latitudine, senza enfatizzare i numerosi e prestigiosi titoli vinti dovunque, senza darsi le arie da vero uomo di mondo di chi parla fluentemente cinque lingue e allo stesso modo integrarsi in una realtà come quella napoletana di cui mai si immaginava potesse diventare per lui quella più entusiasmante. Non facciamo finire questo feeling di Ancelotti e Napoli, talvolta  mettendolo anche in modo ridicolo in discussione. Le partite di calcio si vincono e si perdono quello che conta è la mentalità, quindi di saper perdere come di saper vincere. Non ne possiamo più di alibi e vittimismi post sconfitta, ma neanche di pensare di essere i più forti al mondo qualora si vincesse, mancando di rispetto a tutti, avversari diretti e indiretti. Lo sport è un valore talmente alto che per meritarsi di vincere bisogna essere integerrimi in tutto nel dolore di una sconfitta, come nella festa per la vittoria, altrimenti continuerà questa cronica precarietà, quest’eterna  provincialità che ci portiamo dentro da sempre, di sudditi, dominati e inutilmente ribelli. È giunto il momento di essere protagonisti della storia e se non dovesse dire bene, pazienza, perché la storia continua e arriverà sempre il momento, l’occasione di poterne farne parte, ma di sicuro la storia non la faranno le chiacchiere e i fiumi di parole versate e che ancora scorreranno anche dopo Napoli- Paris Saint Germain, del tutto inutilmente, perché come sempre e in ogni caso conterà solo il verdetto del campo!

Pit

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