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I paragoni con il Napoli del passato sono un giochino demenziale per incompetenti

“Nel calcio il risultato non è importante, ma è l’unica cosa che conta”… Quante volte avremmo sentito pronunciare questa frase tanto ovvia quanto incompresa. Purtroppo nel calcio, salvando la pace di qualcuno, vi è quasi una categoria intera fra giornalisti e opinionisti il cui lavoro è parlare di calcio ogni santo giorno per cui sono obbligati in qualche modo a sparare sentenze definitive anche quando non c’è ancora nulla di definitivo. Se ci si limitasse alla cronaca e all’opinione legata ad essa sarebbe già più corretto, ma anticipare i verdetti quando questi ancora debbano essere emessi, si rischia sempre di essere smentiti clamorosamente come accade puntualmente, vedi le griglie pronosticate ad inizio stagione, i giudizi tranchant su certi calciatori o allenatori e come se non bastassero le topiche che si prendono in tal senso, si continua imperterriti settimana dopo settimana a dire tutto e il contrario di tutto a seconda dei risultati parziali. E allora capita che se una squadra ne vince due, si è tutti grandi fenomeni dal tecnico ai protagonisti in campo e per auto proclamazione lo sono persino ridicolmente i giornalisti, se invece i protagonisti in campo ne toppano qualcuna, gli stessi che erano stati giudicati fenomeni inprovvisamente diventano, bollito ed incapace il tecnico e brocchi i calciatori, ma sempre bravi i giornalisti che avranno in ogni caso ragione salendo o scendendo dal carro giusto. Ancor più demenzialita si dicono quando sempre a seconda dei risultati parziali si comparano stagioni precedenti ormai archiviate con quelli in corso. Non c’è nulla di più stupido è incompetente di mettere su paragoni di questo tipo, innanzitutto perché ogni stagione è ovviamente diversa e il contesto, i protagonisti e quant’altro cambiano inevitabilmente ed è del tutto fuorviante poi paragonare i numeri di un campionato rispetto ad un altro. Quest’anno ad esempio, nel campionato di Serie A nel suo complesso rispetto allo scorso, come sempre accade vi sono immesse delle variabili notevoli, anche nel regolamento, vedi il Var, ma anche perché ad una Juventus già forte di suo come dimostrano i sette campionati già vinti, vi sono stati aggiunti alla sua squadra e alla sua rosa una mezza dozzina di calciatori di cui uno, un certo Cristiano Ronaldo di cui è anche inutile soffermarsi su chi fosse e una serie di calciatori di sicuro valore da Perin a Scezny, da Cancelo a Emre Chan. Come se non bastasse, la stessa Inter da tutti giudicata inizialmente la vera antagonista della Juventus, alla sua già ben nutrita rosa vi ha aggiunto qualità che in passato non aveva, così il Milan, un po’ meno la Roma. A tutto questo bisogna notare che alcune squadre di medio livello sono migliorate a loro volta sensibilmente, addirittura fra le matricole come ad esempio il Parma che ha indovinato una campagna acquisti di buonissimo livello con i vari Alves, Inglese e Gervinho, ma come si fa a trascurare squadre come Atalanta, Lazio, Sampdoria, Fiorentina e Torino tutte zeppe di calciatori di assoluto livello? Ecco, quindi prima di paragonare stagioni passate con quella peraltro ancora in corso, bisogna come minimo annotare le differenze sostanziali fra l’una e l’altra e poi pur volendo, i paragoni vanno fatti alla fine a seconda dei risultati. Ora che la Juventus abbia ucciso il campionato con un vantaggio apparentemente abissale è sicuramente vero, ma è proporzionale alla sua forza e a quello che ha aggiunto in sede di calciomercato. Il Napoli ha sicuramente perso competitività perché è rimasto praticamente lo stesso e a quelli che sono partiti sono stati rimpiazzati con altri, ma nulla in più è stato aggiunto, e malgrado ciò resta una squadra competitiva e sorprendentemente più forte di Inter e Milan date all’inizio in poule position ai danni dello stesso Napoli. Ora giudicare male Ancelotti e gli azzurri perché a questo punto del campionato sono dietro alla Juventus e non avanti, con 11 punti di distacco nonostante fossero di 8 avanti all’Inter e più di una dozzina davanti ad altre è alquanto ingeneroso per i motivi già detti sulla forza impressionante della prima rivale e anche su quella notevolmente migliorata delle altre dietro. Inoltre, aver cambiato allenatore seppure averne preso uno di grandissima caratura e aver cambiato sistema, anche quello è da considerare. Ancelotti è al suo primo anno e nonostante tutto, se proprio insistere con paragoni che non hanno alcun senso, ha già fatto qualcosina in più del Napoli dello scorso anno, perché ha disputato una Champions totalmente di un altro livello, in relazione ai punti conquistati e le rivali affrontate, nonostante fosse