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Il Comune per rispetto di tutti i cittadini e i commercianti di Napoli, dia lo sfratto a De Laurentiis dal San Paolo

È regola civile che in tutti i rapporti giuridici fra locatore e affittuario vi sia soddisfazione di entrambi le parti, ove il locatore offre in corresponsione di un adeguato canone di locazione un bene immobile all’affittuario, che usufruendo del bene a sua volta è obbligato per legge a pagare il costo del canone stabilito dal locatore. Funziona così in tutto il mondo tranne che nel rapporto fra Comune di Napoli, proprietario dello stadio San Paolo e la Società sportiva calcio Napoli che utilizza da ben 15 anni lo stadio senza pagare canoni di locazione adeguati per una struttura utilizzata a scopo di (notevole) lucro. Il Comune ha il diritto dovere di trarre beneficio e reddito da una struttura e un impianto pubblico patrimonio della città, i cui veri proprietari sono i cittadini di Napoli che il Comune nella figura del Sindaco rappresenta e ai quali rendere conto. Non si capisce perché sono anni che il Comune tollera che il Napoli si rifiuti di pagare il giusto corrispettivo per la struttura pur occupandola, quando in questo impianto pubblico un privato come il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ci ricava mediamente 20 milioni l’anno solo per l’utilizzo dello stadio, fra biglietti d’ingresso, canoni pubblicitari, royalty sui punti ristoro, escludendo i benefici e il valore indiretto che uno stadio come il San Paolo arreca a tutto il business del club azzurro . Eppure verso altri soggetti giuridici il Comune è sempre molto solerte e sollecito a farsi pagare, vedi le associazioni sportive allo stadio Collana, addirittura ostacolate nel diritto di rilevare lo stadio comprese dopo regolare un bando di gara, oppure quando giustamente si fa pagare da commercianti e imprenditori vari, quando questi occupino anche solo pochi metri di suolo pubblico, o sanzionare chi usufruisce di qualche metro in più del suolo assegnato, e non solo pretende il pagamento puntuale dell’onere, ma commina multe salatissime ai morosi, pena i sigilli e il sequestro dell’area o addirittura dell’attività commerciale quando non in regola con i pagamenti di oboli e tasse varie, nonostante queste aree non producono i fatturati milionari così come accade per il Napoli in quella struttura enorme dello stadio San Paolo e le immense aree circostanti. Inoltre il Comune impiega e mette a disposizione del Napoli, per il regolare svolgimento degli eventi sportivi, personale extra di servizio di pubblica sicurezza, urbano e di trasporto e malgrado l’enorme sforzo economico e non ricevere in cambio dal Napoli neanche un minimo di corrispettivo economico utile alla copertura delle spese di manutenzione della struttura e dei servizi offerti. In questi casi vi è una sola strada senza se e senza ma affinché regolarizzare un inesistente rapporto economico fra le parti, ed è che in ultima analisi intervenga la Corte dei Conti, dal momento che il Comune locatore è incapace di imporre il pagamento all’affittuario Ssc Napoli. Inoltre come se non bastasse, il Comune e la Regione, stanno ristrutturando lo stadio esclusivamente con i soldi pubblici senza che il Napoli e De Laurentiis contribuiscano minimamente ai milioni di spese che si stanno affrontando, in primis per ospitare le Universiadi 2019, eistrutturazione che indirettamente usufruirà anche il Napoli per far sì che in futuro il club abbia un impianto più confortevole e funzionale per lo svolgimento dei propri eventi sportivi traendone grandi vantaggi economici e di immagine, quindi alla naturale crescita di tutto il business del club azzurro. Vi è da tempo in atto un ricatto morale subdolo da parte del Calcio Napoli nella persona di De Laurentiis verso il Comune e De Magistris, perché tende a proprio vantaggio a minare la popolarità del Sindaco nei confronti dei tifosi, quindi di migliaia di elettori potenziali che sicuramente De Magistris non vorrebbe deludere ed è per questo che ancora si tentenna a trovare un accordo bonario tra le parti, ma arrivati questo punto dopo tutte queste stucchevoli schermaglie, addirittura offese personali al Sindaco, rifiuti di pagare, o anche solo sedersi ad un tavolo di trattativa più volte evasa, vi è una sola strada da percorrere e questa è la messa in mora tramite un decreto ingiuntivo a bloccare le somme di denaro non corrisposte, sui conti del club di calcio, fino allo sfratto esecutivo da un immobile che ci si rifiuta sptezzantemente di pagare, persino quello agevolato da una convenzione tra le parti o altre forme di comodato d’uso abbondantemente proposte. È giunta l’ora per il Comune di tirare le somme e pretendere il pagamento immediato dei canoni per l’utilizxo dello stadio, perché non è affatto giusto che De Laurentiis utilizzi e guadagni tantissimo in questa struttura pagata con le tasse, i contributi e i biglietti d’ingresso dei cittadini e non restituisca in quota parte il relativo canone che possa sgravare tutti i napoletani soprattutto quelli che del calcio non gliene frega nulla, da tasse sempre più onerose e fare in modo che il Comune possa finalmente trarne beneficio e reddito dallo sfruttamento di terzi dell’impianto. Diversamente cosa dovrebbero dire, se non ribellarsi quant’altri fra cittadini che pagano le tasse e commercianti che regolarmente pagano al Comune notevoli somme di denaro per l’utilizzo di locali o suolo pubblico? Ora basta, o il Napoli e De Laurentiis paghino il canone, oppure li si sfratti, poi si vorrà vedere dove andrà a giocare il Napoli senza pagare, e con tutte le difficoltà di farsi ospitare in altre strutture lontane dalla città e magari in strutture non adeguate alle normative Uefa.

Pit


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