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De Laurentiis-Ancelotti,”Mission impossible”: lo scudetto per cedere il Napoli al massimo del valore

Ancelotti, non può essere venuto a Napoli per fare progetti a lunga scadenza che prevedano solo la valorizzazione dei giovani per farne plusvalenze future,  il costo del suo ingaggio è comunque alto, insieme al suo staff costerebbe comunque almeno  15 milioni lordi ogni anno, il suo pedigree non è di quelli che gli consentirebbero di ricevere un ingaggio top per fare sempre secondo o terzo, potrebbe guadagnare il doppio senza vincere allenando in Cina o negli Emirati Arabi. È abbastanza chiaro che stavolta il progetto non può più essere esclusivamente la qualificazione in Champions, anche perché partecipare a quel torneo ed essere puntualmente sbattuti fuori è frustrante, a lungo andare si rivelerebbe non più un grande affare e si potrebbe correre pure il rischio che con la risalita di Milan e Inter in un’annata non felice per i colori azzurri di rimanerne fuori, il che sarebbe deleterio per le finanze e le aspettative di De Laurentiis visto il monte ingaggi raddoppiato della rosa, e poi figuriamoci il pubblico quanto accetterebbe sempre di buon grado e senza contestazioni la cessione dei suoi top player emergenti.  Ed a proposito di pubblico, non è che si possa ancora contenere l’esigenza,  la voglia e la fame atavica di vincere dei tifosi ormai abituatisi a questi livelli soprattutto pensando al vecchio Napoli degli scudetti e dei top player con Maradona,  e che ormai non si accontenteranno mai più  della sola Coppa Italia per sentirsi vincenti. Bisognerà soddisfare un’esigenza ormai diventata prioritaria, lo scudetto perché  la rivalità con la Juventus è arrivata al picco massimo, e non può esserci che un solo obiettivo da raggiungere, non solo per i tifosi ma anche per far sì che il marchio Napoli cresca ancora in modo esponenziale e non vi è dubbio che per crescere definitivamente, il Napoli deve arrivare al top e rimanerci. Questo   deve averlo capito anche De Laurentiis che però non potrà garantire per sempre, non è un Berlusconi e nemneno un Moratti ammesso che oggi nel calcio questi personaggi potessero ancora operare con vecchie modalità e capitali propri, oggi il calcio si basa sui fatturati non sugli aumenti gonfiato di capitali, c’è il fair play finanziario e bisognerà tenere sempre i bilanci in ordine altrimenti difficile muoversi. A questo punto De Laurentiis  non potra piu tergiversare e non sia mai capitasse l’annata storta, potrebbe essere letale per lui dover poi risalire la china rifondendoci quanto ci abbia guadagnato finora. Deve sbrigarsi e decidere che l’ultimo vero step per ricavare al massimo sarà la vittoria di un grande titolo che gli consentirà di poter cedere il Napoli o parte del pacchetto azionario a cifre considerevoli, avendo già pianificato il piano B e continuare a operare nel calcio a modo suo a Bari, perché ormai il suo ciclo a Napoli è considerato ai titoli di coda, e comunque se riuscisse a portare il Bari in Serie A la scelta sarebbe in ogni caso obbligata, quindi perché non tentare il grande colpo dello scudetto e cedere il marchio al massimo valore? Magari ci sbagliamo ma siamo fortemente persuasi dal fatto che Ancelotti è arrivato al Napoli per puntare all’obiettivo grosso nel giro di tre anni, magari meglio anche subito sfruttando l’onda lunga della squadra fondata da Benitez, progredita con Sarri e magari definitivamente vincente con Ancelotti. Se non fosse questo davvero questo l’obiettivo, Sarri non sarebbe mai partito, prima di tutto perché a Napoli lo amavano tutti e nessuno poteva immaginare che dopo tre annate così potesse andar via, del resto era pure vincolato da contratto e lo si sarebbe potuto trattenere per meno di quanto costi Ancelotti, inoltre  perché ad un tecnico emergente come Sarri non gli si rimprovera di non vincere visto il suo curriculum, e quindi anche da questo punto di vista poteva far comodo a De Laurentiis tenere Sarri, nessuno glielo avrebbe rimproverato e anche poi perché Sarri poteva ancora tornare utile per valorizzare alcuni elementi della rosa come ha fatto con  Hisay,  per lo stesso Jorginho, Koulibaly, adesso Allan e chissà chi altri. È evidente che aver lasciato andar via Sarri non poteva essere fatto a cuor leggero se non vi fosse in programma uno step più ambizioso con un grande allenatore che Sarri non è ancora, almeno stando ai risultati. È stato De Laurentiis af alzare l’asticella delle aspettative, la gente avrebbe volentieri tenuto Sarri e invece arriva il tecnico più decorato al mondo, significherà qualcosa?  Stavolta abbiamo il fondato sospetto che De Laurentiis punti come non ha mai puntato all’obiettivo grosso, perché ha capito che ora dovrà ottenere il massimo prima che per forza di cose sarà costretto ad investire i suoi tesoretti per lo stadio, per altre strutture, per il settore giovanile e sempre maggiormente per la squadra, se vuole rimanere a certi livelli e potrà farlo? O meglio sarà disposto a farlo? Soprattutto  lo potrà mai fare se poi gli investimenti non saranno giustificati dagli introiti? E poi, perché mai prenderebbe un club come il Bari se non avesse intenzione di portarlo in A e moltiplicare i suoi guadagni con i diritti Tv? È chiaro che Bari sarà la via di fuga da Napoli, magari avendo sfruttato il ciclo azzurro al massimo delle sue potenzialità. L’unico vero dubbio che ci resta è a chi potrà cedere  il Napoli De Laurentiis dopo averlo portato allo scudetto e quindi immaginandosi di venderlo almeno a 800 milioni se non a 1 miliardo di euro? Dipenderà tutto da come evolverà l’interesse per il calcio in futuro, se tirerà ancora tantissimo in termini di diritti televisivi, se i tornei internazionali tipo Champions League o Superlega europea convoglieranno sempre più soldi e interessi, e allora sarà probabile che un Napoli vincente potrà essere vendibile e appetibile per grandi investitori stranieri o chissà altri pure italiani, ma bisognerà sempre superare certe remore  riguardo agli investimenti in questa città difficile, però  siamo altrettanto convinti che di fronte a prospettive economiche di un certo spessore, anche certe remore verrebbero risolte, dipenderà tutto dal valore di mercato che si raggiungerà, come squadra, società, e del valore che raggiungerà una città così importante e famosa e sempre più  meta turistica globale. Per farci ancora un’idea più chiara sul futuro del club siamo  curiosi di vedere cosa accadrà già a partire da questo mercato di gennaio sia in ottica partenze che di arrivi, dopodiché a breve ne riparleremo.

Pit

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