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Prima di smantellare questo Napoli, bisogna che vinca un titolo importante

Fra le due sessioni di mercato, quello invernale e quello estivo, il Napoli rischia di essere depredato dei suoi calciatori simbolo, per la felicità di De Laurentiis i cui ritorni economici si triplicheranno rispetto agli investimenti fatti su calciatori come Koulibaly, Allan, Hisay, ma anche Diawara, Rog, ed altri molto richiesti. Intanto con il turno domenicale di Coppa Italia contro il Sassuolo riprende la stagione agonistica e prima che la squadra verrà rifondata per ovvi motivi anagrafici e di mercato, bisognerebbe che questo lungo ciclo di sei anni, quindi da quando Benitez rifondò l’era Mazzarri, e quando Sarri ha sfiorato per ben due volte la vittoria in campionato, finalmente si approdi ad un epilogo importante, vincere un grande titolo, diversamente questa volta, più che con Mazzarri e Benitez, che almeno una manciata di titoli minori avevano conquistato, non vincere nulla sarebbe veramente un fallimento sportivo. Qualcuno da queste parti, che si sovrespone nei suoi deliri televisivi, di quelli fra i cosidetti opinionistoni locali più uterini, nonchè aziendalisti e un tantino incompetenti, giudicò un fallimento il biennio di Rafa Benitez, che a distanza di ormai 4 anni potrebbe risultare invece come il periodo più felice della recente storia del club azzurro , sia perchè lo spagnolo in quei due anni costruì la base della squadra che ancora per 4 anni si è espressa ad alti livelli, e perchè quelli vinti con Benitez sono gli ultimi trofei conquistati nella storia del Napoli dopo 30 anni. Inoltre, Benitez ha avuto il grande merito di sdoganare il club definitivamente a livello internazionale, dando grande mentalità, disputando un grande girone Champions, battendo due top club come Arsenal e Borussia Dortmund allora vice campione d’Europa, e poi disputando una semifinale di Europa League mancando la finale di un soffio, ma anche perchè riuscì a portare a Napoli tre giocatori provenienti nientedimeno che dal Real Madrid. Infine, Benitez è stato colui che ha pure portato Goulham e soprattutto Koulibaly al Napoli, quando nessuno li conosceva, per soli 6 milioni , procurando oggi al Napoli un plusvalore potenziale di almeno 100 milioni vista la crescita del calciatore senegalese, oltre ad aver portato tre calciatori del Real Madrid tra i quali Higuain anch’egli preso per scarsi 40 milioni e rivenduto per più del doppio. Insomma, senza dilungarci troppo sul recente passato, chi aveva giudicato gli anni di Benitez come un fallimento non dovrebbe mai più parlare di calcio vita natural durante, malgrado di questa materia ne parlano in tanti notevolmente a sproposito dicendo sciocchezze gratuite. Ad oggi il club azzurro versione Filmauro ha raggiunto il suo picco massimo di crescita e se questo Napoli dopo il brillante ciclo di Mazzarri, i cui unici superstiti rimangono Hamsik e Insigne, poi il mini ciclo importante di Benitez, la grande illusione dello scudetto sfiorato con Sarri, adesso, con uno dei tecnici più decorati al mondo, Carlo Ancelotti, non dovesse chiudere con almeno un titolo importante, davvero si dovrà parlare di fallimento totale, perchè questa squadra da anni al vertice, non dovesse vincere nemmeno la Coppetta Italia, è di fallimento che si dovrà parlare e stavolta a giusta ragione. Ma siccome è allenata da un super tecnico come Ancelotti, è lecito pensare che possa per davvero finire in bellezza per poi rifondarsi sotto l’egida di uno dei più grandi allenatori al mondo, che a quanto pare sembra aver pianificato una sua lunga permanenza all’ombra del Vesuvio. Certo, adesso pensare di vincere lo scudetto quando al giro di boa si vira a 9 punti di distacco dalla Juventus più forte di tutti i tempi, è durissimo immaginarlo, ma il calcio in corso d’opera può sempre riservare clamorose sorprese. Tuttavia, questa è una flebile speranza che comunque va coltivata almeno fino a che la matematica non dica il contrario, ed è un dovere sacrosanto e di rispetto per il pubblico che bisogna provarci con tutte le forze. Su altri fronti invece è più che probabile che il Napoli possa fare il pieno, perchè la Coppa Italia è sicuramente un obiettivo raggiungibile, ma