Nell’ambiente Juve considerano il Napoli più pericoloso di quanto pensino certi pseudo opinionisti
Novembre 12, 2018
SCRITTORI SCONOSCIUTI. “Diario di un reazionario” di Giuseppe Grillo: ventitreesima puntata
Novembre 12, 2018

Governo Lega-M5S, come un Paese di ‘sperma colorato’ torna a sentirsi razza: ci salverà un algoritmo?

Sabato,  domenica e lunedì. La politica non prende pause e l’Italia è sempre più stressata dal ‘padano’ furbo che fa contemporaneamente, senza fare scandalo, il segretario della Lega, il ministro degli Interni, il vice ministro e il leader Putiniano/Trumpiano in Europa, dal  movimento Cinque Stelle che comunica non con le parole di senso, ma con il Maio Maio Maio e, per finire da un’opposizione, evanescente e a tratti comica. Ci salverà un logaritmo?

di Gennaro Prisco

Mai si ricorda nella vita repubblicana un periodo così sciamanico e così turbolento. Il 4 marzo 2018 è cambiato lo stato emotivo della nazione. Si è passati dal “mi fai schifo” ( rivolto ai governi tecnici/democratici ) all’honestà e alla razza ( con la fiducia ai Cinque stelle e alla Lega ).

Honestà e razza in campagna elettorale si erano presentati su sponde opposte. L’honestà da sola, la razza con Berlusconi. L’honestà prese il 32% dei consensi, la razza il 18%.  A nove mesi dell’elezione la razza si sta mangiando la polpa del movimento ed ha più che raddoppiato, secondo tutti gli istituti di sondaggi, il consenso.

Cosa è accaduto? Come un Movimento di protesta e di democrazia digitale si sia alleato con un partito analogico per governare l’Italia e smontare l’Europa è ancora tutto da capire

Per il potere è una risposta banale. Quei due, Gigi e Matteo, sono facce di una stessa medaglia, sono entrambi razza, sono contro tutto ciò non è pubblica virtù e praticano vizi privati.

Ciò che fa rabbrividire è il fatto che tutti quelli che si riconoscono nella Costituzione italiana e nello stato di Diritto dichiarano come solitudini allo sbaraglio: siamo nel pre fascismo, nel 1919. E dimenticano di dire che proprio le frammentazioni, le solitudini, le individuazioni dei nemici, le esclusioni e le delazioni furono le verdure del fascismo.

Cos’era il fascismo? Sovranismo. Prima gli italiani. Ordine e sicurezza e coprifuoco. Smania di colonialismo, ideologia della razza. Tutte cose in cui gli italiani cedettero per venti anni fino ai bombardamenti che ridussero il Paese in macerie. Come è già successo, quindi, gli italiani, che sono un Paese di sperma colorata, possono di nuovo sentirsi una razza, padana.

A Torino, sabato 10 novembre 2018, hanno manifestato i Si Tav e la Lega di governo. A Torino i Cinque stelle sono finiti. Appena converrà al capo della Lega, anche il governo cadrà. Tranne se, il vecchio palpeggiatore della repubblica televisiva, in un guizzo di amor proprio non fa entrare in crisi politica il nord, il nord est, il nord ovest.

A Roma, sempre sabato, mentre i vari Di Maio, Di Battista e ‘Di Ignoranza’ festeggiavano l’assoluzione della sindaca della Capitale per non aver commesso il fatto con una bordata di male parole sessiste rivolte ai giornalisti, il capo del Viminale faceva perquisire autobus e corpi dei manifestanti di sinistra-sinistra, più sinistra non si può, che andavano nella città delle buche e della monnezza e del degrado materiale e morale per partecipare ad un corteo contro il decreto sicurezza dello stesso Ministro.

A Napoli, invece si è manifestato contro il decreto Pillon. Chi è costui? Un uomo tutto casa, chiesa e famiglia. Animatore del Family day contro le Unioni civili, contro l’aborto e contro l’affido prevalente. Un senatore fascista contro il diritto di famiglia.

A Napoli c’è stato un po’ di frastuono, niente a confronto di ciò che è accaduto alla libreria del centro commerciale “ Le Gru “ di Siderno, l’8 novembre 2018, dov’era in programma la proiezione del film Sulla mia pelle, che racconta la storia tragica di Stefano Cucchi.

A Siderno, in libreria  si sono presentati i carabinieri ed hanno chiesto “l’elenco dei partecipanti” alla titolare, che essendo un evento pubblico aperto, non aveva

L’Italia è stressata, l’Italia profonda, quella delle metropoli e delle città medie, di tutto questo non sa nulla. In quell’Italia lì la libertà d’espressione non esiste è morta con la speranza di poter migliorare le proprie condizioni economiche e quindi sé stessi e le proprie famiglie. In quell’Italia lì si vive una vita da precari, che è altra cosa dalla vita spericolata di Vasco Rossi. Quell’Italia lì è fatta di carne e ossa e anima perduta nell’indifferenza e nella paura di non essere più niente, di non valere nulla, di bollette giocate e crimini. Ci vuole tanto a capire che dare all’immigrato la responsabilità del proprio degrado è una soluzione al problema. Se la colpa è di chi è più disgraziato di me, anch’io posso ambire alla legittima difesa contro l’invasore.

Ah l’irrealtà, ah i social, ah la realtà che fugge da se stessa, che non comprende, è qui il discorso è politico: chi deve fare l’offerta alternativa a tutta questa confusione, a questo rincorrere di selfie e di virilità? L’algoritmo?

La risposta è banale: tutti gli italiani che pensano che la democrazia senza partecipazione non esiste, che sanno che la libertà è un bene prezioso che si misura sui diritti (se ad anche un solo cittadino/a si nega un diritto la libertà viene offesa ), che la Costituzione è di sani principi da applicare con costanza e fermezza, che la Repubblica funziona se c’è la separazione e l’indipendenza dei poteri, che il Parlamento non è un  parco buoi, ma la sede Istituzionale della rappresentanza politica dove si legifera per il bene della nazione senza vincolo di mandato.

Banale eppur complicatissimo da mettere assieme perché la gara non è sulla prospettiva, sulle cose da fare, su ciò che unisce ma su chi lo ha più lungo

Ciò è davvero sconsolante. Perché la frammentazione delle forze laiche, democratiche e progressiste aiuta il leghismo padano a vincere facile. Ecco perché hanno ragione quelli che spingono per la costruzione politica di un Fronte comune, costituzionale, europeista in grado di verificare se la maggioranza fascista che si sta imponendo come egemonia culturale lo è effettivamente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *