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Coppe europee più credibili con la vecchia formula dei confronti diretti, quella a gironi è ridicola!

Dopo gli scempi di ieri sera visti sui campi dell’ultimo turno della fase a gironi è sempre più chiaro che questa formula introdotta da quando è cambiato anche il nome del torneo, da Coppa dei Campioni a Champions League facendone un mix della vecchia manifestazione con la altrettanto vecchia Coppa Uefa, dove  partecipano  al torneo non solo tutte le squadre vincenti dei campionati europei ma anche le seconde, terze e in alcuni casi anche le quarte, con tutta una serie di parametri che fanno riferimento al ranking europeo delle nazioni che vi partecipano. Per cui già questo fa sì che questa Champions e anche l’Europa League sono ambedue tornei declassati, perchè diventati un misto fritto di squadre fra grandi, medie e piccole dove talvolta capita che all’interno di certi gironi che una squadra può perdere tre partite su sei e qualificarsi a scapito di una squadra che ne perde solo una magari anche solo di misura ed esce dopo aver condotto sempre da prima in classifica come è capitato al Napoli, che già qualche anno fa uscì a 12 punti per la sola differenza reti, mentre altre squadre in altri gironi passavano addirittura con sei o sette punti. Certo, con queste regole è giusto così, e va accettato, però è inaccettabile vedere squadre detentori del trofeo, finaliste, altre squadre prestigiose tipo Real Madrid che prendono una goleada in casa senza fare nemmeno il gol della bandiera contro una squadra nettamente più scarsa, come troviamo ugualmente discutibile che la Juventus favorita della manifestazione che  prende una scoppola dagli svizzerotti dello Young Boys. Vero che nel calcio ci sta tutto, però avremmo voluto vedere se fosse accaduto in contesto di eliminazione diretta, ma ci sta pure che questi club approfittino di essere già qualificati per far riposare i propri titolari buttando dentro i rincalzi e senza metterci eccessivo furore agonistico concedendo a squadre minori risultati prestigiosi acquisiti con grande facilità. E allora dove e finito quell’obbligo delle squadre a mandare in campo sempre la squadra migliore in rispetto delle regole?  Lo stesso Liverpool  avversario del Napoli nel girone si è messo a giochicchiare e a concedere vittorie prestigiose a Belgrado e a Napoli a squadre sicuramente inferiori, magari meno il Napoli della Sulla Rossa, tranne che quando il risultato non fosse decisivo, surclassando queste squadre per intensità e furore agonistico, perché poi diversamente è inaccettabile vedere tutta un’altra squadra a Napoli Belgrado e Parigi e poi trasformarsi in casa dove rende a tutti pan per focaccia facendo la grossa come fanno gli adulti con i bambini. In ogni caso e al di là dei risultati del Napoli, gli altri  risultati delle singole partite durante tutta la fase a gironi delle due coppe è quanto di più ridicolo e poco credibile ci sia nel calcio, che poi in epoca di scommesse sportive diventano davvero inaccettabili. Va bene che siamo in un’era dove il calcio moderno è inteso soprattutto come grande affare economico, magari anche geopolitico e bisogna coinvolgere tutti nel grande carrozzone itinerante, quindi far partecipare proprio chiunqueaf ogni latitudine come accade anche per i mondiali, ma c’è modo e modo per farlo, intanto perché al primo e più prestigioso torneo continentale dovrebbero parteciparvi così come un tempo solo ed esclusivamente le squadre vincenti dei propri campionati, con l’unica eccezione come una sorta di wild card al  detentore del trofeo, anche per dare maggiore importanza agli stessi campionati, incentivando tutti a vincerli anziché accontentarsi di arrivare secondi, terzi e quarti, tanto il premio è uguale. E poi sarebbe sicuramente più credibile e meno pilotabile gestire un torneo ad eliminazione diretta, anche se poi questa formula chiuderebbe la possibilità di partecipare già dopo due partite ed essere eliminati, e allora se proprio dover partecipare tutti garantendo uguale visibilità si potrebbe finalmente allestire e istituire  questa famosa Lega europea di Serie A individuata nella Champions e di Serie B per l’Europa League dove tutti incontrano tutti nel più classico torneo a punti premiando dal primo all’ultimo in classifica con vari incentivi a seconda del posto in cui ci si classifica. Sarebbe sicuramente più credibile e anche più affascinante dal punto di vista economico e geopolitico perché si redistribuirebbero in egual misura tutte le risorse fra sponsor, diritti, e persino dare la possibilità a tutti i paesi partecipanti di incrementare l’offerta turistica e culturale con tutto l’indotto che