del resto anche l’Europa League ci sembra un obiettivo da poter raggiungere , considerando di aver dominato in Champions top club come il Psg andata e ritorno e il Liverpool a Napoli, per cui disputare la seconda fase dell’Europa League con tanta consapevolezza, giusta concentrazione, determinazione e magari con un pizzico di fortuna si potrà arrivare alle fasi finali dove sicuramente si incontreranno squadre forti, ma di quasi pari livello, non tanto sotto il profilo del prestigio e l’organizzazione dei club perché ce ne vuole, ma in termini di risultati recenti, tipo Inter, Chelsea, Arsenal. A quel punto se si dovesse approdare in semifinale non resterebbe che giocarsi tutto, e poi si immagini la suggestione che il destino potrebbe riservare di un doppio confronto con la squadra dell’ex allenatore Sarri… darebbe senso a tutta la stagione, oltre che a chiarire una volta e per sempre tutta una serie di dispute opinionistiche fra i nostalgici del Sarrismo e gli ammiratori di Ancelotti. Ora però al di là delle suggestioni e di chi saranno gli avversari del Napoli sulla strada per arrivare al finale di stagione in corsa per tutto, è necessario dare un senso compiuto in qualche modo a questo ciclo che inevitabilmente si concluderà a giugno, se non addirittura in questo mercato di gennaio, che stando alle voci si prospetta pirotecnico. In effetti se le tante voci, spesso fuorvianti se non del tutto bufale, tipiche del calciomercato visto dai cosiddetti esperti , avessero al contrario fondamenti veramente seri, nessuno potrà chiedere ad un presidente così sensibile al denaro come De Laurentiis di rinunciare ai tantissimi milioni richiesti ed eventualmente accordati per, Koulibaly (120), Allan (90), Hisay (50), Diawara (30). Poi , considerando che l’esperienza azzurra di Hamsik dopo 10 anni sia ormai giunta ai titoli di coda, che lo stesso Insigne scalpiti con un sanguigno Raiola alle spalle, farebbe pensare che anche la sua esperienza potrebbe concludersi se arrivasse l’offertona giusta. Gli stessi Mertens e Callejon sembrano ormai aver dato tutto e in scadenza di contratto, per non parlare dell’età avanzata di Albiol, e allora stando così le cose è più che un’ipotesi che ci sarà rifondazione totale, salvo che qualcuno rimanga per meriti sportivi qualora contribuisse fortemente a vincere qualcosa. Ma in ogni caso, almeno in cinque o sei se non di più, fra plusvalenze e scadenze di contratto sono a rischio partenza, e magari si sta già pensando ai sostituti oltre ai giovani presenti in squadra che si mostreranno all’altezza di un nuovo ciclo ad alti livelli targato Ancelotti. I nomi che si fanno per sostituire gli eventuali partenti sono tanti, alcuni già sfumati come Todibò e Pavard ma sul taccuino sembrano esserci ancora Almendra, Barella, Lazzari, Kuame, Traore, e chissà Draxler in un eventuale scambio con Allan al Psg. Nomi di tutto rispetto soprattutto il tedesco ormai già affermato e da considerarsi top player, ma fra le voci e quello che realmente dirà il mercato ne passerà di tempo. Insomma bisognerà ricostruire partendo dalla spina dorsale della squadra che vede già in Meret il portiere almeno per i prossimi 5 anni e via via tutto il resto. Ma questi saranno problemi di Ancelotti, Giuntoli e soprattutto di De Laurentiis, che da parte sua ha gia vinto 15 scudetti del bilancio e chiaramente gongola per le prossime, possibili plusvalenze e quelle che verranno, ma dovrà comunque essere bravo ad allestire un nuovo grande gruppo, la qual cosa non è mai semplice. Intanto, e lo ripetiamo sino alla noia, si pensi nell’immediato presente a vincere qualcosa oltre a pianificare il futuro, perchè ai tifosi che De Laurentiis si arricchisca e che i suoi tesoretti si mopltiplichino ogni anno nulla importa, anzi irrita fortemente, per cui sia dia almeno un minimo di soddisfazione sportiva all’infinito popolo azzurro e salutare nel modo giusto i grandi protagonisti di questa brillantissima squadra, con un successo davvero importante. Diversamente, non immaginiamo quali scenari potranno rivelarsi nell’immediato futuro, con il sicuro ritorno delle milanesi ai vertici italiani ed europei… E poi, mica sempre le ciambelle riusciranno con il buco?….

Pippo Trio

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