eliminato ugualmente, in campionato difficilmente farà peggio del secondo posto e ha ancora da giocarsi per vincere, alcuni trofei apparentemente alla portata. Uscisse stasera dalla Coppa Italia avrebbe fatto uguale allo scorso anno. Andasse avanti, avrebbe superato uno step che nel recente passato non ha superato. Per cui ci si domanda, che senso ha fare dei paragoni con una stagione finita con una ancora in corso? Perché cambiare opinione ogni settimana quando pur volendo il Napoli degli scorsi tre anni non ha vinto un bel niente e questo ha ancora la possibilità di farlo? Mal che vada si otterranno gli stessi identici risultati, secondi in campionato, fuori da tutte le altre competizioni, quindi di che si parla? Poi è chiaro che 11 punti di differenza considerando i risultati di questa Juventus sono irrecuperabili, ma nel calcio finché la matematica non decide il risultato finale non è mai certo anche se razionalmente ad oggi è facilmente preventivabile, ma che scoperta è? Tuttavia vi è un abbondante finale di stagione da giocare, il Napoli ha ancora la concretamente possibilità di vincere qualche trofeo come anche nessuno ugualmente alle stagioni precedenti, la stessa Juventus sembra in grado di poter vincere più o anche meno rispetto allo scorso anno e nulla ancora è deciso, anche perché ci sono altre variabili che potrebbero incidere in corso d’opera. Ad esempio già nello scorso turno di campionato una Juventus rimaneggiata ha fatto grande fatica per superare una Lazio che con qualche episodio più favorevole avrebbe potuto addirittura vincerla, vedi il gol fallito da Immobile o lo stupendo tiro di Luis Alberto che ha sfiorato l’incrocio dei pali sull’uno a zero che avrebbero potuto chiudere la partita e restituire al Napoli tre punti in meno da recuperare in vista dello scontro diretto. Nel calcio basta poco per cambiare il corso degli eventi, ed è altrettanto facile entrare nel vortice di una crisi se qualcosa cominciasse ad andare storto. Certo questo vale per la Juventus e ancor di più per le altre che gli devono pure recuperare, ma nel clou della stagione, quando la stanchezza, la pressione, gli obiettivi devono essere raggiunti e magari si perde per strada più di un titolare, per una squadra che si è data l’obbligo di vincere tutto, basterebbe anche solo perdere una partita in campionato, oppure essere eliminata dalla Coppa Italia a incidere nel morale e far perdere tutte le grandi certezze acquisite, e a quel punto bisognerà vedere che tipo di reazione si avrà ai primi risultati negativi che finora non ci sono stati. Riguardo al Napoli, questi discorsi soliti di tipo isterico e altalenante tipico dell’ambiente che circonda la squadra possono solo danneggiare perché deconcentra gli stessi calciatori, e inoltre si corre il rischio di creare alibi agli stessi, proiettandoli già al futuro, al prossimo mercato facendogli perdere tutta la verve e la determinazione di chi invece avrebbe ancora da giocarsi quel che rimane posdibile nel corso della stagione, che in tanti incompetenti danno già per finita. Magari finirà anche come facilmente preventivavbile, ma lo possiamo immaginare tutti, senza bisogno che qualche esperto dell’acqua calda ce la faccia scoprire, ma visto che ancora si dovrà giocare e ottenere risultati, cosa costa essere ancora concentrati sul pezzo da qui a fine stagione? Non saranno mica gli opinionisti a giocare in campo o a decidere come finirà la stagione? E allora, sarebbe meglio per loro che la smettessero perché più di prenderci su pronostici facili hanno tutto da perdere compreso la faccia, qualora come è già accaduto per le griglie di partenza, che possano toppare clamorosamente le previsioni, i paragoni e i giudizi sommari sui protagonisti, che poi si dovranno rimangiare per tutte le banali puttanate vomitate durante tutta la stagione, anche se in caso contrario saranno i primi a negarsi tutto. In ogni caso i loro giudizi non contano nulla, perché nel calcio contano solo quelli del campo e faranno molto bene i protagonisti a non farsi suggestionare da questi menagramo perché in tal caso avranno perso già in partenza e ancor prima dei verdetti del campo, perché come dimostra il passato perdere in albergo o al mercato, piuttosto che in treno, in aereo o ancor peggio leggendo giornali o guardando la televisione ascoltando questi grilli parlanti delirare cazzate, può solo nuocere come ha nuociuto in passato, poi dopo meglio non avere rimpianti o peggio ancora aggrapparsi agli specchi di un vittimismo, di un fatturato, di un errore arbitrale, perché siamo certi, guai a non cogliere l’attimo fuggente perché di occasioni ancora ne verranno, a partire da stasera per il passaggio del turno in coppa Italia.

Pippo Trio

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