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Casalino e il vademecum ai parlamentari 5 Stelle per rispondere alla stampa: ecco l’informazione 4.0 dei grillini

di Peppe Papa

Un manuale per la perfetta comunicazione distribuito a tutti parlamentari Cinquestelle, made Rocco Casalino.

L’ex GF che odiava la “puzza dei poveri” adesso king maker di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi è solito istruire deputati e senatori sugli argomenti di attualità politica e di governo, su come comportarsi con la stampa, le cose da dire o non dire, le eventuali ‘stoccate’ da riservare agli alleati della Lega.

Nemmeno Berlusconi si era spinto a tanto, ma si sa lui è un fuoriclasse sull’argomento, dettando sì la linea, ma lasciando però ai suoi seguaci la libertà dell’interpretazione. In questo caso siamo nel pieno di un “Truman show” cui i ‘magnifici’ onorevoli 5Stelle, portavoce dei cittadini, si prestano senza fiatare ringraziando Dio per la magnifica opportunità che gli è capitata per sbarcare il lunario in maniera più che dignitosa ed inaspettata.

Uno di loro, però distratto pensando al prossimo rientro a casa nel fine settimana da passare al bar con gli amici di sempre, ha dimenticato su uno dei divani di Montecitorio il “vademecum” di Casalino che un giornalista di Repubblica ha trovato e, ovviamente, immediatamente pubblicato.

Doveva restare segreto nelle intenzioni, purtroppo per l’incauto portavoce del primo Ministro (non è la prima volta che capita in una clamorosa defaillance) la cosa è diventata pubblica, tra gli imbarazzi suoi e dei membri della setta ‘pentastellata’ accampata in parlamento.

Cosa dire ai giornalisti. Come dirlo. Quali parole usare e quali spunti comunicativi per difendersi o attaccare, tutto ciò somministrato con il titolo “Spunti comunicativi per la settimana 12-18 gennaio”.

Temi divisi per paragrafi: Carige; tasse; enti locali; referendum; trivelle; Tav; Ires; terzo settore; reddito di cittadinanza; quota 100 per le pensioni e ‘buche-Roma-esercito’.

Impossibile sbagliare. L’armamentario dei concetti, scontato.  “Cosa hanno fatto i governi Pd”, con i contenuti da usare in caso di critiche, con l’obiettivo di spostare l’attenzione sulle responsabilità di chi ha preceduto il governo Lega-M5S. Poi è spiegato come comportarsi nei confronti dei verdi padani  e del loro capo, Matteo Salvini al quale è il caso di ricordare, appena si presenta l’occasione, a proposito della questione ‘Trivelle’, di quando indossava le magliette ‘no trivellazioni’ e faceva campagna per il “No al referendum”. Come attaccare? Domandando: “Ora cosa è successo, la Lega è diventata a favorevole all’inquinamento e contraria alla creazione di più posti di lavoro attraverso le fonti rinnovabili?”. E così a proposito di Tav e delle alleanze per le prossime elezioni europee che secondo Di Maio vanno dalle giovani forze politiche modello degli ultraconservatrici Kukiz’15 in Polonia, o appoggio a i ‘gilet gialli’ francesi che per il momento lo hanno snobbato.

Ad ogni domanda una risposta, più o meno, coerente. L’importante è parlare e non mostrare alcun tentennamento per le cose che si dicono. Tanto il ‘popolo’ è bue per definizione, serve solo blandirlo con quello che gli piace sentire e che corrisponde al suo intestino. Vogliono pane? Diamogli brioche. E saremo tutti felici. Tranne gli umani.

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