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Riqualificazione Bagnoli, vergogna senza fine: post del direttore di Apple Academy contro De Magistris, finisce in tribunale

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, comparirà in udienza in prossimo 27 febbraio in qualità di persona offesa dal reato di diffamazione nei confronti di Giorgio Ventre, direttore della Developer Academy Apple di Napoli e docente di ingegneria dell’università Federico II.

di Peppe Papa

A renderlo noto è stato lo stesso De Magistris su Fb, spiegando che il professore è imputato per diffamazione a causa di un suo post su Facebook “che offendeva la mia reputazione “. Sul suo profilo, il direttore della Apple Academy il 20 luglio 2017 aveva criticato l’accordo su Bagnoli all’indomani dell’intesa interistituzionale raggiunta. Ventre si riferiva in particolare all’ok all’arretramento di Città della Scienza, contrariamente a quanto stabilito in precedenza con tutte le istituzioni interessate in base alle quali la Fondazione aveva “adottato comportamenti e preso decisioni”, clamorosamente smentito dall’accordo di programma per la ricostruzione dello Science center, firmato il 14 agosto del 2014 dall’allora premier, Matteo Renzi e il sindaco di Napoli.

Parole pesanti quelle del direttore dell’Accademy. “Con il mantenimento delle rovine del Museo della Scienza incendiato dai suoi compari (di De Magistris, ndr), Napoli – scriveva Ventre – così non potrà avere un Museo della Scienza incastonato nella spiaggia e perderà un attrattore turistico pazzesco sul quale fare sviluppo così come Città della Scienza fa da anni. Il male che questo cialtrone ha fatto alla città è incalcolabile”.

Esplicito, senza fraintendimenti, la stima dell’illustre cattedratico sulle qualità amministrative e non solo del primo cittadino del capoluogo. Un’offesa insopportabile per De Magistris, tra l’altro da parte di un illustre accademico napoletano dal curriculum sterminato, che non poteva passare sotto traccia.

Non era uno qualunque a mettere in discussione la sua onorabilità. Bisognava rispondere subito in maniera decisa, indignata. Dunque, querela immediata, sottolineando il livello infimo raggiunto da Ventre nella sua invettiva.

“Queste sono frasi di un formatore della nostra Università riferite alla mia attività su Bagnoli – ha commentato il sindaco a proposito della citazione – che ha portato allo storico accordo interistituzionale che il governo in queste settimane si è impegnato a finanziare ed attuare rapidamente”.

La vicenda, lo ricordiamo, prende le mosse dallo stop al progetto per la ricostruzione del museo dalla sua originaria ubicazione, praticamente sulla spiaggia, per essere spostato a monte (una decina di metri ) che ha innescato un contenzioso interno alla stessa Idis tra il presidente della Fondazione, Vittorio Silvestrini e l’amministratore delegato, Vincenzo Lipardi. Il primo, convinto a ricorrere al Tar contro il progetto Invitalia, il secondo più propenso a dare priorità alle attività di internazionalizzazione e incubazione d’impresa. Tra i due, l’aggravarsi del quadro debitorio della Fondazione (con circa 13 milioni di passività) che ha costretto il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, a commissariare Città della Scienza a partire dal primo dicembre 2017, sollevando i vertici aziendali.

Frittata fatta e tutto fermo, al di là delle chiacchiere. Resta il procedimento giudiziario finito in tribunale. Bel risultato. Nessun vincitore per il momento. A pagarne le spese Napoli e i suoi cittadini che, da più di venti anni, aspettano di vedere realizzata la riqualificazione di un’area dalle potenzialità economiche e ambientali, a detta di tutti, tra le più importanti del mondo.

1 Comment

  1. Tama' Emsnuele ha detto:

    Mettete tutto in mano a de luca ed il partito ripartirà ce lo invidiano molti nn campani

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