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A pranzo per il Paese: patto Renzi-Calenda siglato in ‘trattoria’

Mentre il Pd continua a trascinare avanti il proprio inutile congresso e il governo di Lega e M5S vara la sua manovra ‘farlocca’ dettata da Bruxelles senza che l’opposizione in parlamento sia in grado di dare segni di vita, Matteo Renzi e Carlo Calenda si incontrano a pranzo in una “appartata ‘trattoria’ romana” per discutere dell’attuale situazione politica, le vicende interne al Pd e, soprattutto, delle prossime elezioni europee.

di Peppe Papa

Mentre il Pd continua a trascinare avanti il suo inutile congresso e il governo di Lega e M5S vara la sua manovra ‘farlocca’ dettata da Bruxelles senza che l’opposizione in parlamento sia in grado di dare segni di vita, Matteo Renzi e Carlo Calenda si incontrano a pranzo in una “appartata ‘trattoria’ romana” per discutere dell’attuale situazione politica, delle vicende interne al Pd e, soprattutto, delle prossime elezioni europee.

A rivelarlo è stato Dagospia con un ‘informatissimo’ retroscena che ha riferito di un incontro durato almeno un paio d’ore, dove i due hanno probabilmente stipulato un’intesa a proposito delle cose da fare in funzione del futuro politico del Paese a medio e lungo termine. Come ha confermatolo stesso ex ministro dello Sviluppo Economico su Twitter una volta che il tète à tète era stato scoperto e reso pubblico: “Pranzo con @matteorenzi andato molto bene. Abbiamo parlato a lungo, ci siamo confrontati su passato, presente e futuro. Avremmo dovuto farlo tempo fa. Errore di entrambi. Ma meglio tardi che mai”. “Era ora”, hanno commentato i suoi numerosi follower affascinati dall’idea di dare vita ad un rassemblement “Repubblicano” liberale e riformista da opporre alla deriva populista e sovrasnista che ha preso piede, come abbiamo visto, in Italia e in Europa.

Il che non vuol dire necessariamente dare vita ad un nuovo partito. Anzi, meglio che il Pd resti in vita e, risolti i suoi tormenti riesca, a compattare quel che resta delle vecchie tradizioni politiche novecentesche catto-comuniste che ancora rappresentano una fetta non trascurabile di Paese. Con loro si potrà dialogare e, perché no, recepire qualche buona dritta in tema di diritti civili e redistribuzione delle risorse.

Entrambi, intanto, si sono chiamati fuori dai giochi congressuali e spostato la battaglia sul piano della rappresentanza di una opposizione integerrima al “governo del cambiamento” che non perdono occasione di bacchettare.

Il fatto, poi che i due per questioni di carattere, non si siano mai presi, passa del tutto in secondo piano quando, dopo quattro chiacchiere franche davanti a un piatto di pasta fumante, si ha la consapevolezza di poter decidere dei destini milioni di persone, a prescindere dalla propria parte recitata in commedia.

Difficile che Renzi rinunci al ruolo di protagonista, questo è evidente a tutti, ma a Calenda, per sua stessa ammissione “uomo del fare”, non pare che la cosa disturbi più di tanto. Almeno fino al prossimo step.

2 Comments

  1. Giovanna Borrello ha detto:

    Finalmente una buona notizia

  2. Alda ha detto:

    Speriamo che il dialogo porti risultati concreti a noi che amiamo il nostro paese e l’UE siamo progressisti e vogliamo un futuro per i nostri figli. Evviva questo incontro!

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