ne deriva. Inoltre, essendo una competizione a punti dove vincerebbe chi ne farà di più, difficilmente si vedrebbero scivoloni ripetuti come quello di ieri sera del Real, della Juventus e di altre squadroni sparse anche stasera per l’Europa League. Tutto questo è importante soprattutto per la credibilità e la trasparenza, perché forse qualcuno non ci dice che in questo calcio milionario, rutilante tutto lustrini televisivi, diritti vari, sponsor star e starlette fra i vari testimonial più prestigiosi, che sicuramente producono un notevole fatturato al’intero sistema,  ma i soldi veri, non i milioni, ma i miliardi li producono soprattutto il mondo delle scommesse sportive, che più di pay tv, sponsor e quant’altro dettano e condizionano i calendari, i palinsesti, e magari indicano e impongono anche altro per chiare esigenze di business coinvolgendo ormai in questo mondo infinito delle scommesse tutti i campionati di calcio esistenti sul pianeta, dai massimi fino a quelli dilettantistici e persino a Primavera e femminili spalmando e mixando gli spezzatini di ogni campionato per ogni giorno e ora della settimana per meglio riempire il palinsesto quotidiano e confondere la testa degli scommettitori,per poter incassare il massimo ogni giorno. È falso il luogo comune che vorrebbe che sia  la pay tv a imporre i calendari e gli orari delle partite, perché la maggior parte delle  manifestazioni calcistiche presenti sui palinsesti dei bookmakers neanche si vedono in televisione, quindi sarebbe ora di sfatare questa diceria. Chi vi scrive è fra i primi a divertirsi scommettendo, alcuni lo fanno nemmeno tanto per divertirsi, altri addirittura pensano che sia come investire in borsa e allora non è accettabile che ci siano partite poco credibili nel risultato quando si muovono a tal proposito somme incalcolabili. come ad esempio quella  di ieri sera a Madrid, dove nel ricco bouquet di possibilità delle scommesse offerte per ogni singola partita quella del Real si sono  sputtanate non solo le varie martingale scommesse multiple o accoppiate scoppiate , ma anche giocarla singola si è rivelata una trappola letale,  perché pur accettando uno scivolone che può capitare a tutti,  ipotizzare che il Real perdesse in casa per tre gol, senza farne nemmeno uno e neanche la possibilità di giocarsela a super over significa essere poco credibile. E  ieri molti scommettitori fra quelli che investono in scommesse  somme considerevoli sono andati a capofitto mentre i bookmakers fare il pieno degli incassi ma chiaramente non solo per il Real, ma anche per la Juventus e chissà anche per lo United ambedue per ovvi motivi con quasi l’obbligo di vincerle, per passare primo Se il calcio continuasse su questa falsariga del finto spettacolo, nell’esaperazione del mondo delle scommesse, e non sarà mai più un mondo senza alcuna parvenza di, trasparenza, un mondo corretto e gestito con regole certe farà la fine del pugilato, praticamente uno sport ormai non più ai livelli di un tempo, e inoltre vi ssrebbeto anche da chiarire quali interessenze, relazioni e connessioni vi siano fra il mondo delle scommesse e i produttori di calcio fra le istituzioni che lo organizzano e lo amministrano fino ai proprietari dei club, allenatori, calciatori e quant altri anche nel mondo dei media. Se qualcuno è veramente informato correttamente e provatamente su queste interrelazioni fra il business scommesse e quello sportivo, ci piacerebbe capirne di più, perché vi è veramente bisogno di rifletterci. Sospettiamo che non sono le varie Juventus del mondo a pilotare e indirizzare i campionati ognuno nella propria nazione ma che vi sia un sistema più complesso e articolato che coinvolge tutti in senso piramidale e a seconda dell’importanza gerarchica e politico economica che si ha all’interno del sistema, e chissà che ancora una volta un personaggio sempre bistrattato dai potenti come Zeman non abbia lanciato l’ennesimo messaggio-verità in questo senso, affermando sibillinamente fra una cosa e  l’altra in una delle sue ultime interviste, che i sistemi nel calcio  che decidono a tavolino campionati e partecipazioni e quant’altro in modo preventivo, esistono dovunque e non riguardano solo club potenti come la Juventus. Non ci  resta che pensare che vi fosse una Calciopoli del calcio mondiale ancora più occulta di quella che abbiamo già scoperto in parte in Italia qualche anno fa e che la di là di qualche capro espiatorio come Moggi non ha prodotto bonifiche. Del resto pure nell’acqua FIFA e all’Uefa con Blatter e Platini si sono dati in pasto al pubblico solo due capri espiatori ma deve esserci sicuramente dietro dell’altro.

Pit

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