SENZA BUSSOLA Corruzione all’Asl Napoli 1: Beautiful, il neo melodico e il potere delle lenzuola
novembre 26, 2018
Di Maio, Di Battista, la Manovra e gli affari di famiglia: M5S sempre più in affanno
novembre 28, 2018

Napoli, qualificarsi agli ottavi sarebbe una grande impresa, diversamente sarebbe la normalità!

Lo scialbo pareggio con il Chievo nell’ambiente locale e non,  ha scatenato critiche isteriche e proprio per questo eccessive da parte di una certa stampa e di quei tifosi troppo condizionati dai salottini televisivi del calcio. È fin troppo facile fare i fenomeni dalle proprie poltrone di casa o lautamente pagati per questi stucchevoli processi in tv, per salire e scendere dal carro a seconda dell’onda populistica piu conveniente da cavalcare, dove di settimana in settimana si montano ad arte, polemiche postume al risultato di giornata, opposte a difese a oltranza della parte opinionistica  più aziendalista . Sarebbe molto istruttivo e formativo che a fine stagione invece di fare programmi altrettanto insulsi sul mercato, si mandassero in onda stralci di tutte le opinioni sciorinate durante l’anno calcistico e invece ci si dimentica delle sciocchezze dette  e si ricomincia ogni anno dicendo sempre le solite amenità puntualmente smentite dai fatti. In realtà il calcio è sempre uguale, vi sono  tre risultati a disposizione di chi partecipa a questo sport,  si vince, si pareggia e si perde a seconda delle prestazioni che si producono in una partita da parte dei  protagonisti del gioco, arbitri compresi, perché è innegabile che anche queste terze parti fanno parte del gioco. Fra questi protagonisti ci sono quelli che hanno più qualità individuale e globale e quelli che ne hanno meno, il tutto mixato anche ad altri aspetti come quelli del caso episodico, della fortuna, della maggiore organizzazione, mentalità, concentrazione, perseveranza, preparazione fisica, dietetica, professionale, ma anche di infortuni, momenti di forma, squalifiche, pressione ambientale e appunto di tenuta psico fisica alle tensioni di tutta una stagione. È affascinante occuparsi di tutto questo durante l’arco dell’anno, ed è legittimo criticare e commentare di volta in volta lo svolgimento del campionato e le prestazioni dei protagonisti in campo. Quello che va meno bene, è di sparare sentenze anticipate per fare i fenomeni anche perché in linea di massima non bisogna essere degli scienziati del calcio, per sapere in teoria chi sarebbero i più forti e favoriti a vincere, a retrocedere o da mezza classifica, però neanche vi si può scommettere la vita che i verdetti siano già certi a novembre nonostante le evidenti differenze fra le contendenti, anche perché queste previsioni spesso vengono smentite ad ogni turno e non sono certe nemneno a gennaio e in tanti casi nemneno a fine aprile figuriamoci a novembre  perché di rimonte clamorose o anche sorpassi allo sprint finale nella storia del calcio non si contano. E allora qual’è l’utlità di anticipare un verdetto che nessuno  conosce? Un film già visto può tranquillamente essere spoilerato a chi non l’ha visto, ma nel calcio non funziona così, perché questa serie Tv che è il campionato di calcio si gioca in diretta e nessuno conosce in anticipo il risultato, per quanto intuibile viste  le rispettive forze in campo, ma non è che bisogna essere dei gran fenomeni per scoprire che l’assassino del campionato sarà sempre  la solita signora omicidi chiamata Juventus, perché è talmente logica come sospettata che diventa pure banale dirlo. La Juventus è da anni il club nettamente più ricco, potente organizzato e con la squadra più forte, è chiaramente più logico che debba sopraffare sempre tutte le avversarie almeno in Italia.  Colpevolizzare chi gli arriva dietro è talmente stupido che non vale nemmeno la pena parlarne. Sarebbe invece più interessante parlarne quando queste ovvie gerarchie nel calcio diano la sensazione che possano essere ribaltate come è capitato  al Napoli nelle stagioni scorse, perché gli azzurri per ben due campionati sono stati in testa almeno per due terzi del campionato, quindi dimostrando fattivamente che la possibilità di superare i più forti opponendo gioco, risultati, voglia di vincere, applicazione e tutto il resto poteva dare la possibilità di arrivare primi, poi se tutto questo è mancato per svariati motivi, tipo perché in società si è voluto credere che bastavano quelle qualità per raggiungere l’obiettivo e magari risparmiare sui costi di mercato invernale, se poi avesse inciso la scarsa tenuta mentale di un allenatore poco esperto a gestire sia se stesso che  una squadra a certi livelli, se l’ambiente a un certo punto destabilizza perché diventa troppo oppressivo, vittimista e instabile, e tutto questo  faccia si che non si riesca a superare tutti gli ostacoli, cosa poterci fare? Criticare? Va bene, ma resta pur sempre il fatto che gli altri si sono dimostrati superiori a livello globale e di tenuta mentale e questo va accettato perché è nella norma delle cose, è la dura legge dello sport anche se in campo non si evidenziava questa superiorità, ma nel calcio per poter vincere e superare tutti, bisogna avere più frecce al proprio arco, e più  argomenti a favore,  e soprattutto le motivazioni e la forza mentale che consente di gettare il cuore oltre l’ostacolo.  Diversamente poi basta un niente per far cascare tutto il castello che si è costruito. È andata così, bisogna farsene una ragione come bisogna farsela se anche per quest’anno il risultato fosse per l’ottava volta identico si precedenti, perchè questa sarebbe la normalità, l’impresa sarebbe quella di vincere contro i più forti, non la vergogna per essere vinti. Ma questo è quello che in parte sapremo in un’altra competizione come la Champions  già fra qualche giorno che arrivano i primi verdetti,  perché se il Napoli di Ancelotti dovesse qualificarsi agli ottavi  a scapito di una fra Psg e Liverpool avrebbe appunto ribaltato qualsiasi pronostico scontato  della vigilia di questo girone, perché innegabilmente quei due top club sono di gran lunga e globalmente più forti del Napoli e consentirsi di averli battuti entrambi è motivo di grande orgoglio qualora si completasse l’opera. Quindi come volevasi dimostrare  perché precludersi prima facendo i fenomeni dell’ovvio con pronostici nefasti, lo sfizio e la speranza di potercela fare anche se teoricamente inferiori? Vale per la Champions e vale per il campionato, del resto il Chievo ultimo in classifica non è riuscito a fermare il Napoli che fin qui aveva dominato a sua volta squadre fortissime come Liverpool e Psg? E allora se si accetta che il Napoli possa farlo perché non si accetta che qualcuno lo faccia al Napoli così come ha fatto il Chievo? Ciononostante la stagione è lunga e di queste sorprese ancora se ne vedranno,  fermo restando la forza dei più titolati  avversari, ma nel calcio vale sempre la pena attendere prima di condannare qualcuno, non costa niente e si evitano brutte figure da incompetenti, stupidamente saccenti!

Pippo Trio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *