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Napoli, in consiglio comunale si gioca al Fantacalcio mentre la città affonda

Aula del consiglio comunale di Napoli al gran completo oggi pomeriggio a Via Verdi per “l’asta ufficiale” del Fantacalcio, iniziativa promossa da Tv Luna e sponsorizzata dal presidente della Commissione Sport, Carmine Sgambati.

di Peppe Papa

Così, mentre la città affonda nel buco nero di un’amministrazione in disarmo e ad appena due giorni da una seduta sciolta per mancanza del numero legale che doveva discutere di importanti delibere in tema di acquisti di beni e servizi e valorizzazione del patrimonio artistico della città, l’assemblea ha fatto il tutto esaurito per un momento ‘ludico’ che nel suo piccolo puzza di ‘casta’, un po’ provinciale, ma pur sempre di quello si tratta.

Il gioco, ideato dalla vulcanica fantasia del produttore televisivo, Emilio Villano e sostenuto appunto da Sgambati, prevede la partecipazione delle dieci Municipalità cittadine che allestiscono ognuna la propria squadra  attraverso il sistema collaudato del Fantacalcio classico, le quali si sfideranno tutte le settimane fino alla fine del campionato, in diretta Tv, ogni venerdì.

Al primo step della trasmissione, quella appunto dell’asta per acquistare i calciatori, erano presenti una ventina di consiglieri dei vari partiti che compongono l’assemblea cittadina e i ‘capitani’ delle Municipalità, entusiasti della possibilità di spendere decine di milioni ‘virtuali’ (ci mancherebbe) per accaparrarsi i giocatori più forti, o più funzionali al loro progetto ‘tecnico’. Comunque, come dicevamo, tutto esaurito l’emiciclo del parlamentino cittadino, senza che a nessuno dei presenti sfiorasse l’idea che la situazione, per quanto ‘simpaticamente goliardica’, rasentasse il limite del ridicolo.

Va bene aspettare ore per l’arrivo di un autobus alla fermata per tornare a casa o dirigersi al lavoro, Funicolari a singhiozzo, cantieri fantasma, strade gruviera, raccolta rifiuti al collasso, interi quartieri ostaggio della criminalità organizzata, lavoro agonizzante, disservizi di ogni specie e vivibilità metropolitana agli ultimi posti di qualsiasi graduatoria indipendente, ma che una frotta di eletti dal popolo si diletti a ‘cazzeggiare’ con un gioco insulso, tradendo il proprio mandato, è davvero intollerabile.

Dal presidente della commissione sport, definito dai suoi detrattori “lingua da un chilo e mezzo”, e l’assessore competente, Ciro Borriello i napoletani si aspetterebbero risposte su situazioni più dirimenti come cura, gestione e manutenzione degli impianti sportivi comunali, da quelle diffuse in periferia direttamente impattanti per i cittadini, alle irrisolte questioni Stadio S. Paolo, Palargento, Scandone e piscina olimpica della Mostra d’Oltremare. Ma vuoi mettere? Napoli è pur sempre città “autonoma” e bisogna distinguersi.

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