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SENZA BUSSOLA Corruzione all’Asl Napoli 1: Beautiful, il neo melodico e il potere delle lenzuola

di Gennaro Prisco

Non so se esiste un libro di storia sull’Italia del ‘Potere e delle Lenzuola’. Se non c’è, qualche professore di Storia contemporanea potrebbe assegnare ad un suo studente una tesi di laurea sull’argomento.

Non è prurigine. Anzi lo è. E’ la malattia italiana. Gli italiani hanno nel Dna il forte desiderio improvviso di essere sfacciati, di non farsi mancare i piaceri di breve durata.

Non c’è cronaca politica o indagine della magistratura, che interessa amministrazione e criminalità, senza che ci sia la cronaca rosa delle relazioni pericolose tra tronisti e cenerentole o tra troniste e cenerentoli.

I creatori di “Beautiful”, William J. Bell e Lee Phillip Bell, che hanno prodotto la serie che dura da 31 anni per la CBS, probabilmente hanno pensato al nostro Paese nel descrivere gli incesti familiari, la corruzione morale nelle imprese, i ricatti nelle relazioni, il potere del denaro che tutto può tra affari e lenzuola.

Non siamo in casa Forrester, siamo a Napoli. Ospedale del Mare. Appalti d’oro. Relazioni clandestine. Trecento per cento in più di sovrapprezzo. Procedura d’urgenza. Stesse ditte create ad hoc. Acquisto alla produzione. Imprese del nord. Fatturazione alla Asl Napoli uno. Veloci come una saetta. Assegni pagati con rapidità.

Amanti: Vincenzo Dell’Accio a capo del piccolo network e la dirigente della Asl, Loredana De Vico.

Potere, lenzuola e prestanome. Associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. Questa l’accusa mossa nell’inchiesta condotta dalla Procura napoletana di Gianni Melillo e dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli.

Agli arresti domiciliari finiscono il fratello di Vincenzo, Rosario Dell’Accio, il padre Antonio, la sorella Claudia e, naturalmente, il factotum, la testa di legno, Gennaro Ferrigno. Insieme a loro sotto inchiesta anche il medico, Giuseppe Tortoriello e Gaetano Iorio che, dalla lettura delle cronache, si capisce che è un funzionario.

Potere, lenzuola, prestanome e la famiglia, tutti in questo Paese tengono famiglia come scrisse con acume il Flaiano.

Naturalmente tutti i protagonisti negano le accuse e sono difesi da studi legali di chiara fama che dichiarano di poter dimostrare la correttezza della condotta dei propri assistiti.

Intanto sono stati posti sotto sequestro soldi, preziosi e immobili per 850 mila euro.

Potere, lenzuola, prestanome, la famiglia e WhatsApp per festeggiare.

Non siamo a casa Forrester, siamo a Napoli. In Italia. Stiamo scrivendo di Sanità pubblica. Di cura. Di luoghi che dovrebbero essere al di sopra di ogni sospetto di cresta, di relazioni associate, di affari sulle malattie. Siamo dentro uno schifo che il governatore De Luca ha promesso di cancellare. Che adesso è sangue vivo e prurigine. E’ corruzione, è camorra.

La Dda di Firenze ha chiuso, nei giorni scorsi, le indagini relative a un’inchiesta su circa 6 milioni di lavori pubblici mai eseguiti commissionati dalla Asl 3 Napoli Sud di Torre Annunziata.

Il denaro pubblico, secondo l’accusa, che ha portato cinque arresti, è stato incassato da imprenditori considerati vicini ai Casalesi e poi riciclato in aziende del settore edile con sede a Caserta e Lucca.

Ma sono almeno una quarantina i fascicoli di reato aperti nei confronti di ospedali e Asl. Reati che adesso saranno accentrati all’esame di un unico pool di magistrati, come deciso dal Procuratore di Napoli.

Potere, lenzuola, prestanome, la famiglia, WhatsApp e torna sempre la ‘paura’. Perché poi non è solo la Sanità il fiore all’occhiello di questo tipo di relazioni e di condivisione di un modo d’essere e di agire. Tutti i settori della società sono malati di questa malattia qua. Tutti.

E anche se è può sembrare bizzarro per i lettori, un fatto di cronaca rosa nero che ha coinvolto il cantante neomelodico Tony Colombo nelle settimane scorse, pur in una diversa trama non cambia, dà la misura di quanto siano diffusi gli intrecci e di quanto questi possono diventare pericolosi se si aggiunge anche l’ingrediente dell’onore.

Tony Colombo è un divo del panorama musicale del ventre della metropoli napoletana. Una sua serenata ad una sposa di San Giovanni a Teduccio, qualche settimana fa, bloccò la viabilità, tanto per comprenderci.

Successo, potere, lenzuola, canzoni. E a Secondigliano, la House Colombo Dreams. La casa discografica del cantante viene crivellata di colpi. Il perchè? Secondo gli investigatori per la sua storia d’amore con Tina Rispoli, vedova di Gaetano Marino e cognata di Gennaro, il boss delle Case Celesti massacrato a Terracina.

La loro storia non è mai stata tenuta segreta, ma i colpi risuonano lo stesso perché se è amore autentico non va bene. Stride. Può mettere in discussione il “sistema”, che, come quello della Sanità, ammette le relazioni pericolose se il gioco degli affari vale la candela. Questo non ha compreso il Vincenzo dell’Accio, amante di Loredana De Vico. Amante per convenienza per quindici lunghi anni, secondo quanto trascritto dalle intercettazioni. Adesso lei sostiene che l’ha amato, ma non l’ha favorito. Non vi viene da ridere?

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