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SENZA BUSSOLA Migranti: tra ‘selfie man’, sindaci ribelli e le bacchettate di De Luca

di Gennaro Prisco

Il primo: – Smartphone, smartphone delle mie brame chi è il più ‘Selfie man’ del reame? – – E’ il bimbo in mezzo al mare, è il bimbo perso nel deserto, è il bimbo che gioca sotto le bombe, è il bimbo che tira la colla, è il bimbo che desidera morire per andare in paradiso. –

– No, smartphone maledetto, non sono loro, sono io il più selfie di tutti, io solo . – E scaraventa sul pavimento lo smartphone e preso dall’ira grida ai suoi fedelissimi: – Lasciatelo in acqua, nel deserto, sotto le bombe, tirare colla, andare in paradiso e compratemi un altro smartphone -.

Il secondo: – rousseau, rousseau delle mie brame chi è il più bugiardo del reame? – – Sei tu piccino mio, sei la palla fatta persona. –  E lui sorridente e irriverente va a fare una diretta facebook e il canovaccio va che è una bellezza: abbiamo la sicurezza dopo che abbiamo sconfitto la povertà e la mafia in pochi mesi – .

Italia 2019.  Ai due possiamo aggiungere una serie infinita di personaggetti che popolano le Istituzioni, le piazze, i mercati come li ama definire il personaggetto principe che governa la Campania e che sulla questione sicurezza la sa lunga. Dice De Luca: hanno ragione i sindaci ma dovevano pensarci un mese prima del parto. Come se il 4 marzo non ci fosse stato e la caduta non fosse stata rovinosa e le fratture multiple e diffuse. Ma lui è l’unico che lavora ed ha sempre ragione. In questo è tale quale a tutti gli altri. Anche al suo odiato competitor De Magistris.

Se i sindaci parlano adesso è perché i fatti politici che si stanno verificando nel Paese sono arrivati alle fondamenta dei municipi. E lo smartphone e il rousseau si sono dimenticati di abolire la legge che delega ai comuni l’anagrafe comunale. Quindi hanno parlato sicuri del fatto loro, decidendo di applicare una legge invece di un’altra. Ed invece tutti chiedono le dimissioni di tutti e c’è chi è traditore e chi sovversivo.

Per sue convinzioni e ambizioni il sindaco di Napoli ha parlato per prima degli altri, ma la sua credibilità non è quella di Orlando o di Nardella, e fino a quando non ha parlato il sindaco di Palermo seguito da quello di Firenze le sue imbarcazioni stavano in rada.

Il fatto è, che questo governo, guidato da un avvocato, autodefinitosi del popolo, mai eletto e garante di un contratto tra uno smartphone e un rousseau, non ha alcuna autorevolezza nonostante vada e viene da Bruxelles, si faccia ricevere alla casa bianca da pel di carota o dallo zar dei troll  o dal presidente del Brasile Jair Bolsonaro, destra estrema, diritti civili zero, libertà a rischio come del resto in quasi tutti i paesi sud americani. O va e viene dalla Libia dove i porti sono sicuri solo per il diritto internazionale, per quello umanitario ci sono i lagher come a Castelvolturno c’è la mafia nigeriana e l’Fbi ha scoperto il mercato degli organi vivi dei vivi.

Garante di tutto questo, di un contratto, è il premier italiano. E i contratti vengono firmati in Italia per poi ridiscuterli all’infinito per trarre sempre maggior profitto se non si finisce nel vortice di un fallimento. Che nel nostro caso sarebbe drammatico, avendo il movimento Cinque Stelle e la Lega drenato la speranza di un popolo deluso dai democratici e dai progressisti e che adesso rischia di non credere più a nessuno, di lacerarsi completamente, di finire dentro il buio della recessione economica e sociale mentre l’Europa sembra non reggere agli attacchi dei governi russi-americani che ne vorrebbero il disfacimento.

C’è Mattarella certo, c’è il Presidente. Ma il suo appello al non avere paura dei buoni sentimenti sembra essere stato già digerito come una gustosa sfogliatella. Ciò che si respira è una brutta aria. Se  anche il Papa è inascoltata, è proprio brutta.

Quindi, bene i sindaci, bene i Presidenti di regione del Pd. Male i partiti, i sindacati, i girotondini di antica opposizione. Male quanti affermano che bisogna smetterla di parlare di loro perché sui social sono imbattibile e poi parlate male di me, ma parlate, aumenta di tanto i follower. E si è influencer .

Ed invece, bisogna continuare a parlare, a spiegare, a cercare di entrare in contatto con l’analfebatizzazione funzionale dei cittadini italiani che non capiscono ciò che si dice e credono a tutto, anche che gli asini volano, che la terra è piatta e che basta una felpa per essere altro da sé.

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