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“SENZA BUSSOLA” De Magistris e la sua lucida follia: ma a Napoli non ci sono innocenti

Napoli è senza governo. Tra qualche giorno potrebbe fallire l’Amministrazione. A deciderlo sarà la Corte dei Conti. E quel genio del ‘sindaco per caso’ che da sette anni fa per non fare, vaneggia di rivoluzione e nel suo nome prova a scappare verso Bruxelles per poi far rotta verso Santa Lucia, nella madre di tutte le battaglie contro l’attuale Governatore Enzo De Luca. Eppure, non c’è uno straccio di proposta alternativa, di visione del futuro. Che fine hanno fatto i cittadini consapevoli in questa città? Dove sono? Non sanno che il loro silenzio è la prova che a Napoli non ci sono innocenti? Che tutto si tiene perché tutti siamo complici?

di Gennaro Prisco

In effetti, non si può parlare di Napoli. E’ così bella da fare schifo ed i turisti trovano questo molto caratteristico. Diverso è per i viaggiatori che vengono ammaliati dai veli di Cristo, dalle capuzzelle degli appestati, dalle stese dei guaglioni, dai murales di Jorit, dai tour di citygomorra, dall’allenatore di calcio Ancelotti, dai Bastardi di Pizzofalcone, dall’Amica geniale, dalla Sirena e dalle sirene. Loro, i viaggiatori, se la godono e si addentrano nei segreti, e vanno alla scoperta della magia del centro storico più grande del mondo e della contemporaneità più sfacciata che rende popolo il napoletano maschio e  popolo il napoletano femmina dentro e fuori le mura.

Napoli è senza governo

Tra qualche giorno potrebbe fallire l’Amministrazione. A deciderlo sarà la Corte dei Conti. E quel genio del ‘sindaco per caso’ che da sette anni fa per non fare, vaneggia di rivoluzione e nel suo nome prova a scappare verso Bruxelles per poi far rotta verso Santa Lucia, nella madre di tutte le battaglie contro l’attuale Governatore Enzo De Luca. Nella sua lucida follia ha già sistemato le cose: Enrico Panini vice sindaco e Raffaele Del Giudice in panchina   e viva la partecipazione, le occupazioni abusive, l’immobilità dei  pubblici trasporti e servizi, una moneta made in Naples e vai con la tarantella.

Se fallisce l’Amministrazione sono cazzi

Ci è già successo. Dal 1993 al 2003 siamo stati in amministrazione controllata. Ma, all’epoca c’era un sindaco vero che fece leva sull’orgoglio napoletano e il G7 fu un successone e la città tornò ad essere uno dei centri del pianeta. Se oggi Napoli è sold aut è da li che bisogna partire. Certo le tensioni internazionali hanno spostato da un Paese all’altro ingenti flussi di visitatori organizzati, ma senza quelle immagini lì, non sarebbero stati così numerosi da spingere la stessa Eleonora De Majo, l’Insurgencia consigliera di De Magistris, presidente della commissioni Urbanistica, a convocare, qualche settimana fa, congiuntamente all’avvocato consigliere, Elena Coccia, presidente della commissione Turismo, i tre assessori che hanno le deleghe specifiche: Nino Daniele, Carmine Piscopo, Enrico Panini per dir loro: che a Napoli c’è un’emergenza “turistificazione”. Che c’è bisogno di “azioni da mettere in campo per contrastare il fenomeno dell’espulsione degli abitanti dal centro storico a favore della localizzazione di sole attività rivolte ai turisti”.

Che situazione, eh?

Vederla, oggi, ridotta così, Napoli, lascia senza fiato e anche le parole perdono di peso. Perché sono parole indifferenti. Dalla nostra storia millenaria abbiamo imparato a cavarcela da soli. E se, come ci capita spesso, prendiamo delle sbandate ed eleggiamo un sindaco imbarazzante ed un consiglio comunale sfrantummato, bestemmiamo tutti i santi del calendario ed anche quelli che sono fuori, ma poi ci autogoverniamo e trasformiamo il caos in ricchezza, l’emergenza in affare, la bellezza in bellezza. Sì, è proprio questo il punto: Napoli è di una bellezza esagerata, ha un clima mite, è di una ricchezza culturale di inestimabile valore. Per questo è molto invidiata e i cori che provengono dagli spalti degli stadi italiani di calcio ne sono una manifestazione plastica. Per questo fa da sé. Gli amministratori smettono di occuparsi dell’amministrazione? Siamo di Napoli paisà. Paghiamo ad oggi a otto e se ci gira ancora di più votiamo tutti per la Lega di Salvini e chi si è visto si è visto e cacciamo via tutti e ci teniamo la Camorra che ci fa lavorare e mangiare.

Si può continuare in questo modo? A fare finta di niente?

Certamente no. Eppure, non c’è uno straccio di proposta alternativa, di visione del futuro. Che fine hanno fatto i cittadini consapevoli in questa città? Dove sono? Non sanno che il loro silenzio è la prova che a Napoli non ci sono innocenti? Che tutto si tiene perché tutti siamo complici? Con le pizze e i  babà, una Metropoli, non regge. Ciò che oggi è guadagno può diventare miseria domani.

Napoli ha bisogno di industria, d’impresa. Napoli ha bisogno di lavoratori non di precari. Napoli ha bisogno d’istruzione non di analfabetismo funzionale. Napoli ha bisogno di un sistema di cura della persona e non di un sistema che esclude dalla cura. Napoli ha bisogno di abbattere e ricostruire i rioni popolari della 219 e non di residenti in case di cartone. Napoli ha bisogno del Porto, del mare, della spiaggia che non c’è. Napoli ha bisogno del Vesuvio e del magma dei Campi Flegrei senza averne paura. Napoli ha bisogno di un Santo che la smetta di squagliare il sangue. Napoli ha bisogno di un sindaco e di un consiglio comunale all’altezza del compito di una Città metropolitana che esiste come Istituzione che più lontana non si può.

Chi ha i piedi buoni per lanciare questa buona azione? Chi, in pieno  autogoverno della città, ha la forza di proporsi?

Chi? Mister X? Qui sta il punto di domanda finale: che fine ha fatto la Politica democratica, laica, liberale a Napoli?

 

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