Il calcio non mente mai: Napoli e Inter hanno meritato di uscire
Dicembre 12, 2018
Salvini ‘piglia tutto’! M5S giù nei sondaggi, scatta la rappresaglia
Dicembre 11, 2018

Sta nascendo il Napoli di De Laurentiis del futuro, da Meret a Ounas e Younes le prime avvisaglie

Ancelotti fra i compiti del grande allenatore che dovrà riconfermare se non addirittura portare al successo la vecchia squadra fondata da Benitez lavorata e plasmata da Sarri e mentalizzata da egli stesso per chiudere un ciclo durato ormai già oltre i canonici 5 anni di progetto stile De Laurentiis, avrà pure il compito in contemporanea di traghettare e proiettare in modo indolore la squadra attuale a quella del futuro. Le prime avvisaglie si sono già palesate in questo inedito comportamento di Ancelotti che mai in vita sua ha praticato così tanto il turn over, neanche dove avrebbe potuto farlo di più come al Real con quei campioni gia collaudati che aveva in panchina. È chiaro che De Laurentiis abbia affidato a lui la missione impossibile di riuscire a mantenere l’attuale Napoli ad altissimi livelli e contemporaneamente rivalutare il prodotto interno di tutti quei giovani su cui il Napoli anno dopo anno sta investendo e individuare su quali di questi puntare per il Napoli del futuro e quali acquisire dal mercato. Siamo ragionevolmente certi che è questa la mission di Ancelotti e lo dimostrano i turn over corposi che sta facendo in campionato individuando i 14 elementi titolari su cui puntare nelle grandi partite o per gli obiettivi prioritari da raggiungere come quello decisivo della qualificazione agli ottavi di Champions. Certo, questa del turn over è una strada complicata, bastano alcune scelte sbagliate per perdere terreno nei confronti di una squadra schiacciasassi come la Juventus più forte di tutti i tempi, e sono state proprio partite come Sampdoria e Chievo,  più che il primo scontro diretto perso a far allontanare la Juventus ad una distanza che sembra già incolmabile dal momento che dai bianconeri non vi sono segnali che facciano sospettare che possano perdere punti a breve nonostante partite più impegnative. Malgrado ciò, il Napoli di Ancelotti, come negli anni precedenti, il suo lo sta facendo perché sta a soli tre punti dalla squadra dei titolarissimi dello scorso anno, con la differenza che questa squadra spesso gioca con formazioni diverse e ancor più spesso del tutto inedite le une all’altre figuriamoci confrontate a quelle dello scorso anno. Certo, quei tre punti di differenza con la squadra fissa di Sarri sono stati il dazio che si è dovuto  pagare al notevole cambiamento, e tutto sommato se non si fossero persi due punti con il Chievo,  che non per il turn over praticato finora, oggi il Napoli viaggerebbe preciso come un orologio svizzero alla stessa velocità dello scorso anno. Con il Chievo non si è pareggiato per un eccesso di turn over ma perché si sono utilizzati probabilmente troppi doppioni nella stessa formazione iniziale affollando il reparto di attacco di troppi esterni con i vari Ounas, Insigne, Mertens e Callejon sulla stessa linea con in più un centrocampista offensivo come Zielinsky ad affollare la tre quarti che ha consentito al Chievo di prevalere a centrocampo e controllare meglio la partita al punto di riuscire a pareggiarla nonostante la differenza tecnica evidente anche con le seconde scelte di Ancelotti. In sostanza, pur essendo il Napoli superiore per qualità, sono state le scelte tattiche a condizionare quella partita e in più la tenacia del nuovo tecnico del Chievo a conquistare punti, dato lo scarso rendimento che la squadra clivense avesse prodotto con il vecchio allenatore. Insomna il classico incidente di percorso causato da troppa sicumera nelle scelte e da una squadra avversaria incontrata nel momento sbagliato perché concentratissima a non perdere. Detto questo, Ancelotti ha poi corretto il tiro nei suoi turn over che continua a praticare in modo corposo, infischiandomene delle critiche, presentando però in campo squadre che seppure diverse, ma sicuramente più equilibrate come quella presentata contro il Frosinone dove addirittura ci si è potuto permettere di far esordire Meret, far ritornare uno splendido Ghoulam consentendogli dolcemente di