Napoli, oltre ad Atalanta e Liverpool, costretto a sconfiggere pure quei gufi sarristi
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A Napoli stanno a ‘peliare’ anche quando si vince

Antoine, eccentrico cantante francese anni ‘60 cantava:

“Tu sei buono e ti tirano le pietre .
Sei cattivo e ti tirano le pietre .
Qualunque cosa fai,
dovunque te ne vai,
tu sempre pietre in faccia prenderai .
Tu sei ricco e ti tirano le pietre,
non sei ricco e ti tirano le pietre .
Al mondo non c’è mai,
qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così finché vivrai .
Sarà così .
Se lavori, ti tirano le pietre,
non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai,
capire tu non puoi,
se è bene o male quello che tu fai.
Tu sei bello e ti tirano le pietre .
Tu sei brutto e ti tirano le pietre .
E il giorno che vorrai,
difenderti vedrai,
che tante pietre in faccia prenderai!
Sarà così finché vivrai”.

Questa è una canzone perfetta per descrivere il modo di un certo tipo di  giornalista locale fazioso che si spaccia per opinionista obiettivo,  quando si tratta di giudicare la propria squadra di calcio. Prima della partita con l’Atalanta tutti temevano questo match insidioso dove solo un paio di settimane fa la grande Inter, quella che secondo molti sarebbe la vera antagonista della Juventus per lo scudetto, ci aveva lasciato le penne prendendo un’imbarcata di gol, mentre il Napoli pronti via và in vantaggio e potrebbe farne tre solo nel primo tempo, pur giocando senza entusiasmare e soprattutto lasciando l’iniziativa agli avversari che grazie ad un tiro svirgolato in area che mette Zapata in condizione di realizzare il gol dell’ex, quello che un paio di anni fa fu scartato già in ritiro come se avesse la peste. Questo predominio territoriale atalantino,  non è affatto piaciuto ai nostalgici del giro palla di antica fattura, che ormai già all’80esimo temevano più la disfatta totale che non la vittoria all’ultimo respiro, che già  pregustavano sette giorni di polemiche, critiche esagerate, pianti, frizzi, lazzi fra sarriani e ancelottiani, finché  a un certo punto, a poco meno di 10 minuti dalla fine entra Milik, il polacco che come dicono gli espertoni della tribuna stampa, “fà pere & pere” ed è proprio così che la butta dentro, controllando a “mazzo” un ficcante cross dell’imprevedibile migliore in campo Mario Rui e scaraventa in rete per quegli increduli iettatori che già avevano organizzato il funerale al Napoli di Ancelotti e il trigesimo al  campionato. Tuttavia, non è bastata la vittoria sporca negli ultimi minuti per scoraggiare questa variopinta fauna di uccellacci del malaugurio ed eccoli che tornano sui loro trespoli preferiti nonostante impallinati da Milik e giù critiche sulla tattica rinunciataria di Ancelotti, sulla scarsa forma fisica degli azzurri, sulla vecchiaia incipiente di Hamsik, l’inadeguatezza insolita di Callejon, i soliti tiri a giro di quel montato di Insigne, l’evanescenza di Mertens, il gol stragugiato da quel cammellone di Fabian Ruiz che una ne indovina e cento ne rovina, insomma sembrerebbe quasi che il Napoli abbia perso e invece  di apprezzare il ritorno a 8 punti di distanza dalla Juventus per niente scontato  visto che  prima del match ne aveva 11 in più, dopo questa importantissima vittoria sembra che siano diventati addirittura  18. Prima della partita dicevano che se il Napoli avesse perso sarebbe finito il campionato, manco fossimo già a maggio e non siamo nemneno a Natale, anzi nemmeno all’Immacolata, poi il Napoli addirittura la vince e sembra che l’abbia persa. Ma cos’è che frulla in queste teste di rapa degli opinionisti locali e di certi pseudo tifosi? Ma perché quando altri,  tipo Juventus e Inter vincono partite sporche, faticando, stentando, o come amano piangere,  persino rubando si dice che l’unica cosa che conta è vincere, e poi talvolta il Napoli impara a vincere in modo cinico, improvvisamente diventa preoccupante? Ma non è che ad essere preoccupante è questo opinionismo da poltrona dallo psicanalista? Ma che tipo di allergia provoca una vittoria del Napoli di Ancelotti a certi fedelissimi del Sarrismo? O forse sono emorroidi provocati dal  troppo tempo passato in poltrona urinandosi addosso quei pisciatoni di editoriali dove si dice tutto e il contrario di tutto, sproloquiando citazioni e latinismi? Ma che problemi hanno che stanno sempre a ‘peliare’? Stiano sereni, il Napoli ha vinto, v’è tutta una stagione avanti per godersi le emozioni del calcio di partita in partita, e poi che “fretta c’era, maledetta primavera’ se non siamo ancora a Natale? Va bene gufare il Napoli, perché vedovelle inconsolabili del nulla assoluto, ma perché accorciarci tutti la vita, compresa quella delle vedove? Se ne facciano una ragione, il campionato non è finito, per fortuna di tutti, altrimenti i primi a doversi trovare un lavoro serio sarebbero questi criticoni, e invece adesso gli tocca far diventare anche il  Frosinone, come fosse il Real Madrid… quando poi si dice che contro il  Napoli cacciano tutti la scienza!….

pit

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