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Reddito di cittadinanza come la “tessera del pane” in guerra, Di Maio annuncia: “Ho dato già mandato di stamparne 5/6 milioni”, ma ci vorrà Internet per ottenerla

Come la tessera del pane della guerra, ma verrà distribuita fino a casa a tutti gli italiani che si trovano sotto la soglia di povertà i quali, però devono collegarsi a un sito Internet in funzione dal prossimo anno e compilare una scheda per accedere, se in possesso dei requisiti, all’assistenza.

di Peppe Papa

“Abbiamo già dato mandato di stampare i primi cinque/sei milioni di tessere elettroniche che saranno carte di credito come tutte le altre” ha annunciato il vice premier, Luigi Di Maio felice a “Piazza pulita” su La7, svelando qualche dettaglio di una legge che ancora non c’è, ma che soprattutto collide con le coperture finanziarie dedicate nella manovra di bilancio, insufficienti per soddisfare tutta la platea più o meno individuata degli aventi diritto.

Intanto, ammesso che il povero cristo che ha difficoltà a mettere il piatto a tavola per sé e la famiglia abbia nella sua disponibilità, oltre saperlo usare, un Pc collegato alla Rete, non è detto che alla fine riesca ad ottenere l’assegno visto che la sua erogazione è legata al redditto Isee del nucleo familiare, dove basta che qualche figlio percepisca poche centinaia di euro al mese per un lavoro precario, saltano i conti e addio benefit.

Inoltre, i 9 miliardi di euro destinati al provvedimento non basterebbero, la matematica non tradisce, a coprire la cifra occorrente (780 euro procapite) per i milio di persone stimate che ne avrebbero diritto. Comunque Di Maio ci crede con tutte le sue forze e non potrebbe fare altrimenti, dato che su questa misura ha investito molto del suo futuro politico. “Il reddito di cittadinanza – ha rilanciato nel corso della trasmissione della televisione di Urbano Cairo – sarà il più grande investimento sul capitale umano. Ogni beneficiario riceverà una tessera a casa ed una serie di impegni da prendere. Ho già dato mandato di stampare le prime cinque o sei milioni di tessere elettroniche”. “Prenderemo delle persone che oggi hanno difficoltà ad avere un reddito – ha spiegato – e gli diremo: hai un sito internet, che sarà pronto dall’anno prossimo,  accedi, ti identifichi con l’identità digitale e compili la tua scheda. Se hai i requisiti riceverai una tessera a casa e una serie di impegni da prendere”.

Niente file agli sportelli, dunque, ci penserà direttamente lo Stato a individuare i soggetti che ne hanno diritto. Il tutto, se va bene, entrerà a regime tra marzo e aprile, sperando che nel frattempo siano pronti i centri per l’impiego alla cui ristrutturazione sono stati destinati almeno un miliardo di euro.

“Avrete a breve tutti i dettagli” ha proseguito, anche se non ha mancato di anticiparne qualcuno tipo quello sulla distanza da casa per le offerte di lavoro che ‘pioveranno copiose’ spiegando che non sarà definita per “raggio di chilometri” ma “in macroaree”.  Aggiungendo, poi sarcastico, a proposito della possibilità che il provvedimento possa alimentare il lavoro nero che chi ne beneficerà “non ne avrà il tempo”, perché “queste persone saranno impegnate per tutta la giornata”. Amen.

Insomma, gli italiani stiano tranquilli, soprattutto i più indigenti (quanti sono? Non è chiaro),  il governo sta lavorando per loro che, per il momento, restano a bocca asciutta.

Del Reddito, se va bene se ne parlerà in primavera e beato chi ci arriva, tutto l’impianto della manovra economica presentata a Bruxelles è stata bocciata dalla Commissione Ue e dalle maggiori istituzioni finanziarie italiane e internazionali, lo spread volteggia sopra i 300 punti, la borsa balla, i mercati sono in fibrillazione e nessuno sa come andrà a finire.

L’impressione è che i soci dell’esecutivo gialloverde mirino al tirare a campare fino alle consultazioni di maggio per il rinnovo del parlamento europeo dove sperano di fare il pieno di voti e riuscire ad imporre la loro ricetta populista al resto del continente.

Il primo Ministro, Giuseppe Conte, ha detto chiaramente che nella risposta all’Ue sulla bocciatura della nostra Finanziaria “ribadiremo e puntualizzeremo gli effetti della manovra sulla crescita…e nel caso in cui l’Ecofin dovesse decidere di aderire alla raccomandazione della Commissione, chiederemo tempi di attuazione molto distesi. Questo tempo ci servirà per consentire alla manovra economica di produrre i suoi effetti sulla crescita e ridurre il debito pubblico”. E, se così non fosse, c’è sempre tempo per “una manovra bis”.

Certo, ma dopo le elezioni. Che è un messaggio subliminale ai propri elettori i quali devono rassegnarsi a non aspettarsi molto per i prossimi mesi rispetto alle promesse contenute nel contratto di governo firmato in pompa magna da Di Maio e Salvini. Non ci sono le condizioni per ottenere tutto come auspicato, ma “la lotta non si ferma”, serve avere fede. Ma gli italiani si sa è gente dagli umori mutevoli e non fa sconti quando le cose non si acconciano ai loro interessi: la mamma non si tocca, ma qualsiasi Dio è provvisorio.

3 Comments

  1. Pasquale falanga ha detto:

    Siete delle persone stupende spero che l’anno prossimo abbiamo tutto un lavoro così si sopravvivenza finirà e finalmente saremmo come le altre nazione bravo dimaio bravo e anche salvini sta facendo grande cose nn vi fermate mai perché la vostra politica è buona

  2. Paolo Desole ha detto:

    Ma …della pensione di cittadinanza (entrata in vigore presunta il 1 gennaio 2019) non se ne parla piu’ ? Per questo provvedimento la riforma dei centri per l’impiego non occorre !!! Si rimarra’ ancora al minimo del minimo ?

  3. ANTONIO ha detto:

    il reddito di cittadinanza anche per gli amici di Di Mauro?

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