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Il rispetto degli avversari è alla base del calcio, perchè tifare contro porta male!

Non c’è nulla di più odioso nel calcio ma in qualsiasi altro sport, come la mancanza di rispetto per gli avversari, vale per i protagonisti in campo che per i tifosi sugli spalti. Sembra una casualità beffarda però puntualmente quando si manca di rispetto a qualcuno nel calcio poi in qualche modo, subito o anche dopo o si viene ripagati con la stessa moneta e con gli interessi oppure si finisce per caricare oltremodo gli stessi avversari. È quello che ieri sera è avvenuto a Torino nei confronti di Mourinho, ma spesso anche ad altri come recentemente ad Ancelotti, che in quello stadio che  trasuda d’arroganza, prepotenza e cattiveria gratuita come i biglietti ricevuti dalla frangia peggiore del tifo juventino invece di gioire e tifare per la propria squadra si prende di mira l’avversario che più si odia sportivamente parlando e non solo. Certo non accade solo a Torino sponda Juventus, ma in moltissimi stadi italiani ed è proprio costume italico quello di preferire il tifo contro a quello a favore. È bassa cultura sportiva  quando ci si accanisce così pesantemente verso un avversario, un personaggio dello sport ed esporlo al pubblico ludibrio andando persino a colpire nel personale. Capiamo la volontà di riscatto verso chi possa aver in qualche modo provocato certe reazioni però quando poi è troppo è troppo. Inoltre troviamo che il tifo contro sia pure controproducente ai fini del risultato che si vuole ottenere, perché provoca maggiore reazione da parte di viene offeso che finisce per esaltarsi nella battaglia dell’uno contro tutti. L’altra sera è capitato anche al San Paolo quando il pubblico napoletano ha preso di mira Buffon ugualmente come con Mourinho o anche il nostro Ancelotti a Torino, perché inveire e fischiare più del dovuto l’ex portiere juventino deve averlo caricato oltremodo, producendo l’effetto contrario e anziché indurlo a sbagliare, quelle pesanti offese hanno prodotto l’effetto contrario visti i grandi interventi dello stesso Buffon che per poco non intercettava anche il rigore d’Insigne, ma in quel caso Buffon è stato punito a sua volta per aver irriso l’azzurro pensando di indurlo all’errore . Qualcuno obietterà, adducendo al motivo che anche tifare contro è il bello del calcio e possiamo pure capirne i motivi di chi sempre viene a sua volta dileggiato come capita ai napoletani in ogni stadio italiano, ma sicuramente troviamo molto più bello il tifo esclusivamente a favore della propria fazione che quello contro,  perché è sicuramente più gioioso inneggiare che non offendere e poi tifare a favore non provoca violenza di nessun tipo.  Inoltre, il tifo contro addirittura all’interno della stessa fazione, come quando in Italia si tifa a sfavore delle squadre italiane all’estero, non solo è poco edificante ma è pure autodistruttivo raggiungendo punte di puro masochismo e questo accade persino  fra giornalisti e tifosi degli stessi colori quando per antipatia o per difendere un’opinione si tifa contro persino la propria squadra. È assurdo questo voler a tutti i costi scagliarsi contro qualcuno nel calcio invece di pensare a godersi lo spettacolo e la passione che genera il diritto di appartenenza. Siamo ragionevolmente certi che tifare contro e mancare di rispetto ad avversari quali che siano in campo o sugli spalti porta infinitamente male, ma non per scaramanzia ma perché  come se ci fosse una giustizia divina del calcio che punisce gli irrispettosi! A Napoli diremmo: “Nun  sputà n’cielo ca n’faccia te torna”, quindi evitiamo innanzitutto noi napoletani di mancare di rispetto agli avversari anche se fossero quelli più acerrimi come gli juventini o di altre squadre di maggiore concorrenza sportiva e territoriale, perché è assai più dolce è bello vincere rispettando l’avversario. Noi restiamo sempre più affascinati a vedere stadi come quelli inglesi tipo Liverpool, ma anche in quelli scozzesi dove turti insieme in 50mila cantano solo ed esclusivamente per la propria squadra, sia che vinca,  sia che perda  senza  smettere mai di tifare anche sotto 4 a 0. In Italia, il tifo sembra essere sempre condizionato dal risultato oppure dall’odio per gli avversari, in tanti si tifa per interesse non per passione. Si sale e scende dai carri a seconda delle proprie convenienze quali che siano, si seguono mode opinionistiche, spesso integraliste e dogmatiche , creando logiche da branco riversate anche sui social fra diverse correnti di pensiero. Ma non smetteremmo mai di pensare  che è  infinitamente più bello, appagante ed emozionante  poter ridere o anche piangere per una vittoria o una sconfitta senza prendersela con nessuno. Avete mai visto in Brasile,  patria della bellezza del calcio, l i tifosi che invece di pensare a ballare e cantare per la propria squadra mettersi a dileggiare oppure offendere gli  avversari? Magari capita pure in Brasile come anche altrove in giro per il mondo, ma mai come nel nostro Paese dove sembra che teniamo più a scannarci persino fra fratelli che essere uniti tutti per uno e uno per tutti. Questa mncanza di rispetto generale, di bassa cultura sportiva non farà altro che peggiorare il nostro prodotto calcio allontanando sempre più la gente dagli stadi che nel resto d’Europa sono concepiti per aggregarsi e divertirsi tutti insieme appassionatamente, e non come a una guerra neanche tanto metaforica come sempre si è creduto in modo errato dovesse essere il calcio!

Pippo Trio

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