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Buonismo inutile interrompere le partite, Ancelotti e il Napoli abbandonino il campo in caso di cori ritenuti razzisti

Ormai se ne parla continuamente dei presunti cori razzisti, a nostro avviso, dando eccessiva importanza agli imbecillì che ormai si sentono protagonisti assoluti e che proprio per questo non la smetteranno, anzi è molto più probabile che ci proveranno ancor più gusto visto che qualcuno ha deciso di dargli tutta questa visibilità e cassa di risonanza. È veramente desolante che in Italia si dia così tanta visibilità a dei cretini che nella vita non hanno di meglio da fare che infastidire e comportarsi incivilmente. Si sta facendo grande buonismo sui presunti cori allo stadio tipici da classico tifo contro, definiti esageratamente razzisti o di discriminazione territoriale e invece non sono altro che un modo tanto insulso quanto stupido e inutilmente violento di creare disordine per i più reconditi motivi, alcuni dei quali, anzi in primis quello di dettare legge allo stadio zona franca affinchè svolgere indisturbati varie attività economiche illegali e per questo indirettamente in modo nemmeno tanto criptico di ricattare le società di calcio per ricevere in cambio favori e potere a vario titolo in fatto di biglietti, trasferte e appunto una porzione di stadio. Il vero tifoso di calcio, quello classico, assiste alle per tifare esclusivamente per la propria squadra, al massimo qualche impropero contro arbitri o avversari nei momenti più sfavorevoli, ma chi va allo stadio per creare disordine attraverso slogan di natura politica quando non addirittura neo nazista o anche comunista, oppure esclusivamente per rivalità territoriale o semplicemente per far casino sotto effetto di alcol, droghe e quant’altro per sfogare tutto il proprio disagio esistenziale, facendolo subire alla maggioranza, tutto questo sicuramente non va bene, ma neanche deve avere più importanza di quanto veramente ne abbia, al punto che un capo di stato nella figura del Ministro degli interni per cavalcare l’onda populistica tipica di chi fa propaganda elettorale ammiccando a moltitudini di questo tipo legittimandoli come categorie con le quali trattare accordi e allora il rimedio è ancora più nocivo del male. D’altra parte vi è tutto uno schieramento buonista come nel caso di Ancelotti e di tutti quelli che solidarizzino con la sua tesi di interrompere temporaneamente le partite, pensando di educare la gente attraverso pochi minuti di interruzione lo troviamo non solo del tutto inutile ai fini della risoluzione del problema, anzi a nostro avviso addirittura lo ingigantirà, in quanto ancora una volta si darà grande risalto e visibilità quindi potere a queste frange di animali da stadio. Se propio Ancelotti e chi ne sostiene le tesi volte a sconfiggere il razzismo o sensibilizzare efficacemente chi dovrebbe occuparsi di sicurezza negli stadi o quanto meno che garantisca nel terzo millennio che uno spettacolo pubblico possa svolgersi nella normalità assoluta senza che altri molto facilmente possano farlo fallire e allora ci si prenda la responsabilità di abbandonare il campo definitivamente, qualunque sia il risultato parziale al momento dell’abbandono, anzi probabilmente farlo soprattutto se in vantaggio sarebbe ancor più efficace perché rinunciare deliberatamente a tre punti, rischiando la sconfitta a tavolino sarebbe davvero grande forza e credibilità alla clamorosa protesta, magari anche da ripetere finché non si prendano per davvero provvedimenti adeguati, diversamente interrompere solo per pochi minuti come gesto simbolico non cambierà in alcun modo lo stato delle cose, ben sapendo che comunque la partita si svolgerà interamente, ma ripetiamo, si offrirà solo un’ulteriore occasione di beverò svago a questi dementi da stadio che si sentiranno sempre più protagonisti. In qualsiasi luogo pubblico che sia allo stadio, al cinema, in una banca, agli uffici postali, in quelli di qualsiasi contesto, nessuno può prendersi la briga impunemente di infastidire i clienti o interrompere il lavoro degli altri, in nessun modo, figuriamoci con la violenza, che sia verbale o fisica perché sarebbe immediatamente isolato e magari arrestato. Non si capisce perché questo venga permesso negli stadi. Forse perché a qualcuno fa comodo manipolare qualche migliaio di persone per interessi personali o di bottega? Per manifesta incapacità di controllare moltitudini? Ma se non si riuscisse a controllare un manipolo seppur consistente di bulletti da stadio come si potrebbe mai immaginare di poterlo fare in casi più importanti come eventuali rivolte, guerre o altre situazioni simili? Insomma, basta con questo buonismo indignato espresso piu volte dal tecnico del Napoli e da chi la pensa come lui, perché nessuno discute la loro giustissima indignazione sul fatto che negli stadi italiani siamo i più incivili in confronto ad altri Paesi europei, ma non spetta ad Ancelotti o ad altri protagonisti del calcio come lui a risolvere il problema, che se ne occupi chi di dovere perché quello di Ancelotti è solo quello di allenare la sua squadra e possibilmente farla vincere,diversamente si voglia rendere grande protagonista di una battaglia sociale e allora si prenda la responsabilità di abbandonare definitivamente il campo se durante l’anno partita si verificassero cose non gradite alla sua coscienza, altrimenti interrompere solo per qualche bel minuto non solo non servirà a nulla ma ancora una volta trionferà l’ipocrisia di un mondo come quello del calcio dove conta solo ed esclusivamente il denaro ammantandosi tutti di finto buonismo, e ci dispiace, ma Ancelotti compreso.

Pippo Trio

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