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Via Hamsik, si chiude definitivamente un’era, anzi no, De Laurentiis purtroppo rimane ancora…

Erano i tempi di Marino quando il giovane Marek approdó in azzurro insieme a quello scavezzacollo del Pocho Lavezzi e Gargano, il nano malefico poi diventato suo cognato. Sembra ieri che i tifosi accolsero questi calciatori ancora sconosciuti con grande pessimismo, quello solito tipico del tifoso che deve lamentarsi a priori, ma ben presto tutti dovettero ricredersi, perché il buon Reja con la supervisione di Marino a cui fu data carta bianca dal neofita De Laurentiis misero insieme una squadretta niente male per essere una matricola seppur gloriosa di Serie A. Hamsik si distinse subito, per l’eleganza tipica dei calciatori dell’est, il gol facile e la faccia da bravo ragazzo, che tutte le mamme darebbero in sposa la figlia, facendo felici tutti, padri, cognati, nonne, zie e nipoti. Insomma una perla di ragazzo, tanto limpido e trasparente fuori , quanto così controverso in campo, al punto da essere stato sempre considerato un equivoco tattico, difficilmente da collocare. Solo il saggio ed esperto Reja gli ha saputo dare il ruolo più consono alla sua indole, quello della classica mezzala, prontissimo nell’inserimento, buono per rifinire o finire lui stesso l’azione come spesso gli è capitato, collezionando persino più gol di Maradona. Eccellenti doti generali. Calcia indifferentemente di destro e sinistro, ottimo anche di testa, il giovane Marek a Napoli l’ha messa dentro più di un centinaio di volte, ora giocando in coppia con Lavezzi dietro Zalayeta, ora fra Lavezzi e Cavani, formando quello che fu definito un meraviglioso trio dei ‘ ‘tre tenori’, dell’arrembante Napoli di Mazzarri, rimasto sicuramente nel suo cuore ancor più di quello di Sarri, perché era un Napoli entusiasta e con tanta fame di vincere, tutto anima e cuore , che come il suo tecnico non si arrendeva mai, vincendole spesso di rimonta e all’ultimo respiro, e poi con quei tre tenori davanti sembrava di essere al San Carlo più che al San Paolo, invece era il vecchio mitico stadio di sempre che finalmente dopo anni grigi aveva ritrovato il ruggito di un tempo, grazie anche a questo ragazzo slovacco ormai cittadino onorario di Castelvolturno, oggi l’ultimo dei tenori ad andar via, quello più amato. I suoi anni a Napoli sono stati più di dieci, praticamente due dei soliti cicli quinquennali e incompiuti di De Laurentiis. Hamsik. con l’arrivo di Sarri ha persino cominciato il terzo ciclo, quello finale, che avrebbe dovuto concludersi finalmente con la vittoria dello scudetto, e lo avrebbe certamente meritato Marekiaro, perché ha battuto tutti i record in azzurro, dalle presenze ai gol segnandone tanti in tutte le competizioni, vincendo però con la squadra troppo poco, per una carriera simile, solo due Coppe Italia e una Supercoppa, ma bisogna dire che ci ha messo anche del suo nel non aver mai dato la svolta definitiva sia alla sua carriera di mancato Top Player, che di aver vinto con il Napoli più titoli. Hamsik potenzialmente aveva ed ha tutto per poter arrivare al top, grande tecnica, fisico, entrambi i piedi, anche eccellenti, visione del gioco, fiuto del gol, ma un carattere troppo dolce che non gli ha mai permesso di imporsi sugli altri, dai compagni agli avversari, e con tutti gli allenatori che ha avuto. Certo, è sempre stato rispettato da tutti, anche perchè come si fa a non rispettare una simile persona e ottimo calciatore, però non ha mai preteso, mai fatto la voce grossa, nemmeno uno sguardo di sbieco all’allenatore di turno che lo sostituiva o che gli cambiava ruolo, piuttosto che al compagno che non gli passava la palla. Peccato, perché con un pochino più di ’cazzimna’ o pelo sullo stomaco sarebbe stato uno dei più grandi calciatori al mondo nel suo ruolo, quel Gerrard a cui lo hanno sempre paragonato, ma che lui non ha mai eguagliato. Purtroppo per lui dopo Reja e Mazzarri che gli avevano cucito la squadra addosso configurandolo in essa nel suo ruolo ideale, poi è arrivato Benitez che volendo sfruttare al massimo le sue capacità realizzative lo spostó troppo avanti, quei dieci metri in più che lo responsabilizzavano troppo e che non gli permettevano più di inserirsi da dietro con grande progressione, reinventandoselo quasi un centravanti di manovra, esperimento in parte riuscito perchè i suoi gol aumentavano sempre di più, ma era un ruolo che però lo teneva un tantino fuori dal centro del gioco che un po’ lo intristiva, finendo sempre per essere il primo sostituito. C’è da dire però che Hamsik con Benitez almeno segnava di buona lena ed è con Sarri che ha avuto a nostro avviso il peggior rendimento, non tanto nella quantità perché essendo stato retrocesso a centrocampo, toccava un’infinità di palloni, ma ha poi cominciato pian piano a segnare sempre di meno, stando così lontano dalla porta e dovendo poi coprire tanti metri di campo in mediana fra una ripartenza e una copertura e siccome non è mai stato un gran cuor di leone, quando c’era da ringhiare o mordere qualche caviglia, chiaramente un signore come lui difficilmente ci riusciva e come sempre gli è accaduto quando il gioco si faceva duro e le gambe non reggevano più, era il primo che veniva puntualmente accantonato in panchina, finendo pian piano di immalinconirsi sempre più. In seguito con l’arrivo di Ancelotti, Marek avrà pensato in estate di lasciare definitivamente il Napoli, accettando alcune proposte milionarie dal calcio cinese, dando per scontato che non serebbe stato più tanto utile al Napoli visti pure i mugugni fra i tifosi che meno lo ammirano, e da quella grande persona che è avrà pensato bene di farsi da parte, anche perché dall’altro lato del pianeta, in Cina, erano ben disposti a coprirlo di Yen. Evidentemente l’ex giovane Marek pensando di potersi tranquillamente liberare non aveva fatto bene i conti con il suo presidente, che non lo avrebbe mai liberato se non dietro corposa contropartita di denaro, e siccome anche in Cina si sono dovuti dare una calmata sulle cifre sborsate per acquisire vecchie glorie e considerando la bottega della premiata famiglia De Laurentiis fra le più care, ecco che Hamsik, come pure qualche settimana fa Allan in procinto di andare al Psg, hanno dovuto entrambi rinunciare; Allan di partire per Parigi e Marek in estate a per il sol levante, peraltro allettato da quel bonaccione di grande allenatore di Carletto Ancelotti che lo aveva convinto a reinventarsi ancora una volta ruolo, dandogli mansioni importantissime come fece con Pirlo, Ovviamente Marek non è Pirlo e pur svolgendo per bene il compitino assegnatogli, da grande professionista qual’è, era evidente che aveva perso la verve dei giorni migliori, fino a che qualche panchina di troppo e l’aria fresca del mercato invernale non gli hanno fatto balenare l’idea di riprendere i contatti con i cinesi, che adesso sembrano più convinti di dover accontentare anche De Laurentiis dal punto di vista economico seppure non con i trenta milioni che il presidente avrebbe preteso in estate, ma con circa la metà, e sembra che l’esoso proprietario del club finalmente si sia deciso a mollare, anche per non rischiare in futuro di restare con un pugno di mosche in mano, quindi come spesso gli accade avrà pensato che fosse meglio la strategia ‘pochi, maledetti e subito’, si fa per dire , e poi via con il prossimo eterno progetto quinquennale con il più che aziendalista Ancelotti e tanti saluti a Marekiaro , tanto gli diranno che per lui le porte di Castelvolturno saranno sempre aperte, e del resto neanche una persona mite e buona come Marek non può assolutamente rinunciare a 18 milioni di premio alla carriera. Amen!… Caro Hamsik è stato tutto molto bello, che ti sia dorato il calcio del sol levante, purtroppo però tu te ne vai e De Laurentiis resta, questo è il problema!


Pippo Trio

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