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Ignorare mediaticamente gli autori dei cori offensivi negli stadi

Sono sicuramente parole importanti quelle dette da Ancelotti riguardo alle offese e ai cori razzistici negli stadi italiani, che si distinguono negativamente paragonando il clima che si vive negli stadi di tutta Europa rispetto ai nostri e sono sicuramente parole autorevoli dette da un tecnico come Carlo Ancelotti che ha frequentato gli stadi di mezzo mondo, quindi capiamo benissimo che un testimonial del genere possa aver così tanti sensibilizzato da suscitare un grande dibattito . Per contro, pur condividendo appieno il pensiero di Ancelotti riguardo al fatto di interrompere le partite non appena vi è un accenno di offese e cori razzisti, pensiamo che fosse una reazione di grande debolezza, un po’  come darla vinta e rendere eccessivamente  protagonisti queste frange di pseudotifosi presenti in tutti gli stadi italiani facendo sempre più proselitismo, sopratutto in questa stucchevole moda ormai presente in tutti gli stadi dei cori antinapoletani che si cantano a prescindere della loro presenza. In realtà come sempre, dare troppa importanza, alle manifestazioni dei tifosi riportando mediaticamente i loro striscioni, le varie contestazioni, violenze verbali o fisiche non fa altro che farli sentire talmente protagonisti  quanto i protagonisti in campo ed è chiaro che con questa sovraesposizione mediatica loro si sentano sempre più eccitati a partecipare al gioco, spesso con manifestazioni negative, che però non sono nemmeno fini a se stesse ma spesso anche frutto di una regia occulta che in qualche modo tenta di inserirsi nel tessuto politico ed economico del calcio ricattando le società. In realtà è molto facile creare dei trend e nonostante quello positivo creato dalle parole di un testimonial importante come Ancelotti che si è schierato apertamente contro queste manifestazioni denigratorie sugli stadi, a tutto questo corrisponde un altro trend esattamente opposto ed è quello che appunto esagererà sempre più con questi cori allo stadio perchè chi si diverte a farli, ora dopo che se ne è parlato così tanto ci proverà sempre più gusto per aver provocato tanto interesse e sentirsi al centro dell’attenzione ancor più di un gol di Ronaldo li soddisfa oltremodo e poi parlarne tanto si finirebbe per dare un potere enorme chi vi sta dietro a queste manifestazioni razzistiche, alimentando così una certa sottocultura di tipo territoriale, razzistico, dandogli questa veste pseudo politica di cui non abbiamo alcun bisogno,  approfittando così dei grandi vantaggi che i media offrono in questo senso, sia in televisione che sui giornali. Bisognerebbe ignorarli del tutto dal punto di vista mediatico e combattere in silenzio con tutte le organizzazioni sia delle società di calcio che quelle di pubblica sicurezza per arginare il fenomeno, e  punire duramente chi trasgredisce alle regole civili all’interno di luoghi pubblici e di aggregazione e non farne più menzione di certe bravate se non per puro e semplice diritto di cronaca, ma senza tutta quella retorica spesso anche istigante che il tifo eccessivamente fazioso di certi giornalisti fomenta. Se si vuole veramente arginare il problema oltre alle restrizioni legali bisogna innanzitutto silenziarli a livello mediatico, perché è solo negandogli la visibilità che si potrà zittirli!

Pit

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