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Strano, il Napoli vince ma non convince Ancelotti, e Insigne si dichiara poco sereno…

Nonostante la rotonda vittoria seppure prevedibile a Zurigo, nel post partita dei protagonisti emergono alcuni,, neanche troppo silenti allarmi, perché Ancelotti non ci è sembrato granché contento, ancora lo si è notato alquanto preoccupato, ed Insigne pur felice per il gol e la vittoria ha dichiarato di aver vissuto un periodo di scarsa serenità che auspica recuperare nel prosieguo della stagione. Questo è quanto emerge al termine del primo turno dei sedicesimi di Europa League che dovrebbe aver definito la pratica qualificazione agli ottavi. Nonostante ciò e dopo i tre gol di tre di calciatori che finalmente hanno ritrovato il feeling con la rete, come Callejon assoluto migliore in campo, poi il gol di Insigne che ritrova un minimo di continuità e quello di Zielinsky sembrato veramente rinato senza l’ombra imponente di Hamsik, eppure Ancelotti non è sembrato . Malgrado il risultato, ci è sembrato più sereno quando si affrontavano Psg e Liverpool, il che lascia pensare. Probabilmente Ancelotti, che fin qui ha sempre ritenuto necessario utilizzare tutta la rosa, dopo il mercato di gennaio con la cessione di Rog e i mal di pancia di Allan, poi il supplemento di febbraio con la tormentata cessione di Hamsik, e trovarsi improvvisamente senza due centrocampisti e uno come Allan ancora frastornato dalle sirene francesi e di Hamsik così importante, simbolo di questo lungo e buonissimo ciclo azzurro e non aver rimpiazzati i due che sono partiti deve creargli qualche problema e più di un dubbio malgrado lo stesso Ancelotti avesse avallato entrambi le cessioni. Il primo è Fabian Ruiz, che per quanto apprezzasse le sue grandi qualità essendo ancora giovane e inesperto, non garantisce quella concentrazione e continuità nell’esprimere le sue grandi doti, inoltre sia in fase difensiva che in fase di impostazione pur avendo fisico e visione di gioco, chiaramente ancora non gli riesce si da subito a prendersi la squadra sulle spalle. Sul finire di partita un suo errore avrebbe potuto costare il secondo gol che avrebbe complicato incredibilmente il finale di partita dopo aver condotto gran parte di essa in grande controllo malgrado alcune sbavature nei passaggi che gli avversari non hanno saputo punire in ripartenza. Fà bene Ancelotti a preoccuparsi. perché si avvicinano gli appuntamenti importanti, quelli in campionato in cui non ci si può permettere più nemmeno un buon pareggio, quanto meno se ancora si volessero coltivare speranze da qui al 3 marzo, unica data in cui giocarsi la possibilità di accorciare di tre punti sulla Juventus. E poi bisogna pur proseguire il lungo cammino in coppa, visto che si è ancora a metà sedicesimi e agli ottavi ci si dovrebbe già confrontare con squadre sicuramente più rognose e abituate a certi livelli. Il lavoro da fare è ancora tanto, e sia la rosa ridotta che gli acciacchi di qualche importante protagonista tra cui Albiol, di cui se ne dovrà fare a meno lungamente e la stanchezza che inevitabilmente si farà sentire dopo aver giocato già una buona porzione di stagione, quenche allarme deve per forza farlo suonare nella testa di Ancelotti che a sua volta si gioca buona parte della sua credibilità, malgrado a questo punto della sua carriera non dovrà più dimostrare niente a nessuno. Sicuramente però Ancelotti terrà moltissimo a proseguire il suo splendido cammino del grande allenatore qual’è sempre stato e la sua esperienza sarà determinante per una buonissima squadra come quella azzurra che però dimostra ancora carenze divmentalita che sul finale di stagione ha sempre pagato in termini di mentalità, convinzione e fame di vincere. Lo stesso Insigne dovrà sbrigarsi a dimostrare di essere non solo un’eterna promessa e diventare un nuovo gran capitano, ma di dare finalmente la svolta definitiva alla sua carrriera e diventare il top player che tutti si aspettano ormai da troppo tempo e finalmente fare la differenza affinché il Napoli possa vincere grazie e soprattutto alle sue giocate come ad esempio sta facendo Zaniolo alla Roma gia al primo anno. Al contrario, per Insigne gli anni cominciano a diventare tanti, quindi adesso o mai più. Qualche dubbio di tenuta mentale lo ha fatto affiorare Inisigne stesso per aver detto di se stesso malgrado la vittoria e il gol di non essere ancora sereno, e questo lascia pensare alcune cose: in primis, che non è ancora maturo e sicuro di se stesso, oppure che il Napoli cominci a stargli stretto da quando il suo nuovo procuratore gli avrà prospettato nuovi e presunti più gratificanti orizzonti. Tutti argomenti che potrebbero distrarre anche altri calciatori del Napoli sul finale di questo ciclo per certi versi incompiuto e in vista del prossimo mercato, in quanto fra Allan , Koulibaly e Insigne tante saranno le sirene che si aggireranno nei paraggi, per non dire della precarietà di calciatori come Albiol, Callejon, Mertens che come Hamsik si potrebbe decidere un ultima parte di carriera lontano da Napoli. Farebbe bene la società in questo momento a tranquillizzare tutti sul futuro altrimenti, sicuramente la squadra e i protagonisti ne risentiranno nel momento clou della stagione e basterà poco a vanificarla, e in quel caso la società dovrà da subito cominciare la rifondazione, auspicando di poterla pianificare su un successo stagionale. La strada è ancora lunga e conterà moltissimo tutta l’esperienza gestionale di Ancelotti che ora dovrà superarsi, soprattutto in un club che non è di certo il Real Madrid, in cui il massimo dirigente è il primo destabilizzatore naturale di un ambiente che gra di suo da sempre si dimostra volubile in modo isterico. Contiamo che già dalla prossima con il Torino si possa inanellare un’altra salutare vittoria per fortificare l’autostima e la convinzione di tutti e di potercela ancora fare a concludere un ciclo finalmente con vittoria importante. Sarà possibile? Chi vivrà vedrà!

Pippo Trio

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