superare i fantasmi degli infortuni e a piccole dosi farli superare anche a Younes, tutti insieme  inseriti in un contesto più protetto dal centrocampo e dalla difesa dove Luperto mette a segno l’ennesima buona prestazione in luogo di controfigura di Albiol, e dove a centrocampo con Allan, Hamsik  e uno Zielinsky ritrovato e premiato per il gol di Bergamo,  ed è così che è stato più facile sostenere sulla tre quarti Ounas e i due attaccanti Insigne e Milik senza il bisogno di spremere per tutta la partita i titolarissimi che giocheranno in Champions e inserendo a partita ormai messa in ghiaccio i vari Diawara, Rog e aumentargli il minutaggio permettendosi addirittura di far  esordire Younes per farlo inserire al momento giusto nel tessuto collaudato di squadra. Diciamo pure che se con il Chievo Ancelotti fu un tantino superficiale nel turn over, stavolta ha compiuto un capolavoro, non solo perché pur cambiando sette uomini il Napoli ha stravinto, ma perché è stato capace di mandare in campo una squadra più equilibrata, e contemporaneamente aver aumentato il minutaggio di certi calciatori come Ounas e Luperto consentendogli di fare ulteriore esperienza facendoli partire da titolari e aver fatto rompere contemporaneamente il ghiaccio a tutti gli ex grandi infortunati che solo in partite come queste potevano superare quel gap psico fisico e ricominciare a trovare la condizione. Ancelotti con questa partita ha praticamente confermato quale debba essere il suo compito e solo uno con il suo carisma, la sua qualità tecno-tattica e la sua esperienza poteva essere in grado di svolgere. Siamo certi che la società abbia affidato a lui non solo di riconfermare quanto di buono questo gruppo  abbia fatto fin qui, ma anche di individuare gli eventi del futuro che dovranno sostituire al meglio le dolorose ma fruttuose partenze eventuali di Koulibaly, magari quella ancor più conveniente nel rapporto qualità prezzo di Hisay, poi magari si dovrà pensare a come sostituire un giorno calciatori avanti anagraficamente come Albiol, Hamsik, Mertens, e crediamo che Ancelotti comincerà a provare il giovane Luperto, il più esperto Maksimovic, altri da individuare sul mercato, a centrocampo puntare ancora su Allan, poi decisamente su Fabian Ruiz, Zielinsky qualora non ci fossero offerte scandalose, poi scegliere fra i vari Rog, Diawara e in futuro magari chissà anche Machach e scoprire chi fra questi dovrà far parte della rosa. Poi ci sono gli osservati speciali sul mercato interno come Tonali, Barella, Lazzari, il solito Chiesa, ma in questo caso bisognerà ancora valutare meglio lo stesso Ounas e Younes che lasciano ben sperare altrimenti non si capirebbe perché il Napoli avesse in casa così tanto esterni di attacco. Sul fronte di attaccanti puri non dimentichiamoci che il Napoli è sempre proprietario di Inglese, che Milik ha ancora 24 anni, che Insigne è sulla via della consacrazione internazionale, che in Primavera gioca alla grande un giovane come Gaetano che sta mostrando qualità impressionanti chiaramente da valutare a livelli più alti. Insomna se conosciamo bene ormai dopo 15 anni le strategie di De Laurentiis, piaccia o non piaccia sarà ancora  questa la strada che il presidente percorrerà  per il futuro, e siamo  altrettanto certi che come in passato si puntó su Benitez per fondare la squadra e cominciare un ciclo che poi con il tecnico spagnolo non si è concluso, stavolta si punterà non solo a far concludere nel migliore dei modi quel ciclo ad Ancelotti in parte fallito da Sarri, ma anche ad affidargli il prossimo ciclo e altri cinque anni ad altissimi livelli individuando calciatori e strada da percorrere per confermarsi fra le squadre più forti in Europa, magari a partire già da Anfield Road… e immaginatevi cosa accadrebbe nel  caso a risolvere la partita fosse un calciatore come Zielinsky o addirittura Ounas entrando dalla panchina…. le loro azioni salirebbero vertiginosamente. Restiamo con i piedi per terra anche perché per ora da usare parti ci accontetereni di qualificarci in qualsiasi modo anche per classifica avulsa, poi per quanto riguarda il resto, sarà tutto grasso che cola e chiaramente ben accetto.

Pippo Trio

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *