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Decreto sicurezza, come farsi del male: l’assist dei sindaci ‘rivoluzionari’ a Salvini

Come farsi del male da soli rincorrendo i populisti sul proprio campo, offrendo loro uno straordinario assist per le campagne elettorali imminenti, e esserne orgogliosi al limite della follia (speriamo solo politica). Ci sono riusciti i sindaci di alcuni importanti Comuni italiani che hanno inscenato una ‘rivolta’ contro il Decreto sicurezza varato dal parlamento e vidimato dal Presidente, Sergio Mattarella.

di Peppe Papa

Come farsi del male da soli rincorrendo i populisti sul proprio campo, offrendo loro uno straordinario assist per le campagne elettorali imminenti, e esserne orgogliosi al limite della follia (speriamo solo politica). Ci sono riusciti i sindaci di alcuni importanti Comuni italiani che hanno inscenato una rivolta contro il Decreto sicurezza varato dal parlamento e vidimato dal Presidente, Sergio Mattarella.

Pane per i denti del titolare del Viminale, Matteo Salvini che ha costruito la sua fortuna politica proprio su questo tema, sapendo intercettare le paure dei cittadini, amplificandole sapientemente attraverso i social-media e portando in poco tempo dal varo del governo gialloverde, stando ai sondaggi, la Lega a diventare il primo partito del Paese.

A distinguersi in particolare in questa singolare forma di suicidio i primi cittadini di Palermo, Leoluca Orlando che ha dato il via alla ‘disobbedienza’ e quello di Napoli, Luigi De Magistris il quale ha trovato il modo per andare oltre, come suo solito, spingendo l’offensiva fino alla questione della nave Sea Watch con a bordo 32 migranti, promettendo di avere pronta una flottiglia di imbarcazioni private in attesa di partire per raggiungere il naviglio e portare in salvo i suoi ospiti nel porto di Napoli.

Insieme a loro i sindaci di Firenze, Parma, Pesaro, Ascoli, oltre il sostegno della Cgil e delle Regioni Sicilia e Lazio, l’amministrazione di Milano – mentre l’Anci si è detta disponibile a sollecitare un tavolo di confronto con l’esecutivo – che nel frattempo, continueranno a iscrivere nel registro dei residenti del proprio Comune i migranti con regolare permesso di soggiorno, nonostante le indicazioni di legge, perché a loro avviso, contrarie alla Carta costituzionale.

Una presa di posizione cui il leader del Carroccio ha risposto, ringraziando, di par suo.

“Con tutti i problemi che hanno a Palermo e Napoli – ha detto in un video postato su Facebook – ci sono i loro sindaci sinistri che pensano a fare disobbedienza sugli immigrati”. Per poi aggiungere quando la polemica è montata: “Vogliono disobbedire? Disobbedite, non vi mando l’esercito”. Rivolgendosi poi a “questi sindaci di sinistra”  ha ricordato che il Decreto sicurezza, “una legge di buon senso e civiltà, è stato approvato da governo e Parlamento, e firmato dal presidente della Repubblica”. “Prima dobbiamo pensare ai milioni di italiani poveri e disoccupati, difendendoli dai troppi reati commessi da immigrati clandestini”, ha avvertito, “poi salveremo anche il resto del mondo” ha ironizzato. E giù valanghe di like. Oltre ad avere dalla propria parte le ragioni della legittimità istituzionale contro cui le fasce tricolori dissenzienti rischiano il reato di abuso d’ufficio e la revoca del mandato. Un muro di gomma, insomma, cui l’opposizione ai sovranisti non riesce a trovare alternative, soprattutto, con sfide condotte in questa improvvida maniera.

Così il Pd, nella tormenta di un congresso che considerare ‘faticoso’ è un eufemismo, si è subito accodato alla protesta con il suo presidente, Matteo Orfini, il quale ha dichiarato via twitter che il partito “sostiene la battaglia dei sindaci e i valori di civiltà che la ispirano” e con l’ex segretario, Maurizio Martina candidato alle prossime primarie che aveva già lanciato l’idea di raccogliere le firme per l’indizione di un referendum contro il provvedimento varato dal governo. Quisquilie.

Restano le parole irridenti del Ministro degli Interni che, con la foto di Orlando vicina al suo faccione nel video di cui sopra ha chiosato: “I primi cittadini cercano un po’ di pubblicità, ma la pacchia per loro è finita. Non si molla di un millimetro, si va avanti, chi non rispetta il dl Sicurezza e aiuta i clandestini tradisce l’Italia e gli italiani, e ne risponderà davanti alla legge e alla Storia”. Aiuto!

1 Comment

  1. Antonio 52 ha detto:

    …. c’era un prete una volta, uno di quei preti che per applicare il vangelo, era “scomodo”. Scrisse . Era don Milani.
    Al processo di Norimberga, molti nazisti furono condannati per quel che avevano fatto e non furono giustificati perché l’ordine gli veniva dall’alto.
    Gentile Peppe Papa, il suo articolo trasuda reverenza e timori verso un personaggio che riveste il ruolo di ministro senza averne capacità e doti morali. Credo che a fronte di tante prepotenze (non dimentichi che lui è il capo di un partito che ha rubato e tuttora nasconde 49 milioni), tanti intellettuali stiano troppo in silenzio.
    Credo che le amministrazioni comunali debbano schierarsi in questa faccenda del decreto sicurezza. E che si possa aprire una discussione seria e ragionata sulla sicurezza di tutti (italiani e stranieri) senza tralasciare l’aspetto umano.

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