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Grillo cambia idea: l’azienda della (presunta) “cugina” di Renzi dei sacchetti di plastica adesso è “un’eccellenza italiana” da difendere

di Peppe Papa

Ebbene sì, i sacchetti di plastica della (presunta) cugina di Renzi “sono una eccellenza italiana che deve essere valorizzata”. Beppe Grillo docet. Catia Bastioli, dunque, manager della ‘Novamont’ di Bottrighe Adria, non è più una pericolosa lobbysta filo renziana massacrata in campagna elettorale dal comico e i suoi adepti a 5Stelle, ma una signora che va elogiata per la sua attività industriale innovativa rispettosa dell’ambiente e “del futuro dei nostri figli”.

In circa 10 minuti di filmato postati ad aprire la home page del suo Blog, dove compare con caschetto bianco accompagnato dalla Bastioli in un giro tra gli impianti dello stabilimento, Grillo non ha saputo resistere all’entusiasmo di trovarsi al cospetto di un ‘miracolo italiano’ e ha postato il video anche su Facebook e Youtube riscuotendo migliaia di visualizzazioni estasiate dei seguaci.

“Sei grande Beppe perché nessuno ne parla, questo sì che sarebbe giornalismo (rigorosamente in maiuscolo), meno male che esisti”, è stato uno dei commenti più sobri circolati in rete, tutti dimentichi degli improperi precedenti all’indirizzo della povera manager. Fatta oggetto di una campagna propagandista ingiuriante sui social fino all’accusa di essere, appunto, una parente dell’ex premier per avere illustrato alla Leopolda le qualità biotech della sua plastica e essere approdata alla presidenza di Terna poco dopo, fortemente sostenuta proprio da Renzi.

Anche se il picco di impopolarità fu raggiunto a gennaio scorso quando scattò la tassa di due centesimi per i sacchetti in dotazione nei supermercati. Per i pentastellati, Grillo in testa, la misura avrebbe favorito, guarda un po’, proprio la società di quella che nel frattempo era diventata per loro una “renziana doc”. Addirittura fecero circolare in Rete una fake news relativa ad un incontro strettamente riservato avvenuto qualche tempo prima tra Renzi e i manager dell’azienda nel quale avrebbe affermato che ci sarebbe stato bisogno di fare il possibile “per valorizzare questa eccellenza italiana”.

Le stesse parole di Grillo, che strano, solo pronunciate un anno prima che il politico showman se ne accorgesse

“Un’eccellenza italiana che deve essere valorizzata e conosciuta da tutti – ha detto con la sua verve che tutti conoscono – perché il rispetto per l’ambiente e il futuro dei nostri figli deve essere sempre al primo posto per tutti noi.  Questa realtà da proteggere – ha proseguito – dalle multinazionali che producono plastiche inquinanti e non vogliono concorrenti che fabbricano prodotti che salvano la natura”.

Un sostegno tanto sentito da spingerlo a prendere impegni in prima persona: “Quello che può fare un comico lo farà, quello che può fare un governo lo farà”.

Avvisati gli amici al governo, un endorsement che non potrà essere ignorato

Il clamoroso passo indietro, ovviamente, non è passato inosservato, a parlarne per primo è stato un servizio di ‘Milano Finanza’, men che mai da Renzi il quale su Twetter non si è lasciato sfuggire l’occasione per attaccare il guru a 5Stelle: “Bravo Grillo, ben fatto. Non è dunque l’azienda dell’amica della Leopolda: è ‘un’eccellenza italiana’. Quindi dove lo mettiamo il fango che mi avete gettato addosso quando hai fatto campagna elettorale sui sacchetti di plastica? Non dico scusarti, ma almeno potresti vergognarti”.

Difficile che accada, lui è pur sempre un ‘guitto’ che non conosce per definizione questo genere di turbamento interiore, in caso contrario farebbe un altro mestiere. Il politico a tempo pieno, ad esempio, che a certi livelli comunque gli potrebbe assicurare un certo benessere economico, in particolare se svolto con la leggerezza della sua antica ‘arte’. Siamo sicuri, non gli mancherebbero le platee interessate ad ascoltarlo e in qualche caso anche disposte a staccare  qualche biglietto per assistere allo spettacolo. Pensaci Beppe.

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